Ci sono cammini che seguono antiche vie di fede, altri che sfidano le vette montane o collegano grandi città d’arte. La Rotta dei Due Mari racconta invece un viaggio geografico e simbolico unico nel suo genere: unire il Mar Adriatico e il Mar Ionio tagliando in senso trasversale il cuore della Puglia.
Da Polignano a Mare a Taranto, questo itinerario conduce il viandante attraverso i paesaggi più autentici della regione, offrendo una prospettiva intima e inedita, lontana dai cliché del turismo balneare di massa. È un’esperienza di viaggio lento, ideale per chi desidera connettersi con la storia, le tradizioni contadine e l’architettura spontanea del Mezzogiorno.
Nota importante per i camminatori: I cammini sono realtà dinamiche. I percorsi possono subire variazioni nel tempo a causa del meteo o di modifiche della viabilità locale. Prima di metterti in viaggio, ti consigliamo di verificare sempre lo stato del sentiero e le tracce aggiornate contattando gli enti locali, i comuni attraversati o i canali ufficiali del cammino.
Scheda tecnica della Rotta dei Due Mari
📍 Partenza: Polignano a Mare
🏁 Arrivo: Taranto
📏 Lunghezza: circa 136 km
🥾 Tappe: 6
⛰️ Difficoltà: media
🗺️ Regione: Puglia
🛤️ Tipologia: cammino culturale e naturalistico
📅 Periodo consigliato: primavera e autunno
🔖 Segnaletica: buona
🏔️ Dislivello: circa 1.140 metri D+
🏔️ Ambiente: costa adriatica, Valle d’Itria, campagne pugliesi, borghi storici e costa ionica

Dall’Adriatico alla Valle d’Itria: l’inizio del viaggio
Il punto di partenza a Polignano a Mare regala immediatamente il contatto con l’Adriatico, dove le scogliere a picco e il profilo della città vecchia fanno da sfondo ai primi passi. Da qui il percorso si dirige deciso verso l’interno, lasciandosi alle spalle l’orizzonte costiero per addentrarsi progressivamente in una campagna dominata dalla terra rossa.
Il cuore pulsante dell’itinerario coincide con l’attraversamento della Valle d’Itria, una delle aree rurali più affascinanti del Sud Italia. In questo tratto la presenza dell’uomo ha modellato il territorio in perfetta armonia con la natura. Il cammino si sviluppa lungo una fitta rete di strade secondarie, tratturi e sentieri incorniciati dai muretti a secco, dove la vista spazia tra vigneti, alberi di ciliegio e ulivi secolari. È qui che il paesaggio si popola delle sue icone più celebri: le maestose masserie, che raccontano secoli di vita rurale, e i trulli, che compaiono improvvisamente tra i campi coltivati.
Il cambio di paesaggio e l’arrivo allo Ionio
Camminando tra Alberobello, Locorotondo e Martina Franca si percepisce chiaramente il legame indissolubile tra le comunità locali e la loro storia agricola. Ogni borgo attraversato conserva un patrimonio architettonico unico, caratterizzato dal bianco della calce e dall’eleganza della pietra locale.
Nella seconda parte dell’itinerario, tuttavia, la fisionomia del territorio cambia nuovamente. Le dolci colline della Valle d’Itria cedono il passo a un ambiente più selvaggio e profondo: compaiono le aree boschive delle Murge Tarantine e i profili suggestivi delle gravine, i canyon naturali che anticipano la discesa verso la costa.
L’ingresso a Taranto rappresenta il perfetto compimento di questo coast-to-coast. Dopo giorni trascorsi a camminare nel silenzio dell’entroterra, il viandante ritrova l’acqua affacciandosi sullo Ionio: un traguardo emozionante che chiude idealmente il cerchio iniziato sei giorni prima sulle sponde dell’Adriatico.
Le tappe della Rotta dei Due Mari
Il cammino viene generalmente suddiviso in 6 tappe principali.
1ª Tappa: Polignano a Mare – Castellana Grotte
- Distanza: 22 km
- Dislivello: +315 m / -35 m
- Tempo medio: 5 ore e 30 minuti / 6 ore
- Terreno prevalente: 20% Asfalto (tratti urbani e complanari), 80% Sterrato e strade vicinali (tratturi delimitati da muretti a secco).
- Descrizione: Si parte simbolicamente davanti alla statua di Domenico Modugno a Polignano a Mare, con l’Adriatico alle spalle. Il cammino abbandona subito la costa per addentrarsi tra gli ulivi secolari dell’entroterra barese, salendo dolcemente verso l’altopiano carsico. Tra terra rossa e muretti a secco, la tappa si conclude alle porte delle spettacolari Grotte di Castellana.
2ª Tappa: Castellana Grotte – Alberobello
- Distanza: 24 km
- Dislivello: +440 m / -300 m
- Tempo medio: 6 ore / 6 ore e 30 minuti
- Terreno prevalente: 70% Tratturi sterrati e carrarecce, 30% Asfalto secondario a bassissimo traffico.
- Descrizione: Una tappa immersa nel cuore rurale della Murgia. Lasciata Castellana, si superano il Santuario della Vetrana e l’antica Chiesa di San Nicola di Genna, nei cui pressi si trova una secolare neviera in pietra. Camminando tra vigneti, ciliegeti e i primi trulli sparsi, si raggiunge Alberobello (sito UNESCO), facendo l’ingresso trionfale tra i suggestivi rioni Aia Piccola e Monti.
3ª Tappa: Alberobello – Locorotondo
- Distanza: 16 km
- Dislivello: +270 m / -260 m
- Tempo medio: 4 ore / 4 ore e 30 minuti
- Terreno prevalente: 80% Sentieri rurali e terra battuta, 20% Basolati urbani.
- Descrizione: Considerata la frazione più panoramica del cammino. Da Alberobello ci si dirige verso la frazione di Coreggia per poi attraversare il suggestivo Canale di Pirro grazie all’imponente Ponte della Cecca. Il sentiero regala scorci mozzafiato sulla valle coltivata a vigneti prima di risalire verso Locorotondo, borgo circolare caratterizzato dalle tipiche case bianche con i tetti aguzzi (le cummerse).
4ª Tappa: Locorotondo – Martina Franca
- Distanza: 18 km
- Dislivello: +145 m / -145 m
- Fondo stradale: 40% Asfalto rurale pianeggiante, 60% Sentieri tra i campi e viabilità storica.
- Tempo medio: 4 ore e 30 minuti / 5 ore
- Descrizione: Una tappa breve e rilassante che unisce due perle della Valle d’Itria segnando il passaggio alla provincia di Taranto. Il percorso sfiora la storica Masseria Ferragnano con il suo giardino monumentale e costeggia storici caseifici della Murgia. L’arrivo a Martina Franca accoglie il camminatore con lo splendore architettonico dei suoi palazzi barocchi e del Palazzo Ducale.
5ª Tappa: Martina Franca – Crispiano
- Distanza: 28 km
- Dislivello: +390 m / -200 m
- Tempo medio: 7 ore / 7 ore e 30 minuti
- Terreno prevalente: 75% Sentieri boschivi e carrarecce, 25% Strade bianche e brevi raccordi asfaltati.
- Descrizione: È la tappa “regina” della Rotta, la più lunga e selvaggia. Ci si immerge completamente nell’ombra della Riserva Naturale del Bosco delle Pianelle, camminando tra fitti lecceti e rari alberi di fragno. Usciti dalla foresta, il paesaggio si apre sulle monumentali masserie fortificate della Murgia Tarantina, fino a raggiungere Crispiano, nota come la “città delle 100 masserie”.
6ª Tappa: Crispiano – Taranto
- Distanza: 28 km
- Dislivello: +4 m / -268 m
- Tempo medio: 7 ore / 7 ore e 30 minuti
- Terreno prevalente: 60% Tratturi e strade vicinali sterrate, 40% Asfalto (tratto periurbano e marciapiedi cittadini).
- Descrizione: L’ultima frazione è una costante discesa verso il livello del mare. Il tracciato attraversa i margini della Terra delle Gravine, canyon naturali circondati da ulivi e carrubi monumentali. Man mano che l’aria si fa salmastra, si entra a Taranto: superando il famoso Ponte Girevole e il Castello Aragonese, si conclude il viaggio toccando le acque del Mar Ionio, compiendo un perfetto coast-to-coast.
La Rotta dei Due Mari in bicicletta: le varianti cicloturistiche
La Rotta dei Due Mari è un percorso breve che si presta meravigliosamente a essere vissuto anche sulle due ruote. Grazie alla morfologia collinare e alle pendenze mai troppo proibitive della Valle d’Itria, l’associazione ufficiale ha tracciato e messo a disposizione dei cicloturisti delle apposite varianti per bicicletta. Sebbene gran parte del tracciato pedonale sia ciclabile, le varianti ufficiali servono a evitare i brevi tratti di sentiero troppo tecnici, i passaggi con fondo eccessivamente sconnesso o le scalinate nei centri storici che costringerebbero a spingere la bici a mano.
Il percorso ciclistico è ideale da affrontare con biciclette di tipo Gravel, Mountain Bike o Trekking/E-bike, mentre è sconsigliato alle bici da corsa pure a causa della forte presenza di strade bianche e sterrati compatti. Unire l’Adriatico allo Ionio in sella permette di completare il viaggio in meno giorni (solitamente in 2 o 3 tappe) e offre la possibilità di godersi appieno anche i tratti in cui la Rotta incrocia la splendida Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese. Le tracce GPX aggiornate con le varianti specifiche per le due ruote possono essere scaricate direttamente dal sito ufficiale del cammino, uno strumento indispensabile per navigare in sicurezza tra le strade vicinali e i tratturi della Murgia.
Cosa vedere lungo la Rotta dei Due Mari
La Rotta dei Due Mari racchiude un patrimonio storico e naturalistico di straordinaria varietà. Camminare lungo questo tracciato significa attraversare millenni di storia pugliese, passando dalle architetture uniche al mondo della Valle d’Itria fino alle tracce archeologiche della Magna Grecia.
Ecco i punti di interesse imperdibili che incontrerai lungo il viaggio:
1. I borghi bianchi e le perle della Valle d’Itria
Ogni fine tappa coincide con un centro storico unico nel suo genere. Si parte dalle scogliere calcaree e dalle case a picco sull’Adriatico di Polignano a Mare, per poi immergersi nel bianco della Valle d’Itria. Troverai Alberobello con i suoi oltre 1.500 trulli concentrati nei rioni Monti e Aia Piccola, Locorotondo, borgo dalla pianta perfettamente circolare famoso per i tetti aguzzi delle sue cummerse, e infine Martina Franca, che stupisce i camminatori con l’eleganza raffinata del suo barocco e i maestosi palazzi signorili.
2. Le meraviglie del sottosuolo e della pietra: Grotte e Gravine
Il cammino si sviluppa su un territorio fortemente carsico, regalando spettacoli geologici unici sia sopra che sotto la superficie. Al termine della prima tappa potrai esplorare le Grotte di Castellana, un complesso di cavità sotterranee con diramazioni lunghe 3 chilometri che custodisce la celebre Grotta Bianca, considerata la più splendente al mondo. Nell’ultima parte del percorso, invece, il paesaggio cambia radicalmente con l’apparizione delle Gravine tarantine, imponenti canyon naturali scavati nella roccia dove in passato sono sorti interi villaggi rupestri.
3. La natura selvaggia e il paesaggio rurale
Per gran parte del viaggio sarai circondato dal classico paesaggio rurale pugliese: una fitta rete di muretti a secco che delimita uliveti millenari, vigneti e ciliegeti. La quinta tappa custodisce il polmone verde del cammino: la Riserva Naturale Orientata Regionale “Bosco delle Pianelle”. Si cammina all’interno di una fitta e silenziosa foresta di lecci e fragni, un tempo rifugio di briganti. Sparsi lungo il territorio incontrerai anche le maestose masserie fortificate, antiche strutture agricole nate tra il XVI e il XVIII secolo per difendere i coloni dalle incursioni, vere e proprie fortezze immerse nei campi.
4. Taranto: il Castello Aragonese e il Ponte Girevole
Il traguardo finale del cammino è Taranto, la “Città dei Due Mari”. L’ingresso nel centro storico avviene attraversando il celebre Ponte Girevole, la struttura mobile che collega l’isola della Città Vecchia alla penisola nuova, scavalcando il canale che unisce il Mar Piccolo al Mar Grande. Subito accanto sorge il maestoso Castello Aragonese (o Castel Sant’Angelo), una fortezza a pianta quadrangolare lambita dal mare che segna la fine del viaggio. Per chi vuole approfondire la storia millenaria della città, una visita al MArTA (Museo Archeologico Nazionale di Taranto) permette di ammirare i famosi “Ori di Taranto” e i reperti della gloriosa epoca magnogreca.

Difficoltà del percorso: a chi è adatto?
La Rotta dei Due Mari è un cammino classificato con una difficoltà escursionistica facile/media (E). Non presenta passaggi esposti, tratti attrezzati o vie ferrate, né richiede particolari competenze tecniche di orientamento, poiché la traccia è chiara e la segnaletica è ben distribuita.
L’itinerario si sviluppa prevalentemente su:
- Strade bianche e sterrati compatti (circa il 50%)
- Sentieri rurali ed erbosi
- Tratturi storici delimitati da muretti a secco
- Strade secondarie e vicinali a bassissimo traffico automobilistico
Quali sono le vere insidie del cammino?
Anche se il dislivello totale è molto contenuto (circa 1.140 metri complessivi spalmati su 136 km), ci sono due fattori da non sottovalutare:
- La lunghezza delle tappe finali: La 5ª e la 6ª tappa misurano ben 28 chilometri ciascuna. Si tratta di distanze importanti che richiedono abitudine a camminare per molte ore consecutive. È quindi consigliabile affrontare il percorso con un minimo di allenamento pregresso per evitare vesciche e affaticamento muscolare.
- L’esposizione al sole e la gestione dell’acqua: Molti tratti, specialmente tra i campi di ulivi e le carrareccia murgiane, sono completamente esposti al sole e privi di ombra naturale. Diventa fondamentale pianificare le scorte idriche a inizio giornata e partire sempre con una buona riserva d’acqua (almeno 1,5 o 2 litri a testa), poiché le fonti d’acqua potabile lungo i sentieri rurali non sono frequenti.
Quando partire: i periodi migliori per la Rotta dei Due Mari
Trattandosi di un cammino che si sviluppa a quote collinari e pianeggianti nel cuore della Puglia, la scelta del mese in cui partire è cruciale per la buona riuscita del viaggio.
I periodi ideali per percorrere la Rotta dei Due Mari sono la primavera (marzo, aprile, maggio) e l’autunno (settembre, ottobre, novembre).
- Primavera (Marzo – Maggio): È senza dubbio il momento magico. Le temperature sono fresche e ventilate, perfette per camminare. Le campagne della Valle d’Itria sono un’esplosione di verde, fiori selvatici e alberi di ciliegio in fiore, regalando un paesaggio indimenticabile.
- Autunno (Settembre – Novembre): Un’ottima alternativa. Le giornate sono ancora calde e miti, l’affluenza turistica nei borghi di tappa (come Alberobello o Locorotondo) diminuisce drasticamente rispetto all’estate e la campagna si tinge dei colori caldi della vendemmia e della raccolta delle olive.
Perché evitare l’estate?
I mesi di giugno, luglio e agosto sono fortemente sconsigliati. Le temperature in Puglia superano regolarmente i 35°C (con picchi vicini ai 40°C nelle zone interne della Murgia) e, combinati alla scarsa ombreggiatura del percorso e al riverbero del sole sulla pietra bianca e sulla terra rossa, possono rendere il cammino faticoso e rischioso per colpi di calore o disidratazione. Se decidi di partire in estate, è tassativo svegliarsi all’alba per camminare nelle ore più fresche, terminando le tappe entro mezzogiorno.
Attrezzatura consigliata: cosa mettere nello zaino
Per affrontare al meglio le sei tappe della Rotta dei Due Mari, lo zaino deve essere leggero ma intelligente. Non trattandosi di un cammino d’alta montagna, puoi evitare scarponi pesanti o attrezzatura da d alta quota, ma non devi sottovalutare il sole e le distanze.
Ecco la lista dell’attrezzatura fondamentale:
Bastoncini da trekking: Molto utili per scaricare il peso della schiena e delle articolazioni durante le due tappe finali da 28 chilometri, aiutando a mantenere il ritmo della camminata sui lunghi tratturi pianeggianti.
Scarpe da trekking leggero o da trail running: Il fondo stradale, composto da molti sterrati compatti e asfalto secondario, richiede calzature flessibili, traspiranti e con un buon ammortizzamento. Gli scarponi alti e rigidi sono sconsigliati perché rischierebbero di surriscaldare il piede e favorire le vesciche.
Zaino da 30-40 litri: Più che sufficiente se si pernotta nelle strutture ricettive dei borghi, mantenendo il peso complessivo sotto i 7-8 kg.
Borraccia capiente (almeno 1.5 – 2 Litri): Come già sottolineato, l’acqua è l’elemento più critico. Non fare affidamento sulla presenza di fontanelle rurali; riempi le borracce o la sacca idrica al mattino prima di lasciare il borgo di tappa.
Protezione solare totale: Un cappello con visiera (o a tesa larga), occhiali da sole e una crema solare ad alta protezione sono obbligatori in qualsiasi stagione per difendersi dal forte riverbero della pietra bianca pugliese.
Abbigliamento a strati e giacca antivento: Anche nelle stagioni calde, l’altopiano della Murgia può essere battuto da venti freschi. Una giacca antivento leggera (o un guscio impermeabile in caso di pioggia improvvisa) deve essere sempre a portata di mano.
Segnaletica, Tracce GPX e Mappa del percorso
La Rotta dei Due Mari vanta una rete escursionistica ben strutturata. Il cammino è assistito da una segnaletica dedicata che accompagna il viandante dall’Adriatico allo Ionio. Lungo il percorso troverai cartelli in legno nei punti strategici, frecce direzionali e piccoli adesivi con il logo ufficiale del cammino applicati su pali della luce, muretti a secco o rocce affioranti.
Il tracciato sfrutta la viabilità storica e agricola della Valle d’Itria, risultando generalmente molto intuitivo e ben individuabile nelle sue direttrici principali.
Mappa della Rotta dei Due Mari
Qui sotto puoi consultare la mappa interattiva completa del cammino, con il tracciato che unisce Polignano a Mare a Taranto e la dislocazione delle sei tappe:
Mappa e tappe interattive a cura della community di Komoot (Raccolta pubblica aggiornata).
Perché è importante avere le tracce GPX?
Nonostante l’ottimo lavoro di manutenzione della segnaletica, la campagna pugliese è un labirinto di bivi, deviazioni poderali, strade vicinali e accessi privati alle masserie che si somigliano tutti tra loro. Per evitare errori di percorso – che sulle tappe più lunghe potrebbero costare chilometri extra di fatica – è caldamente consigliato scaricare le tracce GPX ufficiali prima di partire.
Le tracce aggiornate di ogni singola tappa sono disponibili gratuitamente sul sito ufficiale della Rotta dei Due Mari nella sezione dedicata. Potrai caricarle sul tuo smartphone (tramite app di navigazione come Komoot, Outdooractive o Wikiloc) o sul tuo orologio GPS. L’uso combinato dei cartelli sul campo, della mappa e della traccia digitale ti garantirà un’esperienza di cammino serena, fluida e in totale sicurezza.
Dove dormire lungo la Rotta dei Due Mari
La Rotta dei Due Mari è un cammino molto ospitale che attraversa borghi a forte vocazione turistica, il che si traduce in un’ottima disponibilità di strutture ricettive a ogni fine tappa. Trattandosi di un percorso che attraversa centri storici famosi in tutto il mondo (come Alberobello o Locorotondo), non avrai difficoltà a trovare una sistemazione, ma la tipologia di accoglienza differisce da quella dei cammini storici come il Cammino di Santiago o la Via Francigena.
Lungo la Rotta non sono presenti i classici “ostelli del pellegrino” a gestione parrocchiale o municipale a basso costo. L’ospitalità è di tipo turistico o rurale ed è composta principalmente da:
- B&B e Affittacamere nei centri storici: Perfetti per immergersi nell’atmosfera dei borghi bianchi e per avere tutti i servizi (ristoranti, lavanderie, alimentari) a portata di mano.
- Trulli storici e Masserie: Molte strutture ricettive lungo il tracciato permettono di vivere l’esperienza indimenticabile di dormire all’interno di un vero trullo o in un’antica masseria fortificata immersa negli ulivi.
Il consiglio per i camminatori
Poiché le tappe si concludono in località molto frequentate dai turisti tradizionali, è fortemente consigliato prenotare i pernottamenti con largo anticipo, specialmente se decidi di partire nei mesi di punta della primavera (aprile e maggio) o dell’autunno (settembre e ottobre). In questo modo eviterai di trovare tutto esaurito o di dover spendere cifre troppo elevate.
Come arrivare e come tornare al punto di partenza
La logistica della Rotta dei Due Mari è uno dei suoi grandi punti di forza: le due città di inizio e fine cammino, Polignano a Mare e Taranto, sono eccellentemente collegate alla rete infrastrutturale nazionale e regionale, rendendo i trasporti pre e post-cammino estremamente semplici da organizzare.
Come raggiungere Polignano a Mare (Partenza)
- In treno: Polignano a Mare dispone di una stazione ferroviaria situata sulla linea Adriatica (Lecce-Bari-Foggia). È collegata pochissimi minuti di treno regionale dalla stazione di Bari Centrale, un importante snodo ferroviario servito da treni ad alta velocità (Frecciarossa e Intercity) da tutta Italia.
- In aereo: L’aeroporto più vicino è quello di Bari-Palese (BRI). Una volta atterrati, è possibile prendere il treno navetta dall’aeroporto fino alla stazione di Bari Centrale, e da lì proseguire con il treno regionale per Polignano a Mare (il viaggio totale dura circa un’ora).
Come ripartire da Taranto e tornare a Polignano a Mare (Arrivo)
Una volta concluso il cammino sul lungomare di Taranto, rientrare al punto di partenza a Polignano a Mare (o tornare verso Bari) è semplicissimo grazie ai trasporti pubblici, senza alcuna necessità di utilizzare taxi o transfer privati:
- In treno (Soluzione consigliata): Dalla stazione ferroviaria di Taranto partono regolarmente i treni regionali di Trenitalia che collegano la città ionica a Bari Centrale (la tratta interna attraversa l’entroterra pugliese in circa 1 ora e 20 minuti). Una volta arrivati a Bari Centrale, vi basterà cambiare binario e prendere il treno regionale per Polignano a Mare (circa 30 minuti).
- In autobus: Esistono anche collegamenti diretti tramite bus extraurbani delle Ferrovie del Sud Est (FSE) o altre autolinee locali che collegano Taranto a Bari o direttamente ad alcuni borghi della Valle d’Itria, ma il treno resta la scelta più rapida, ecologica e confortevole per i camminatori.
La gestione dell’acqua lungo il cammino
In un cammino che attraversa la Puglia centrale, la gestione dell’acqua è un aspetto logistico che richiede massima attenzione. La Murgia e la Valle d’Itria sono territori di origine carsica: questo significa che l’acqua piovana penetra immediatamente nel sottosuolo, lasciando la superficie completamente priva di fiumi, sorgenti naturali o torrenti.
Camminando tra i campi e i tratturi della Rotta, ti accorgerai che le fonti d’acqua potabile sono concentrate quasi esclusivamente nei centri urbani di fine tappa. Per questo motivo, la pianificazione idrica quotidiana è fondamentale per camminare in sicurezza ed evitare la disidratazione.
Consigli pratici per il camminatore
- Capacità minima dello zaino: Non partire mai al mattino con meno di 1,5 o 2 litri d’acqua a testa. Se cammini nei mesi più caldi (maggio, settembre o ottobre), aumenta la scorta portando con te una borraccia extra.
- Rifornimento alla partenza: Fai sempre il “pieno” di acqua potabile prima di lasciare il borgo dove hai pernottato. Sfrutta le fontanelle pubbliche dei centri storici (le storiche fontane in ghisa dell’Acquedotto Pugliese, affettuosamente chiamate “cape de ferro”) o i bar locali.
- Le tappe più critiche: Presta particolare attenzione alla 5ª tappa (Martina Franca – Crispiano) e alla 6ª tappa (Crispiano – Taranto). Sono le frazioni più lunghe (28 km ciascuna) e si sviluppano prevalentemente in zone isolate, all’interno di boschi o tra le gravine, dove non incontrerai bar, fontane o centri abitati per molte ore.
Una curiosità: la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese
In alcuni tratti, la Rotta dei Due Mari incrocia o costeggia i ponti-canale e le piste di servizio dell’Acquedotto Pugliese (AQP), una delle più grandi opere di ingegneria idraulica al mondo, costruita all’inizio del ‘900 per portare l’acqua dalle sorgenti della Campania fino al tacco d’Italia. È un affascinante paradosso del cammino: camminerai sopra una gigantesca autostrada d’acqua invisibile che scorre sotto i tuoi piedi, ma dovrai comunque essere previdente e fare affidamento sulle scorte custodite nel tuo zaino!
La Credenziale e il Testimonium della Rotta dei Due Mari
Come ogni grande cammino italiano ed europeo che si rispetti, anche la Rotta dei Due Mari ha il suo “passaporto del pellegrino”: la Credenziale. Questo documento cartaceo è fondamentale per chiunque decida di intraprendere il viaggio dall’Adriatico allo Ionio. Non è solo un bellissimo ricordo da custodire a fine esperienza, ma ha una forte utilità pratica e simbolica.
La Credenziale serve a:
- Attestare lo status di camminatore: Mostrandola lungo il percorso avrai accesso alle tariffe agevolate e agli sconti previsti nelle strutture ricettive (B&B, affittacamere, masserie) e nei punti di ristoro (ristoranti, bar, trattorie) convenzionati con il cammino.
- Raccogliere i timbri: Ogni giorno, alla partenza e all’arrivo di ciascuna tappa (o lungo il sentiero presso bar, chiese e municipi), potrai far timbrare la tua credenziale per certificare il tuo passaggio.
Come richiedere la Credenziale
La Credenziale ufficiale è emessa dall’Associazione della Rotta dei Due Mari. Il modo più semplice e sicuro per ottenerla è richiederla online direttamente sul sito ufficiale del cammino con qualche settimana di anticipo rispetto alla partenza. Ti verrà spedita comodamente a casa, insieme al gadget ufficiale (solitamente la spilla del cammino).
In alternativa, se decidi di partire all’ultimo momento, è possibile acquistarla di persona a Polignano a Mare presso i punti di distribuzione autorizzati (come l’ufficio turistico o le attività partner indicate dall’associazione), ma è sempre meglio muoversi in anticipo per sicurezza.
Il traguardo finale: il Testimonium
Una volta arrivato a Taranto, se avrai percorso il cammino a piedi (o in bicicletta) e avrai raccolto tutti i timbri sulla tua credenziale che dimostrano il completamento delle tappe, potrai richiedere il Testimonium.
Si tratta del documento ufficiale che certifica il compimento del coast-to-coast pugliese. Per riceverlo, dovrai mostrare la credenziale timbrata presso il punto di ritiro ufficiale a Taranto (le cui info aggiornate vengono fornite dall’associazione al momento del rilascio della credenziale). Sarà il suggello perfetto per celebrare l’emozione di aver unito i due mari con la sola forza delle tue gambe!
FAQ sulla Rotta dei Due Mari
Prima di mettersi in viaggio, è normale avere dubbi sulla logistica e l’organizzazione del cammino. Ecco le risposte alle domande più frequenti che i camminatori si pongono prima di partire per la Rotta dei Due Mari.
Sì, assolutamente. La Rotta dei Due Mari è un cammino sicuro e molto ospitale. Il tracciato si sviluppa in zone d’Italia con un bassissimo tasso di criminalità e la popolazione locale è straordinariamente accogliente con i viandanti. Essendo le tappe ben definite e i borghi di arrivo dotati di tutti i servizi, è un’ottima opzione anche per chi desidera affrontare il suo primo cammino da solo.
Sì, ma con molta attenzione. Gran parte del cammino si sviluppa su tratturi e strade di campagna dove il cane può camminare tranquillamente. Tuttavia, ci sono tre fattori da considerare:
1) L’asfalto e il calore: Nei mesi caldi, i tratti su asfalto secondario o la pietra dei borghi possono scottare i polpastrelli del cane.
2) L’acqua: Dovrai caricare molto più peso nello zaino per assicurare le scorte idriche anche al tuo amico a quattro zampe.
3) Le strutture ricettive: Verifica sempre in anticipo che i B&B o le masserie scelte per il pernottamento accettino animali.
Lungo il sentiero vero e proprio, nelle ore centrali della giornata, non si incontrano molti punti di ristoro perché si cammina prevalentemente in aree rurali e isolate. È quindi fondamentale acquistare il pranzo al sacco al mattino prima di lasciare il borgo di tappa (sfruttando i panifici locali per fare scorta di focaccia pugliese, taralli e frutta). Troverai invece bar, supermercati e ottimi ristoranti per la cena non appena arriverai a destinazione a fine tappa.
Il campeggio libero in Puglia è vietato per legge e, data l’alta presenza di muretti a secco e terreni agricoli privati (uliveti, vigneti) lungo il percorso, è molto difficile trovare spazi idonei e legali dove piantare la tenda. Inoltre, non ci sono campeggi attrezzati a ogni fine tappa. La Rotta dei Due Mari è pensata per essere vissuta appoggiandosi alla meravigliosa rete di ospitalità locale (B&B, affittacamere e masserie).
Conclusione
La Rotta dei Due Mari è un cammino che racchiude alcune delle immagini più iconiche della Puglia. Dalle scogliere di Polignano ai trulli di Alberobello, dai panorami della Valle d’Itria fino all’arrivo sul Mar Ionio, il percorso permette di attraversare territori ricchi di storia, tradizioni e paesaggi.
CREDITS IMMAGINE DI COPERTINA: Modesto De Luca


