Se sei alla ricerca di un trekking wild, ricco di storia e lontano dal turismo di massa, la Via Vandelli è l’itinerario che fa per te. Conosciuta come la “madre di tutte le strade moderne”, questa straordinaria via storica attraversa l’Appennino Tosco-Emiliano e le spettacolari vette delle Alpi Apuane, offrendo un’avventura indimenticabile che unisce la Pianura Padana al Mar Tirreno.
In questa guida completa scoprirai la scheda tecnica, le tappe e la storia di quello che oggi è considerato uno dei cammini più affascinanti, panoramici e sfidanti d’Italia. Preparati a camminare sui selciati originali del Settecento, tra borghi medievali e panorami mozzafiato che spaziano dal Monte Cimone fino alla costa toscana.
Nota importante per i camminatori: I cammini sono realtà dinamiche. I percorsi possono subire variazioni nel tempo a causa del meteo o di modifiche della viabilità locale. Prima di metterti in viaggio, ti consigliamo di verificare sempre lo stato del sentiero e le tracce aggiornate contattando gli enti locali, i comuni attraversati o i canali ufficiali del cammino.
Scheda tecnica della Via Vandelli
📍 Partenza: Modena (Piazza Grande) o Sassuolo (Palazzo Ducale)
🏁 Arrivo: Massa (Palazzo Ducale) / Marina di Massa
📏 Lunghezza: circa 171 km (da Modena) / 152 km (da Sassuolo)
🥾 Tappe: 7
⛰️ Difficoltà: medio-alta (escursionistica con tratti alpini)
🗺️ Regioni attraversate: Emilia-Romagna e Toscana
Tipologia: cammino storico, culturale e naturalistico
📅 Periodo consigliato: maggio – ottobre
🚶 Percorrenza: a piedi (per la MTB sono necessarie varianti causa pendenze estreme sulle Apuane)
🔖 Segnaletica: CAI bianco-rossa (sentiero 601) e frecce dedicate “Via Vandelli”
🏔️ Dislivello: circa 5.400 metri D+
![Tracciato della via Vandelli. Le Alpi Apuane [foto: Sandra Ross]](https://www.italiadeicammini.it/wp-content/uploads/2021/09/via-vandelli-tracciato.jpeg)
Un’avventura da veri viandanti tra ingegneria settecentesca e wilderness
Ciò che rende la Via Vandelli un’esperienza radicalmente diversa da altri cammini italiani è la sua doppia anima: una perfetta fusione tra archeologia stradale e natura selvaggia. Camminare su questo itinerario non significa solo seguire un sentiero escursionistico, ma calpestare un vero e proprio monumento a cielo aperto. Nei tratti più impervi, specialmente durante la spettacolare ascesa e discesa delle Alpi Apuane, si cammina sui massicci blocchi di pietra posati oltre due secoli fa. I monumentali muri a secco eretti dall’ingegnere ducale resistono ancora oggi alle intemperie e al tempo, testimoniando un’audacia progettuale che all’epoca fu considerata quasi leggendaria.
Dal punto di vista dell’esperienza, la Vandelli ha conservato intatto quel carattere wild e genuino che i cammini più blasonati e frequentati hanno parzialmente perduto. Qui il turismo di massa non è ancora arrivato. Lungo il percorso si attraversano territori montani autentici, dove i ritmi sono scanditi dall’ospitalità genuina dei piccoli borghi dell’Appennino e della Garfagnana. Questa solitudine rigenerante richiede però rispetto e consapevolezza: le pendenze severe, l’esposizione degli antichi tornanti e la rarefazione dei punti di sosta nelle tappe d’alta quota trasformano il viaggio in una sfida fisica e mentale. È un cammino che non concede scorciatoie, ma che ripaga ogni sforzo con la meraviglia di un panorama che cambia costantemente, fino all’indimenticabile ricompensa finale: l’odore della salsedine che accoglie il viandante alle porte di Massa.
Le tappe della Via Vandelli: il percorso da Modena a Massa
Il tracciato classico della Via Vandelli si sviluppa in 7 tappe, unendo la pianura modenese al Mar Tirreno in un crescendo di emozioni e dislivelli. Sebbene esista una variante iniziale che parte dal Palazzo Ducale di Sassuolo (e che si ricongiunge al percorso principale a Pavullo), l’itinerario storico e ufficiale prende il via dal cuore di Modena. Di seguito trovi il dettaglio tappa per tappa per pianificare al meglio il tuo cammino.
1ª Tappa: Modena – Puianello
- Distanza: 27,2 km
- Dislivello: +410 m / -10 m
- Tempo medio: 6 ore e 30 minuti
- Terreno prevalente: 35% Asfalto (piste ciclabili e strade secondarie), 65% Sterrato (argini fluviali e sentieri collinari).
- Descrizione: Si parte da Piazza Grande a Modena, all’ombra della Ghirlandina, uscendo dalla città lungo i percorsi ciclopedonali che costeggiano i fiumi e la vecchia ferrovia. Questa frazione di riscaldamento attraversa la pianura per poi iniziare a salire dolcemente verso le prime colline modenesi, concludendosi presso il panoramico Santuario di Puianello.
2ª Tappa: Puianello – Pavullo nel Frignano
- Distanza: 24,4 km
- Dislivello: +750 m / -450 m
- Tempo medio: 6 ore
- Terreno prevalente: 55% Asfalto secondario e vicinali, 45% Carrarecce e sentieri di campagna.
- Descrizione: Il cammino si addentra ufficialmente nel territorio del Frignano. Il paesaggio si fa marcatamente collinare e panoramico, alternando zone coltivate a macchie di bosco. In questa tappa il percorso principale si ricongiunge con la variante proveniente da Sassuolo, per poi concludersi nel centro storico di Pavullo, dominato dal suo Palazzo Ducale.
3ª Tappa: Pavullo nel Frignano – La Santona
- Distanza: 25 km
- Dislivello: +960 m / -475 m
- Tempo medio: 6 ore e 30 minuti
- Terreno prevalente: 25% Asfalto e strade di borgo, 75% Sentieri boschivi e antiche mulattiere.
- Descrizione: Una delle tappe più ricche di fascino storico e geologico. Poco dopo la partenza si incontra il maestoso Castello di Montecuccolo. Proseguendo tra fitti boschi di castagni, il sentiero conduce al Ponte d’Ercole (o Ponte del Diavolo), un imponente arco di roccia naturale. Da qui si riprende a salire costantemente fino a raggiungere le abetaie della Santona, nel comune di Lama Mocogno.
4ª Tappa: La Santona – San Pellegrino in Alpe
- Distanza: 25,8 km
- Dislivello: +895 m / -540 m
- Tempo medio: 7 ore
- Terreno prevalente: 10% Asfalto, 90% Sentieri montani, praterie d’alta quota e selciato storico.
- Descrizione: Si entra nel vivo dell’alto Appennino camminando stabilmente in quota lungo il crinale, con viste spettacolari sul massiccio del Monte Cimone. Si calpestano i primi, evidenti tratti del selciato originale voluto da Domenico Vandelli. Superando il confine tra Emilia e Toscana, si arriva a San Pellegrino in Alpe (1.524 m), il borgo permanentemente abitato più alto di tutto l’Appennino.
5ª Tappa: San Pellegrino in Alpe – Poggio (Camporgiano)
- Distanza: 25,8 km
- Dislivello: +395 m / -1.455 m
- Tempo medio: 6 ore e 30 minuti
- Terreno prevalente: 30% Strade interpoderali asfaltate, 70% Mulattiere e sentieri terrazzati.
- Descrizione: Una lunga, costante e ripida discesa abbandona le rigide vette appenniniche per tuffarsi nel cuore verde e accogliente della Garfagnana. Il paesaggio cambia radicalmente, trasformandosi in una campagna costellata di piccoli borghi medievali in pietra e coltivazioni di farro. La tappa si conclude a Poggio, nel fondovalle della Garfagnana.
6ª Tappa: Poggio – Campaniletti (Rifugio Nello Conti)
- Distanza: 18,3 km
- Dislivello: +1.380 m / -390 m
- Tempo medio: 7 ore
- Terreno prevalente: 15% Asfalto e sterrato di fondovalle, 85% Sentieri alpini sbrecciati, pietraie e selciato monumentale.
- Descrizione: La tappa regina del cammino, epica e faticosa. Si costeggia il Lago di Vagli (sotto il quale giace il paese fantasma di Fabbriche di Careggine) e si risale la selvaggia Valle dell’Arnetola. Da qui inizia la grandiosa scalata delle Alpi Apuane lungo i tornanti originari della Vandelli fino al Passo della Tambura (1.620 m), dove lo sguardo si apre improvvisamente sul Mar Tirreno. Si scende infine leggermente sul versante marittimo fino al Rifugio Nello Conti.
7ª Tappa: Campaniletti – Massa (e Marina di Massa)
- Distanza: 18,3 km
- Dislivello: +50 m / -1.420 m
- Tempo medio: 5 ore e 30 minuti
- Terreno prevalente: 60% Selciato storico esposto e sentieri di roccia, 40% Asfalto (strade cittadine e lungomare).
- Descrizione: L’ultima indimenticabile tappa si sviluppa lungo la famosissima e ripidissima discesa della Vandelli sul versante marino, superando la lizza di Resceto con i suoi tornanti mozzafiato sospesi nel vuoto e costeggiando le cave di marmo. Raggiunto il fondovalle si attraversa la città di Massa fino al Palazzo Ducale. Da qui, un comodo rettilineo di 5 km pianeggianti permette di raggiungere le spiagge di Marina di Massa per il tradizionale bagno finale nel mare.
La Via Vandelli in bicicletta: consigli e varianti per le due ruote
Percorrere la Via Vandelli in mountain bike (MTB) o in e-bike è un’avventura straordinaria, ma richiede un’ottima preparazione tecnica e una precisa pianificazione. Se i tratti in pianura e sulle colline emiliane (fino alla Garfagnana) scorrono via piacevolmente tra sterrati e strade secondarie a basso traffico, la situazione cambia radicalmente quando si affrontano le Alpi Apuane.
Il tracciato storico originale della 6ª e della 7ª tappa, in particolare l’ascesa al Passo della Tambura e la successiva discesa verso Resceto, presenta pendenze estreme (spesso superiori al 15-20%), un fondo stradale costituito da pietraie sconnesse e passaggi decisamente esposti. Su questo terreno, anche i biker più esperti sono costretti a lunghi tratti di portage (bici in spalla) o pushing (bici a spinta), resi ancora più faticosi se si viaggia con il peso delle borse o con una pesante e-bike. Per questo motivo, per chi si muove in sella, è caldamente consigliato seguire le varianti ciclabili ufficiali studiate appositamente per le due ruote, che aggirano i tratti alpinistici più impervi sfruttando strade asfaltate secondarie o passaggi alternativi (come il Passo del Vestito), permettendo di godersi il viaggio in totale sicurezza senza rinunciare al fascino del coast-to-coast.
Cosa vedere lungo la Via Vandelli: le attrazioni da non perdere
La Via Vandelli non è soltanto una sfida sportiva, ma un vero e proprio museo a cielo aperto che custodisce tesori storici, architettonici e meraviglie naturali uniche in Italia. Ecco i punti di interesse più iconici da fotografare e visitare durante il cammino:
- I Palazzi Ducali di Modena, Sassuolo e Massa: I tre imponenti edifici barocchi che segnano i punti di partenza e di arrivo del viaggio, simboli del potere politico ed economico del Ducato Estense.
- Il Castello di Montecuccolo: Arroccato su uno sperone di roccia nella seconda tappa, questo maestoso castello medievale domina la valle del Frignano ed è la terra natale del celebre condottiero Raimondo Montecuccoli.
- Il Ponte d’Ercole (o Ponte del Diavolo): Un incredibile e imponente arco naturale costituito da un unico blocco di roccia arenaria lungo oltre trenta metri, immerso nei boschi di Lama Mocogno e avvolto da antiche leggende popolari.
- San Pellegrino in Alpe: Il borgo permanentemente abitato più alto dell’Appennino (1.524 m). Oltre al panorama immenso sulla Garfagnana, ospita il Santuario che custodisce le spoglie dei Santi Pellegrino e Bianco e il suggestivo Museo Etnografico provinciale.
- Il Lago di Vagli e il “Paese Fantasma”: Un bacino artificiale dal fascino magnetico. Sotto le sue acque verdi riposano i resti di Fabbriche di Careggine, il borgo medievale di fabbri ferrai sommerso nel 1947 per la costruzione della diga.
- Il Passo della Tambura e i tornanti di Resceto: Il tetto della Via Vandelli (1.620 m). Qui si tocca con mano il capolavoro ingegneristico settecentesco, camminando su una spettacolare via di arroccamento scavata nella roccia delle Apuane, sospesa tra le maestose cave di marmo bianco e la vista sconfinata sul Mar Tirreno.

Difficoltà del cammino: la Via Vandelli è adatta a tutti?
Diciamolo chiaramente per evitare brutte sorprese: la Via Vandelli non è un cammino per principianti o per chi è alle prime armi con il trekking. Sebbene le prime tappe in territorio emiliano siano collinari e accessibili a chiunque abbia un minimo di abitudine a camminare, l’itinerario cambia radicalmente volto a partire dalla quarta tappa, per poi toccare l’apice della severità nella sesta e settima frazione.
Le principali difficoltà da considerare prima di partire sono tre:
- I dislivelli importanti: Accumulare più di 5.400 metri di dislivello positivo in 7 giorni significa affrontare salite e discese lunghe e costanti. Le ginocchia e le gambe devono essere ben allenate a sopportare lo sforzo prolungato sotto il peso dello zaino.
- Il terreno di tipo alpino: Nella sesta tappa si affrontano le Alpi Apuane. Il sentiero che sale al Passo della Tambura (1.620 metri) e la successiva discesa verso Resceto si snodano su pietraie instabili, ghiaioni sbrecciati e tratti di selciato storico esposti, dove è fondamentale non soffrire di vertigini e avere passo sicuro.
- L’esposizione al sole e la carenza d’acqua: Nelle tappe di montagna la vegetazione si dirada. Camminare per ore sotto il sole battente lungo i tornanti di pietra delle Apuane può essere estenuante. Inoltre, le sorgenti d’acqua in quota non sono frequenti, il che richiede un’ottima gestione delle proprie scorte idriche (almeno 2 o 3 litri nelle tappe più severe).
Quando partire per la Via Vandelli: il periodo migliore
Il meteo è il fattore cruciale che può trasformare la Via Vandelli in un sogno indimenticabile o in un incubo pericoloso. Trattandosi di un cammino che supera i 1.500 metri sia sull’Appennino che sulle Apuane, la stagione ideale va da fine maggio a inizio ottobre.
- Primavera (Maggio – Giugno): È uno dei momenti migliori. Le giornate sono lunghe, la Garfagnana è verdissima e le temperature sono perfette per camminare. Attenzione però a fine maggio: al Passo della Tambura potrebbero esserci ancora residui di neve o ghiaccio che rendono pericoloso il passaggio senza attrezzatura adeguata.
- Estate (Luglio – Agosto): Se da un lato il rischio di neve è nullo e i rifugi sono aperti, dall’altro dovrete fare i conti con il caldo intenso della pianura e, soprattutto, con la totale assenza di ombra sulle pietraie delle Apuane. Se partite in estate, le parole d’ordine sono: sveglia all’alba, cappello e tanta acqua.
- Autunno (Settembre – Ottobre): Settembre è un mese magico, probabilmente il migliore in assoluto: le temperature rinfrescano, il meteo tende a essere stabile e l’affluenza cala. Anche la prima metà di ottobre regala i colori caldi del foliage nei boschi del Frignano, ma le giornate si accorciano e aumenta il rischio di piogge, che rendono il selciato settecentesco molto scivoloso.
- Inverno (Novembre – Aprile): Assolutamente sconsigliato. La neve copre i sentieri di crinale e trasforma i ripidissimi tornanti esposti delle Apuane in scivoli di ghiaccio impraticabili se non da alpinisti esperti dotati di ramponi e piccozza. Inoltre, la maggior parte dei rifugi e delle strutture ricettive in quota è chiusa..
Attrezzatura consigliata per la Via Vandelli: cosa mettere nello zaino
Preparare lo zaino per la Via Vandelli richiede il giusto compromesso tra leggerezza e sicurezza. Trattandosi di un cammino itinerante con tappe impegnative, ogni etto in più sulle spalle si farà sentire, ma l’anima alpina delle Alpi Apuane impone di non trascurare l’equipaggiamento tecnico.
Il peso ideale del tuo zaino (esclusi acqua e cibo) non dovrebbe superare il 10% del tuo peso corporeo. Ecco la checklist degli elementi indispensabili:
Lo Zaino e il Sistema di Trasporto
- Zaino da 30-40 litri: Una capienza ideale per un cammino da rifugio a rifugio. Sceglilo con un buon fascione ventrale per scaricare il peso dalle spalle ai fianchi.
- Coprizaino impermeabile: Fondamentale per proteggere il bagaglio in caso di temporali improvvisi, molto frequenti sui crinali appenninici e apuani.
Calzature e Abbigliamento
- Scarponi da trekking o scarpe da trail con suola scolpita: È l’elemento più importante. Dimentica le sneakers o le scarpe da ginnastica lisce: per superare le pietraie del Passo della Tambura servono calzature con un ottimo grip (suola Vibram o similari) che proteggano la caviglia o che abbiano una struttura solida.
- Calze tecniche da trekking: Evitano sfregamenti e la formazione di dolorose vesciche. Portane almeno 3 paia.
- Abbigliamento a strati (“a cipolla”):
- 2 o 3 magliette traspiranti in tessuto tecnico (evita il cotone che resta bagnato di sudore).
- 1 o 2 pantaloni lunghi da trekking (meglio se convertibili in shorts).
- 1 pile leggero o uno strato termico per le serate in quota a San Pellegrino o ai Campaniletti.
- Guscio impermeabile antivento (Gore-Tex o simile): Da tenere sempre a portata di mano nella parte alta dello zaino.
Accessori Tecnici e Sicurezza
- Bastoncini da trekking: Sulla Via Vandelli sono salvavita. Ti aiuteranno a spingere in salita sotto il peso dello zaino, ma soprattutto salveranno le tue ginocchia durante i 1.400 metri di discesa ripida e costante verso Massa.
- Cappello, occhiali da sole e crema solare: Sulle Apuane e sui crinali appenninici l’ombra è inesistente e il sole batte forte sulle rocce bianche di marmo.
- Lampada frontale: Indispensabile se decidi di partire all’alba per evitare il caldo o se una tappa si prolunga oltre il previsto.
Idratazione e Kit di Primo Soccorso
- Sacca idrica o borracce (almeno 2,5 o 3 litri totali): Come accennato, l’acqua scarseggia nelle tappe d’alta quota (specialmente nella 6ª tappa). Devi avere abbastanza autonomia liquida.
- Sali minerali in polvere: Da sciogliere nell’acqua durante le giornate estive per evitare i crampi muscolari sulle salite più dure.
- Kit pronto soccorso per i piedi: Cerotti specifici per vesciche (tipo Compeed), disinfettante, garze sterili, nastro telato e ago per drenare eventuali bolle.
Segnaletica, tracce GPX e Mappa: come orientarsi sul percorso
Orientarsi lungo la Via Vandelli è oggi molto più semplice rispetto al passato grazie al grande lavoro di ripristino e manutenzione dei sentieri, ma la prudenza in montagna non è mai troppa. Il cammino si sviluppa quasi interamente su sentieri censiti dal CAI (Club Alpino Italiano) ed è identificabile dai classici segnavia bianchi e rossi, spesso accompagnati dalla sigla “V.V.” o dalla lettera “W”. Nei punti di svolta principali e nei centri abitati troverai inoltre cartelli metallici e frecce in legno dedicate che riportano il logo ufficiale del cammino.
Tuttavia, poiché l’itinerario attraversa aree di montagna selvaggia dove la nebbia o il maltempo possono improvvisamente ridurre la visibilità, è fortemente sconsigliato affidarsi alla sola segnaletica visiva. Prima di metterti in viaggio, è fondamentale scaricare sul tuo smartphone o sul tuo dispositivo GPS le tracce ufficiali e aggiornate, così da avere sempre la certezza della tua posizione anche in assenza di segnale telefonico.
Puoi scaricare gratuitamente le tracce in formato .gpx direttamente sul Sito Ufficiale della Via Vandelli , l’unico portale che garantisce varianti aggiornate in tempo reale in caso di frane o interruzioni del tracciato.
Qui sotto trovi la mappa interattiva completa della Via Vandelli per iniziare a studiare l’itinerario e visualizzare l’altimetria delle singole tappe:
Mappa e tappe interattive a cura della community di Komoot (Raccolta pubblica aggiornata).
📌 Consiglio per la sicurezza: Oltre alle tracce digitali sul telefono, porta sempre con te una mappa cartacea escursionistica della zona (fogli CAI per l’Appennino Modenese e le Alpi Apuane) e un powerbank per ricaricare lo smartphone in caso di emergenza. La batteria del telefono tende a consumarsi molto più rapidamente in montagna a causa della continua ricerca di segnale di rete.
Dove dormire lungo la Via Vandelli: l’ospitalità del cammino
La ricettività lungo la Via Vandelli rispecchia fedelmente l’anima autentica e a tratti selvaggia di questo percorso. Non troverai le grandi strutture di massa o i mega ostelli tipici dei cammini più commerciali, ma una rete accogliente di piccoli hotel a conduzione familiare, bed & breakfast nei borghi, agriturismi e rifugi alpini.
Nelle prime due tappe (Modena, Puianello e Pavullo) l’offerta è ampia ed è facile trovare sistemazione anche a ridosso della partenza. La situazione cambia radicalmente man mano che ci si addentra nell’alto Appennino e sulle Alpi Apuane: nelle località di quota come La Santona, San Pellegrino in Alpe e nella zona dei Campaniletti, i posti letto disponibili sono limitati e concentrati in pochissime strutture (spesso un solo rifugio o una sola locanda storica).
📝 Regola d’oro: Nei mesi di alta stagione (maggio, giugno, settembre) e durante tutti i fine settimana dell’anno, è assolutamente obbligatorio prenotare i pernottamenti con largo anticipo. Arrivare a tappe d’alta quota senza una prenotazione confermata significa rischiare di non trovare posto.
Come arrivare e come tornare indietro
Organizzare gli spostamenti per la Via Vandelli è fortunatamente molto comodo, poiché sia la città di partenza che quella di arrivo sono collegate in modo eccellente alla rete infrastrutturale nazionale.
Come raggiungere il punto di partenza
- Se parti da Modena (percorso classico): La città è un importante snodo ferroviario. La stazione di Modena è servita sia dai treni dell’Alta Velocità (Frecciarossa e Italo) che da frequenti treni Regionali sulla linea Milano-Bologna. Se ti muovi in auto, puoi lasciarla nei parcheggi scambiatori della città o in strutture custodite a lungo termine, raggiungendo Piazza Grande a piedi o in autobus.
- Se parti da Sassuolo (variante ducale): Puoi raggiungere comodamente Modena in treno e da lì prendere la linea ferroviaria locale (Tper) che collega direttamente la stazione di Modena con il centro di Sassuolo in circa 30 minuti.
Come rientrare dal punto di arrivo (Massa)
Una volta bagnati i piedi nel Mar Tirreno a Marina di Massa e concluso il cammino, rientrare verso l’Emilia o verso le altre regioni italiane è molto semplice:
- In treno (Scelta consigliata): Dalla stazione ferroviaria di Massa Centro partono regolarmente treni Regionali, Intercity e Frecce diretti verso Pisa o verso La Spezia/Genova. Per tornare a Modena, la soluzione più rapida ed economica consiste nel prendere un treno regionale verso Pisa/Firenze e da lì cambiare sulla linea per Bologna/Modena, oppure risalire verso Parma attraversando la suggestiva linea della Cisa (Pontremolese). Il tempo medio di viaggio varia tra le 2 ore e mezza e le 3 ore e mezza a seconda delle coincidenze.
- In auto (se hai un autista di supporto o per il recupero): Massa è servita dall’autostrada A12 (Genova-Livorno). Se devi recuperare l’auto lasciata a Modena, puoi percorrere l’autostrada A12 fino a Viareggio, imboccare la A11 fino a Lucca/Firenze e infine risalire verso l’Emilia tramite l’Autostrada del Sole (A1), oppure tagliare verso nord attraverso l’autostrada della Cisa (A15) da La Spezia fino a Parma.
Acqua lungo il cammino: come gestire i rifornimenti
La gestione dell’acqua è uno degli aspetti cruciali da pianificare sulla Via Vandelli, soprattutto a causa della morfologia del terreno che attraverserai.
📌 Il consiglio del viandante: Non partire mai per le tappe di alta montagna con meno di 2,5 o 3 litri d’acqua a testa. Sfrutta i rifugi (come il Rifugio Nello Conti ai Campaniletti) e le strutture dei borghi d’alta quota per fare il pieno prima di metterti in marcia. Può essere molto utile avere con sé dei sali minerali per prevenire la disidratazione e i crampi muscolari durante le salite più severe.
Il Passaporto della Via Vandelli: la credenziale ufficiale (e fai-da-te)
A differenza di molti cammini commerciali, la Via Vandelli conserva uno spirito puro, autogestito e accessibile a tutti. Per questo motivo, la credenziale ufficiale del cammino — chiamata Il Passaporto della Via Vandelli — è completamente gratuita.
Il Passaporto è stato ideato e progettato con una bellissima veste grafica che riproduce estratti delle mappe storiche disegnate nel Settecento dall’ingegnere Domenico Vandelli.
Come funziona e come ottenerlo
Non esistono uffici fisici o punti di distribuzione dove andare a ritirare o acquistare il passaporto. Per averlo, basta collegarsi al sito ufficiale della Via Vandelli e scaricare il file PDF gratuito.
Una volta salvato, dovrai semplicemente stamparlo a casa (meglio se su un cartoncino leggero), ritagliarlo e piegarlo seguendo le istruzioni: avrai così il tuo passaporto ufficiale pronto da infilare nello zaino.
La raccolta dei timbri
Il Passaporto serve a identificarti come viandante e a custodire il ricordo indelebile del tuo viaggio. Durante le 7 tappe potrai chiedere il timbro in qualsiasi posto trovi aperto: bar, ristoranti, alberghi, rifugi, uffici turistici o municipi. Ogni timbro sul passaporto testimonierà i chilometri percorsi e le fatiche superate giorno dopo giorno.
Nota: a differenza di altri cammini, il passaporto della Vandelli non garantisce sconti automatici o tariffe agevolate fisse nelle strutture, ma serve per certificare il tuo passaggio.
Il Brevetto della Via Vandelli
Il Brevetto della Via Vandelli è il riconoscimento ufficiale che premia chi completa il cammino entro tempi prestabiliti, toccando gli storici palazzi ducali del percorso. Ispirato alle randonnée ciclistiche, assegna titoli goliardici in base alle tappe raggiunte: Dama o Cavaliere (2 tappe in 4 giorni), Contessa o Conte (3 tappe in 7 giorni) e il titolo massimo di Duchessa o Duca per chi compie l’intero cammino fino a Massa o al Tirreno. Per riceverlo a casa (dietro un piccolo contributo di gestione), basta inviare un’e-mail a infoviavandelli@gmail.com con i propri dati, le date del viaggio e la prova del percorso, fornita tramite foto della credenziale timbrata o post sui canali social ufficiali.
FAQ sulla Via Vandelli
Il Passaporto ufficiale della Via Vandelli è completamente gratuito. Non si compra in negozi o uffici fisici: si richiede online compilando il modulo sul sito ufficiale e si riceve via email un file PDF. Dovrai semplicemente stamparlo a casa, ritagliarlo e piegarlo prima di partire.
A differenza di altri cammini, il Passaporto della Via Vandelli non garantisce sconti automatici o tariffe fisse agevolate nelle strutture ricettive o nei ristoranti. Serve principalmente come diario di viaggio per raccogliere i timbri storici, per farsi riconoscere come viandanti e per poter essere iscritti all’Albo finale.
Sì, è possibile, ma richiede molta attenzione e preparazione. Molte strutture (soprattutto i rifugi di montagna) hanno posti limitati o regole rigide per gli animali, quindi è obbligatorio verificare e prenotare prima. Inoltre, i terreni rocciosi e sbrecciati delle Alpi Apuane e le forti pendenze in discesa possono essere molto abrasivi e stressanti per i polpastrelli del cane: valuta scarpette protettive e tieni conto che dovrai portare molta più acqua anche per lui.
L’itinerario classico da Modena a Massa è strutturato in 7 tappe (circa 171 km). Camminatori molto esperti e allenati riescono a accorpare alcune tappe riducendole a 5 o 6 giorni, mentre chi preferisce godersi i borghi con più calma o parte dalla variante di Sassuolo può pianificare l’itinerario in 7-8 giorni.
La sesta tappa (da Poggio ai Campaniletti) e la settima tappa (la discesa verso Resceto/Massa) attraversano le Alpi Apuane e presentano un terreno prettamente alpino. Non ci sono passaggi d’arrampicata, ma si cammina su selciati storici ripidi, pietraie e ghiaioni esposti al sole. Chi soffre di forti vertigini o non ha passo sicuro potrebbe avvertire disagio in alcuni tratti dei tornanti apuani.
Considerazioni finali
La Via Vandelli è uno dei trekking storici più belli e sottovalutati d’Italia.
Rispetto a molti cammini più famosi offre meno folla, più natura e una maggiore varietà paesaggistica.
È un percorso che richiede un po’ di preparazione, ma regala alcune delle traversate più spettacolari dell’Appennino italiano.
Per chi ama i trekking lunghi e le montagne, la Via Vandelli può diventare uno dei cammini più memorabili da fare in Italia.
CREDITS IMMAGINI:
Foto di copertina: Via Vandelli, Finestra Vandelli di Giuliof


