La Via del Sale: il cammino tra Appennino e mare

La Via del Sale è uno dei cammini più panoramici del Nord Italia: un trekking di più giorni che collega l’entroterra appenninico al mar Ligure attraversando crinali, boschi e antiche mulattiere utilizzate per secoli dai mercanti.

Il percorso segue le storiche vie commerciali del sale e attraversa alcuni dei paesaggi più suggestivi dell’Appennino settentrionale, tra panorami aperti, piccoli borghi e sentieri immersi nella natura.

Nota importante per i camminatori: I cammini sono realtà dinamiche. I percorsi possono subire variazioni nel tempo a causa del meteo o di modifiche della viabilità locale. Prima di metterti in viaggio, ti consigliamo di verificare sempre lo stato del sentiero e le tracce aggiornate contattando gli enti locali, i comuni attraversati o i canali ufficiali del cammino.

📍 Partenza: Varzi (PV)

🏁 Arrivo: Portofino (GE) (variante logistica: Camogli)

📏 Lunghezza: circa 90 km

🥾 Tappe: 4

⛰️ Difficoltà: media / alta (richiede buon allenamento per i dislivelli importanti, soprattutto la prima tappa)

🗺️ Regioni attraversate: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria

🛤️ Tipologia: cammino storico, panoramico e di crinale

📅 Periodo consigliato: maggio – ottobre

🚶 Percorrenza: a piedi e MTB

🔖 Segnaletica: CAI bianco-rossa (segnavia VM – Via del Mare / freccia gialla / due cerchi rossi vuoti nel tratto ligure)

🏔️ Dislivello: circa 3.500 metri D+

Cos’è la Via del Sale

La Via del Sale nasce come antico percorso commerciale utilizzato per trasportare il sale dalle coste liguri verso l’entroterra padano e le vallate interne di Piemonte, Lombardia ed Emilia. Per secoli queste mulattiere hanno rappresentato un collegamento fondamentale per mercanti, viaggiatori e popolazioni locali.

Oggi il cammino conserva gran parte del suo fascino originario: lunghi crinali panoramici, strade sterrate in quota e antichi tracciati attraversano montagne e territori di confine, offrendo uno dei trekking più suggestivi dell’Italia settentrionale, capace di unire l’Appennino al Mar Ligure.

Il percorso può essere affrontato in più varianti, sia a piedi che in mountain bike, con tappe che alternano ambienti di montagna, fitti boschi e paesaggi aperti sulle vallate che degradano verso il mare.

Le tappe della Via del Sale

Camminare lungo la Via del Sale significa assistere a un cambio di paesaggio continuo e spettacolare: si parte dai vigneti e dai boschi appenninici dell’Oltrepò Pavese, si superano le vette e i crinali erbosi sopra i 1.700 metri e si scende gradualmente verso il clima e la vegetazione della macchia mediterranea. Le quattro tappe collegano i principali punti di appoggio storici di questa antica rotta commerciale, richiedendo un buon allenamento a causa dei dislivelli significativi, ma ripagando la fatica con panorami unici che uniscono la montagna al mare.

Tappa 1: Varzi – Capanne di Cosola

  • Distanza: circa 21 km
  • Dislivello: +1.700 m / -630 m
  • Tempo medio: 7 ore
  • Terreno: Strade sterrate, ampie carrarecce forestali e sentieri di crinale erbosi. Brevissimi tratti iniziali su asfalto uscendo da Varzi.
  • Descrizione: Si parte dallo splendido borgo medievale di Varzi risalendo gradualmente la Valle Staffora tra fitti boschi di faggi e castagni. La salita è costante e diventa più decisa dopo la frazione di Castellaro. Il percorso esce poi dal bosco per regalare una spettacolare camminata in cresta fino alla vetta del Monte Chiappo (1.701 m), il punto più alto del trekking e storico confine amministrativo. Da qui, una discesa panoramica conduce al valico stradale di Capanne di Cosola.

Tappa 2: Capanne di Cosola – Torriglia

  • Distanza: circa 24 km
  • Dislivello: +1.050 m / -1.750 m
  • Tempo medio: 7 ore e 30 minuti
  • Terreno: Sentieri di montagna battuti, praterie d’alta quota e un’impegnativa mulattiera storica in acciottolato nell’ultimo tratto.
  • Descrizione: Una delle tappe più spettacolari e aeree. Si cammina quasi interamente sul filo di cresta che divide le valli piemontesi da quelle liguri, toccando le pendici del Monte Cavalmurone, del Monte Carmo e lambendo il Monte Antola. Nelle giornate limpide l’orizzonte si apre sul Mar Ligure. Superato il crinale boscoso, l’ambiente montano lascia spazio alle prime influenze liguri fino a raggiungere il caratteristico borgo di Torriglia dopo una lunga e tecnica discesa.

Tappa 3: Torriglia – Colle Caprile / Uscio

  • Distanza: circa 23 km
  • Dislivello: +1.100 m / -1.400 m
  • Tempo medio: 7 ore e 30 minuti
  • Terreno: Sentieri boschivi, mulattiere di collegamento collinari e alcuni passaggi di raccordo su asfalto secondario.
  • Descrizione: Lasciata Torriglia, si risale in quota per percorrere i crinali boscosi che separano la Val Trebbia dalla Val Fontanabuona. La vegetazione cambia visibilmente, arricchendosi di arbusti mediterranei. È una tappa mossa, un continuo saliscendi che si sviluppa tra castagneti e radure panoramiche aperte sul Golfo Paradiso. Il tracciato perde quota gradualmente fino a raggiungere l’abitato di Colle Caprile e il borgo termale di Uscio.

Tappa 4: Uscio – Portofino

  • Distanza: circa 19 km
  • Dislivello: +1.000 m / -1.400 m
  • Tempo medio: 6 ore e 30 minuti
  • Terreno: Sentieri battuti da parco naturale, selciati in pietra, scale e un ultimo tratto di viabilità pedonale costiera.
  • Descrizione: La tappa del mare. Da Uscio ci si dirige verso Ruta di Camogli per poi entrare ufficialmente all’interno del Parco Naturale Regionale di Portofino. Raggiunto il noto snodo escursionistico di Pietre Strette, immerso nei lecci, si inizia una spettacolare e ripida discesa finale. Il sentiero, affacciato sulle scogliere e sulla macchia mediterranea, si tuffa gradualmente verso la costa regalando scorci unici sul Golfo del Tigullio, per poi concludersi direttamente nella celebre ed elegante piazzetta di Portofino.

Cosa vedere lungo il Cammino

Uno degli aspetti più belli della Via del Sale è la straordinaria varietà dei paesaggi e delle testimonianze storiche attraversate. Lungo il percorso si alternano fitti boschi, pascoli d’alta quota, antiche strade commerciali e piccoli borghi immersi nell’Appennino, fino ad arrivare alle scogliere del Mediterraneo.

Ecco i punti di maggiore interesse da non perdere:

  • La Piazzetta di Portofino: L’arrivo del cammino è uno dei borghi marinari più famosi al mondo. Le case color pastello disposte a semicerchio intorno alla baia, il porticciolo e la vista sul Castello Brown regalano un contrasto incredibile rispetto alle montagne da cui si è partiti pochi giorni prima.
  • Il Borgo Medievale di Varzi: Il punto di partenza del cammino accoglie i viandanti con il suo centro storico perfettamente conservato, caratterizzato da portici quattrocenteschi, strette viuzze in pietra, il Castello Malaspina e le antiche cantine dove si produce il celebre Salame di Varzi DOP.
  • La Vetta del Monte Chiappo (1.701 m): È il tetto del cammino e un luogo dal grande fascino geografico. Qui si trova il cippo dei “Quattro Confini” (il punto esatto in cui si incontrano Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, a brevissima distanza dalla Liguria). Il panorama a 360 gradi spazia dalle vette alpine fino al mare.
  • Il Monte Antola e i Crinali di Cresta: La seconda tappa offre una delle camminate in quota più spettacolari del Nord Italia. Si cammina sul filo del crinale spartiacque tra spettacolari fioriture primaverili (splendidi i narcisi a maggio) e ampi pascoli d’alta quota dove non è raro avvistare cavalli selvaggi.
  • Torriglia e il “Castello dei Fieschi”: Questo borgo ligure, un tempo feudo imperiale, conserva l’impianto medievale e i ruderi del suo imponente castello posizionato in cima al colle. È famoso anche per i Canestrelli di Torriglia, tipici biscotti frolli a forma di margherita perfetti per ricaricare le energie.
  • Uscio e la Valle del Tempo: Famoso in tutta Europa per la sua secolare tradizione legata alla fabbricazione degli orologi da torre (da visitare il Museo Civico dell’Orologio da Torre “G.B. Trebino”), il borgo è immerso in una vallata verdeggiante che profuma già di macchia mediterranea.
  • Il Parco Naturale Regionale di Portofino: Nell’ultima tappa si attraversa un’area protetta di straordinaria bellezza. Tra i punti salienti c’è lo snodo di Pietre Strette, un canyon naturale tra pareti di conglomerato avvolto da lecci e felci, che fa da preludio alla discesa verso il mare.

La Via del Sale è difficile?

La Via del Sale è un trekking di difficoltà media (classificazione CAI: E – Escursionistico). Non presenta passaggi esposti o difficoltà tecniche alpinistiche (come corde fisse o arrampicate), ma non va assolutamente sottovalutata. L’impegno richiesto è di tipo fisico e logistico.

I fattori chiave da considerare:

  • I dislivelli significativi: Con circa 3.500 metri di dislivello positivo totale concentrati in sole 4 tappe, il cammino richiede gambe ben allenate. La prima tappa (Varzi – Capanne di Cosola) è la più dura: presenta ben 1.650 metri di salita costante.
  • Le lunghe discese: Le ginocchia e le articolazioni sono messe a dura prova, specialmente nella seconda tappa (da Capanne di Cosola a Torriglia), dove si affrontano ben 1.750 metri di dislivello in discesa, spesso su pietraie o mulattiere storiche dal fondo sconnesso.
  • L’esposizione agli elementi (Meteo): Gran parte della seconda tappa si sviluppa lungo i crinali d’alta quota, sopra i 1.400-1.600 metri. In caso di maltempo, forte vento o nebbia, l’orientamento può diventare difficile e le temperature possono scendere repentinamente anche in estate. Al contrario, nei mesi di luglio e agosto, il caldo può essere opprimente nei tratti privi di ombra.
  • Gestione dell’acqua: Lungo i crinali delle prime due tappe le fonti d’acqua sono scarse o assenti in estate. È fondamentale partire ogni mattina con una buona scorta idrica (almeno 2 litri).

Per chi è consigliato: È l’itinerario ideale per escursionisti che hanno già esperienza di cammini di più giorni, abituati a camminare per 6-7 ore consecutive con uno zaino in spalla su terreni di montagna e collinari. Con il giusto allenamento e un passo regolare, è un’esperienza indimenticabile e alla portata di qualsiasi camminatore preparato.

Via del Sale, Lago del Brugneto
Lago del Brugneto (@Lucianoro1)

Quando partire

Il periodo migliore per percorrere la Via del Sale va da maggio a ottobre. Essendo un cammino che si sviluppa lungo crinali montuosi e scende fino al livello del mare, le mezze stagioni avanzate e l’inizio dell’estate offrono il compromesso ideale tra clima e ore di luce.

Ecco un dettaglio stagione per stagione per aiutarti a scegliere il momento perfetto:

Primavera (Maggio – Giugno): Il periodo ideale

È in assoluto il momento più spettacolare per partire.

  • Perché farlo: Le temperature sono fresche e perfette per camminare (specialmente per affrontare i 1.650 metri di salita della prima tappa). I crinali dell’Appennino sono verdissimi e potrai assistere a fioriture meravigliose, come quelle dei narcisi sul Monte Antola a fine maggio.
  • A cosa fare attenzione: All’inizio di maggio potrebbe esserci ancora del fango residuo nei tratti boschivi se la primavera è stata molto piovosa.

Estate (Luglio – Agosto): Calda e panoramica

Fattibile, ma richiede un’ottima pianificazione.

  • Perché farlo: Troverai giornate lunghe e cieli limpidi, ideali per godersi i panorami che spaziano dalle Alpi al mare. Le temperature in quota (sopra i 1.400 metri nelle prime due tappe) sono fresche e ventilate.
  • A cosa fare attenzione: Il sole sui crinali aperti può essere spietato e l’acqua scarseggia. Diventa fondamentale partire la mattina molto presto per evitare le ore centrali nei tratti esposti e avere sempre con sé almeno 2 litri d’acqua. Inoltre, l’arrivo sulla costa ligure ad agosto coincide con l’altissima stagione turistica: le strutture vanno prenotate con larghissimo anticipo.

Autunno (Settembre – Ottobre): Nostalgico e suggestivo

Un’ottima alternativa per chi cerca tranquillità.

  • Perché farlo: I boschi della Valle Staffora e dell’Appennino si tingono dei colori del foliage autunnale. Il clima a settembre è ancora splendido, mentre a ottobre l’aria si fa più frizzante ma gradevole. I borghi e i sentieri sono decisamente meno affollati rispetto all’estate.
  • A cosa fare attenzione: Le giornate iniziano ad accorciarsi, quindi bisogna calcolare bene i tempi di cammino per non farsi sorprendere dal buio. Inoltre, le Capanne di Cosola (fine prima tappa) e le zone di crinale possono diventare molto fredde e nebbiose in caso di perturbazioni.

Perché evitare l’inverno (Novembre – Aprile)

Tra il tardo autunno e l’inizio della primavera, il cammino è fortemente sconsigliato. I crinali sopra i 1.500 metri (come il Monte Chiappo) sono spesso coperti di neve, ghiaccio o sferzati da venti fortissimi. Molte strutture ricettive e rifugi in quota lungo il percorso chiudono o riducono drasticamente le aperture in questo periodo, rendendo la logistica del pernotto estremamente complicata.

Attrezzatura consigliata

Per affrontare al meglio la Via del Sale, la regola d’oro è leggerezza: dovrai portare tutto sulle spalle per 4 giorni e, visti i dislivelli importanti, ogni etto in più nello zaino si farà sentire. Al tempo stesso, l’attrezzatura deve essere versatile per proteggerti sia dal vento del crinale a 1.700 metri che dal caldo del livello del mare.

Ecco la lista dell’attrezzatura essenziale, suddivisa per categorie:

Zaino e Sistema di Trasporto

  • Zaino da 30-40 litri: È la dimensione ideale per un cammino di 4 giorni con pernotto in struttura. Sceglilo con un buon fascione ventrale per scaricare il peso sui fianchi.
  • Coprizaino impermeabile: Fondamentale per proteggere i vestiti in caso di temporali improvvisi sull’Appennino.
  • Sacchetti stagni o di plastica: Usali all’interno dello zaino per dividere i vestiti; garantiranno che il cambio per la sera rimanga asciutto anche sotto il diluvio.

Calzature e Calze

  • Scarpe da trail running strutturate o scarponcini da trekking leggeri (mid): Il terreno è prevalentemente sterrato, erboso o su mulattiera. Scegli calzature flessibili, con una suola dal buon grip (es. Vibram) e già ben collaudate (mai partire con scarpe nuove!).
  • 2-3 paia di calze tecniche da trekking: In fibra sintetica o lana merino, rinforzate su tallone e punta per prevenire le vesciche.

Abbigliamento (Sistema a Cipolla)

Considera che le temperature sul Monte Chiappo (Tappa 1) possono essere molto diverse da quelle che troverai a Portofino (Tappa 4).

  • 2-3 magliette tecniche traspiranti: Evita il cotone, che trattiene il sudore e si asciuga molto lentamente.
  • 1 pile leggero o secondo strato termico: Utile per le partenze mattutine in quota o per la sera.
  • 1 guscio antivento/impermeabile (tipo Gore-Tex): Indispensabile sul crinale, dove il vento può essere forte e improvviso.
  • 1 paio di pantaloni lunghi da trekking (leggeri e idrorepellenti) e 1 paio di pantaloncini corti per le tappe più calde o vicine al mare.
  • Biancheria intima tecnica e un cambio pulito per la sera.
  • Cappellino con visiera e occhiali da sole: Molti tratti di cresta sono completamente esposti al sole.

Accessori Tecnici Utili

  • Bastoncini da trekking: Altamente raccomandati. Ti aiuteranno a spingere nei 1.650 metri di salita della prima tappa e salveranno le ginocchia nei quasi 1.800 metri di discesa verso Torriglia nella seconda.
  • Borracce o Sacca idrica (almeno 2 litri totali): Come detto per la difficoltà, l’acqua scarseggia sui crinali. Devi avere molta autonomia.
  • Powerbank: Per ricaricare il telefono, fondamentale se usi tracce GPS per orientarti.

Kit Medico e Igiene (Formato Travel)

  • Kit per vesciche: Cerotti specifici (tipo Compeed), ago sterilesinfettante e nastro telato sportivo.
  • Crema solare ad alta protezione e burrocacao.
  • Repellente per insetti/zecche: Utile nei tratti boschivi e tra i pascoli alti in estate.
  • Fazzoletti di carta o salviette biodegradabili (e un sacchettino per non abbandonarli sul sentiero).

Consiglio: Non dimenticare di infilare nello zaino un costume da bagno leggero e un piccolo asciugamano in microfibra. Non c’è modo migliore di festeggiare la fine del cammino che un tuffo nel mare di Portofino o Camogli!

Tracce GPX e mappa della Via del Sale

Per orientarsi lungo la Via del Sale è fondamentale disporre della traccia GPS del percorso. Sebbene il sentiero sia segnalato, i numerosi bivi presenti sull’Appennino, la frequente nebbia sui crinali d’alta quota e le possibili deviazioni rendono consigliabile l’uso di un dispositivo GPS o di un’applicazione per smartphone (utilizzabile anche offline, dato che in diversi tratti la copertura della rete mobile è del tutto assente).

Di seguito è possibile consultare la mappa interattiva dell’itinerario completo da Varzi a Portofino, con il dettaglio altimetrico e le singole tappe. Per la massima sicurezza durante il cammino, si raccomanda di scaricare le tracce GPX direttamente dal sito ufficiale della Via del Sale prima di metterti in viaggio: questo garantisce di avere sempre a disposizione i file più recenti e aggiornati con le ultime varianti o modifiche ai sentieri.

Mappa interattiva del percorso

Consigli per la navigazione

  • Mappe offline: Prima di partire, assicurarsi di aver scaricato l’intera mappa della regione interessata (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria) per poterla consultare anche in modalità aereo o in assenza di segnale.
  • Autonomia della batteria: L’uso continuo del GPS dello smartphone aumenta notevolmente il consumo energetico. È fortemente raccomandato avere nello zaino un powerbank di capacità adeguata per garantire la ricarica del dispositivo durante le tappe più lunghe.
  • Segnaletica cartacea: Nonostante l’utilità indiscutibile della traccia digitale, è sempre buona norma avere con sé una mappa cartacea escursionistica dei tratti appenninici attraversati (sezioni CAI di riferimento).

Dove dormire

La disponibilità e la tipologia delle strutture ricettive lungo la Via del Sale variano drasticamente in base alla geografia del percorso. Il cammino si sviluppa infatti attraverso contesti ambientali molto differenti: si passa da borghi di fondovalle ben serviti a crinali montuosi completamente isolati, fino a raggiungere località costiere ad altissima vocazione turistica. Per questa ragione, la pianificazione dei pernottamenti richiede attenzione e deve essere effettuata con largo anticipo.

Nelle prime due giornate di cammino, l’ospitalità è fortemente condizionata dall’ambiente montano. Se alla partenza a Varzi e nei piccoli centri limitrofi l’offerta di Bed & Breakfast, agriturismi e alberghi è buona, la situazione diventa molto più critica sui valichi appenninici. Nei punti di sosta in quota, i posti letto sono concentrati in pochissimi alberghi-rifugi storici o richiedono deviazioni verso le frazioni sottostanti. In queste zone isolate la prenotazione è tassativa: la mancanza di alternative rende rischioso partire senza aver prima assicurato un posto letto.

Man mano che ci si avvicina alla Liguria e al livello del mare, l’offerta ricettiva cresce progressivamente sia in termini quantitativi che di varietà, includendo affittacamere, case vacanza e hotel di diverse categorie. Tuttavia, l’arrivo nel comprensorio di Portofino e del Golfo Paradiso introduce una complessità legata ai costi e alla stagionalità. Trattandosi di mete turistiche di rilievo internazionale, i prezzi delle strutture nei borghi costieri finali sono particolarmente elevati e la disponibilità si esaurisce rapidamente, specialmente nei mesi estivi e nei fine settimana. Per motivi di budget e di comodità logistica per il rientro, molti camminatori scelgono di pernottare nelle vicine località di Camogli o Santa Margherita Ligure, facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici una volta concluso l’itinerario.

Per quanto riguarda il campeggio, la tenda al seguito presenta forti limitazioni. Il campeggio libero è vietato lungo quasi tutto il tracciato e le normative sono particolarmente severe all’interno delle aree protette attraversate, come il Parco dell’Antola e il Parco di Portofino. Il bivacco notturno all’aperto (montaggio della tenda al tramonto e smontaggio all’alba) è tollerato solo in alcune zone di crinale dell’Appennino, ma richiede una totale autosufficienza alimentare e soprattutto idrica, data la forte scarsità di sorgenti d’acqua lungo i sentieri di cresta.

Come arrivare e come tornare

La Via del Sale è un cammino lineare che inizia in Lombardia e termina in Liguria. Dal momento che il punto di partenza e quello di arrivo sono geograficamente distanti e non collegati direttamente, la soluzione logistica più efficiente prevede l’utilizzo dei mezzi pubblici (treno e autobus), che permettono di viaggiare senza il vincolo di dover recuperare l’automobile a fine trekking.

Come raggiungere il punto di partenza: Varzi

Il borgo di Varzi si trova nell’Oltrepò Pavese e si raggiunge facilmente combinando il treno e l’autobus di linea.

  • In treno e autobus (consigliato): La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Voghera, situata sulla linea Milano-Genova e ottimamente collegata con le principali città del Nord Italia. Una volta arrivati a Voghera, l’ultimo tratto fino a Varzi si copre utilizzando i bus extraurbani della linea Autoguidovie (Linea 151 Voghera-Varzi), la cui autostazione si trova proprio nei pressi della stazione dei treni. Il viaggio in bus dura circa un’ora.
  • In auto: È possibile raggiungere Varzi percorrendo l’autostrada A21 (Torino-Piacenza), uscendo al casello di Voghera e proseguendo sulla Strada Statale 461 della Val Staffora. Lasciare l’auto a Varzi per quattro giorni è fattibile grazie alla presenza di diversi parcheggi gratuiti in paese, ma comporterà una logistica di rientro molto lunga e complessa una volta arrivati a Portofino.

Come rientrare dal punto di arrivo: Portofino

Il cammino termina nel cuore del borgo di Portofino. Per iniziare il viaggio di ritorno, è necessario prima spostarsi verso le stazioni ferroviarie più vicine.

Come recuperare l’auto a Varzi: Per chi ha lasciato l’auto a Varzi, il viaggio di rientro con i mezzi pubblici richiede di prendere un treno da Santa Margherita Ligure (o Camogli) fino a Voghera (cambiando a Genova Principe) e, successivamente, l’autobus di linea Voghera-Varzi. È un tragitto articolato che richiede di calcolare bene gli orari delle coincidenze, motivo per cui la partenza direttamente in treno da casa rimane l’opzione più comoda.

Spostamento iniziale da Portofino: Portofino non è dotata di una stazione ferroviaria né è accessibile alle auto private dei non residenti. Per lasciarla si hanno due opzioni:

Autobus: Prendere la linea bus ATP esercizio (Linea 782) che collega regolarmente Portofino alla stazione ferroviaria di Santa Margherita Ligure in circa 15-20 minuti.

Traghetto: Utilizzare i battelli di linea che collegano il porticciolo di Portofino a Santa Margherita Ligure, Rapallo o Camogli, offrendo un rientro panoramico via mare.

A piedi (variante Camogli): Se nell’ultima tappa si sceglie la variante che devia verso Camogli, si arriva direttamente in un borgo dotato di stazione ferroviaria, azzerando questo spostamento intermedio.

In treno per il rientro (consigliato): Una volta raggiunta la stazione ferroviaria di Santa Margherita Ligure-Portofino (o quella di Camogli), si ha pieno accesso alla rete ferroviaria ed è possibile prendere i treni regionali o Intercity della linea Genova-La Spezia. Da Genova Piazza Principe partono poi i collegamenti diretti verso Milano, Voghera (per chi deve recuperare l’auto), Torino e il resto d’Italia.

Via del Sale
Lago del Brugneto (@Alessandro Vecchi)

Credenziale della Via del Sale

Chi percorre la Via del Sale può richiedere una credenziale da timbrare lungo il percorso presso strutture ricettive, rifugi e punti tappa.

La credenziale rappresenta sia uno strumento utile per il camminatore sia un ricordo dell’esperienza vissuta lungo uno dei più celebri itinerari storici tra Liguria e Piemonte.

Prima della partenza è consigliabile verificare modalità di rilascio e punti timbro tramite i canali ufficiali del cammino.

Via del Sale Varzi Portofino
Portofino (@jarekgrafik)

FAQ sulla Via del Sale

Quanti giorni servono per percorrere la Via del Sale?

L’itinerario standard da Varzi a Portofino è lungo circa 80-90 chilometri (a seconda delle varianti scelte) e viene coperto idealmente in 4 giorni di cammino. Escursionisti molto allenati o trail runner possono completarlo in 3 giorni, mentre chi preferisce un passo più rilassato può suddividerlo in 5 tappe.

Il sentiero è ben segnalato?

Sì, il percorso è generalmente ben tracciato. Segue in gran parte i segnavia bianchi e rossi del CAI (Club Alpino Italiano) e i cartelli della “Via del Mare” (sigla VM). Tuttavia, sui crinali appenninici e in presenza di nebbia l’orientamento può farsi difficile; è quindi fortemente consigliato avere con sé la traccia GPX sul telefono o su un dispositivo GPS.

Si può percorrere la Via del Sale al contrario, da Portofino a Varzi?

Teoricamente è possibile, ma è sconsigliato. Il cammino è nato storicamente per andare dall’entroterra verso il mare, offrendo un’esperienza paesaggistica unica che culmina con l’arrivo sulla costa ligure. Inoltre, partendo dal mare si affronta subito una salita molto ripida e il dislivello positivo totale risulta leggermente maggiore.

È un cammino adatto ai cani?

Sì, ma solo se il cane è abituato a lunghi trekking in montagna e a camminare per molte ore consecutive su terreni sconnessi. Bisogna considerare due fattori critici: la scarsità di acqua sui crinali (è necessario portare una scorta idrica anche per l’animale) e il fatto che alcune strutture ricettive in quota, avendo pochi posti letto, potrebbero non accettare animali. È obbligatorio verificare e prenotare in anticipo.

Cosa succede in caso di maltempo sui crinali?

Le prime due tappe si sviluppano sopra i 1.400 metri di quota su creste completamente esposte. In caso di forti temporali, vento forte o nebbia fitta, camminare in cresta diventa pericoloso. Se le previsioni meteo sono avverse, è preferibile non partire o valutare percorsi alternativi asfaltati di fondovalle per raggiungere la tappa successiva in sicurezza.

Conclusione

La Via del Sale non è solo un trekking lineare che unisce la Pianura Padana al Mar Ligure, ma un viaggio profondo attraverso la storia, la cultura e i paesaggi mutanti dell’Appennino. Affrontare questo cammino richiede una buona preparazione fisica, attenzione alla logistica e spirito di adattamento, specialmente per la gestione delle tappe in quota. La fatica dei dislivelli e l’isolamento dei crinali montuosi trovano però la loro ricompensa ideale nella varietà degli ambienti attraversati, che culminano nell’indimenticabile discesa finale verso l’azzurro del mare e l’arrivo nel comprensorio di Portofino. Un’esperienza escursionistica di grande valore, capace di lasciare un segno profondo in ogni camminatore.


Foto di copertina: Monte Antola di  Ale Slaves