La Via degli Abati, conosciuta e definita storicamente anche come la “Francigena di Montagna”, è un suggestivo itinerario storico-religioso e naturalistico che ricalca l’antico cammino percorso, a partire dal VII secolo, dai monaci colombaniani. Questo tracciato collegava l’importante monastero di Bobbio, in Val Trebbia, alla città di Pontremoli in Lunigiana. Per i pellegrini diretti a Roma, la cittadina toscana rappresentava uno snodo fondamentale verso Lucca e la Via Francigena. Più antico, impervio e selvaggio rispetto al classico percorso di Sigerico, questo cammino attraversa territori montani incontaminati, borghi medievali e valli silenziose, offrendo un’esperienza autentica, spirituale e marcatamente escursionistica.
Nota importante per i camminatori: I cammini sono realtà dinamiche. I percorsi possono subire variazioni nel tempo a causa del meteo o di modifiche della viabilità locale. Prima di metterti in viaggio, ti consigliamo di verificare sempre lo stato del sentiero e le tracce aggiornate contattando gli enti locali, i comuni attraversati o i canali ufficiali del
Scheda tecnica della Via degli Abati
📍 Partenza: Pavia
🏁 Arrivo: Pontremoli (MS)
📏 Lunghezza: circa 194 km
🥾 Tappe: 8
⛰️ Difficoltà: difficile / impegnativa (per via dei forti dislivelli montani)
🗺️ Regioni attraversate: Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana
🛤️ Tipologia: cammino storico, spirituale e naturalistico appenninico
📅 Periodo consigliato: maggio – ottobre
🚶 Percorrenza: a piedi
🔖 Segnaletica: CAI bianco-rossa e segnaletica dedicata con il logo del monaco
🏔️ Dislivello: circa 8.000 metri D+ totali

Storia della Via degli Abati: la Francigena di montagna e le sue origini
Prima che la Via Francigena diventasse l’arteria principale del pellegrinaggio medievale europeo sotto il controllo dei Longobardi, i monaci dell’Abbazia di San Colombano di Bobbio utilizzavano questa rete di sentieri per mantenere i contatti stabili con Roma, gestire i vasti possedimenti territoriali e ospitare i sovrani dell’epoca. Proprio per il suo sviluppo tra i crinali e i passi appenninici, l’itinerario è rimasto noto come la Francigena di montagna. San Colombano, monaco irlandese che fondò l’abbazia nel 614, trasformò l’area in uno dei centri culturali e religiosi più importanti d’Europa. Camminare oggi su questa via significa ripercorrere le orme di quei dotti e viandanti, attraversando valichi montani strategici che per secoli hanno garantito lo scambio commerciale e culturale tra la Pianura Padana e il Mar Tirreno.
Le tappe della Via degli Abati
La Via degli Abati si sviluppa in 8 tappe ufficiali, partendo dal cuore della pianura lombarda a Pavia, superando le colline dell’Oltrepò e addentrandosi nel settore più selvaggio dell’Appennino Tosco-Emiliano fino alle porte della Toscana.
1ª Tappa: Pavia – Colombarone
Distanza: 27,5 km circa
Dislivello: +350 m / -200 m circa
Terreno prevalente: 50% Asfalto e strade di collegamento, 50% Sterrato e sentieri rurali.
Descrizione: Partenza dal centro di Pavia; uscendo dalla città si attraversa il Parco del Ticino. Attraverso strade sterrate e cascine si attraversa il Po con il Ponte della Becca (a piedi, prestando la massima attenzione dato che attualmente non è presente il marciapiede, o in autobus con la linea 95 di Autoguidovie) e ci si dirige verso Broni, dove si inizia a salire sulle colline per arrivare a Colombarone (quota 236m).
2ª Tappa: Colombarone – Pometo
Distanza: 16,7 km circa
Dislivello: +750 m / -450 m circa
Terreno prevalente: 40% Asfalto secondario, 60% Strade sterrate e capezzagne.
Descrizione: Tappa con percorrenza sia su strade asfaltate che sterrate, attraversando piccoli paesi di media collina con colture prevalentemente orientate a vigneto nell’Oltrepò Pavese. Arrivo a Pometo (quota 537m).
3ª Tappa: Pometo – Bobbio
Distanza: 30,8 km circa
Dislivello: +1.250 m / -1.500 m circa
Terreno prevalente: 25% Asfalto, 75% Sentieri montani e sterrate.
Descrizione: Si lascia Pometo per scendere a Caminata, si attraversa il torrente Tidone e poi si inizia la salita in ambiente collinare e montano, su sterrate e sentieri incontrando qualche piccolo paese. Dopo il paese di Grazzi si arriva al Giardino Alpino di Pietra Corva, giardino botanico con specie di piante d’alta quota (non solo alpine). Costeggiando il Monte Penice ed incontrando antichi borghi si scende a Bobbio (PC) (quota 252m).
4ª Tappa: Bobbio – Nicelli
Distanza: 19,7 km circa
Dislivello: +1.400 m / -600 m circa
Terreno prevalente: 20% Asfalto, 80% Sentieri boschivi e prati d’altura.
Descrizione: Da Bobbio si transita per Coli e poi si sale alla Sella dei Generali, spettacolare spartiacque fra la Val Trebbia e la Val Nure. Dal passo si scende in un ambiente tipicamente montano, tra prati e sentieri, verso Nicelli (quota 1050m) oppure Mareto (altro possibile punto tappa con struttura di accoglienza).
5ª Tappa: Nicelli – Groppallo
Distanza: 12,5 kmDislivello: +600 m / -700 m circa
Terreno prevalente: 30% Asfalto e collegamenti, 70% Strade sterrate e mulattiere.
Descrizione: Da Nicelli (o Mareto) si scende verso il torrente Nure attraversando piccoli paesini di collina collegati da strade sterrate o qualche tratto asfaltato. Giunti a livello del torrente, a Crocelobbia, si può scegliere se effettuare il guado del torrente oppure allungare leggermente la tappa transitando dal paese di Farini. Si risale quindi il versante opposto della valle per giungere a Groppallo (quota 935m).
In caso di impossibilità di guadare il torrente Nure, è consigliabile la variante per Farini.
6ª Tappa: Groppallo – Bardi
Distanza: 21 km circa
Dislivello: +600 m / -900 m circa
Terreno prevalente: 20% Asfalto, 80% Sentieri di crinale e mulattiere storiche.
Descrizione: Da Groppallo si attraversano alcune piccole frazioni fino a giungere a Bruzzi. Dopo questa località si prosegue il cammino verso il Passo di Linguadà (è possibile una variante più impegnativa che sale al Monte Lama e scende direttamente a Bardi). Dopo il passo, la via prosegue prevalentemente in discesa attraversando piccoli paesi e giunge a Bardi con una bellissima vista sul castello ed il fondovalle del torrente Ceno.
7ª Tappa: Bardi – Borgo Val di Taro
Distanza: 33,3 km
Dislivello: +1.700 m / -1.900 m circa
Terreno prevalente: 30% Asfalto, 70% Strade forestali e sentieri.
Descrizione: Da Bardi si scende al ponte sul torrente Ceno e si risale l’altro versante transitando da piccoli paesi fra cui Monastero, Brè e Pieve di Gravago. Dopo Osacca resta l’ultimo tratto di salita per scollinare verso la Val Taro e si inizia a scendere, sempre su sterrate e sentieri, verso il fondovalle ed il paese di Borgo Val di Taro (detto anche Borgotaro).
Per questa tappa sono disponibili due varianti: quella di Osacca e quella di Caffaraccia.
8ª Tappa: Borgo Val di Taro – Pontremoli
Distanza: 31,9 km
Dislivello: +1.500 m / -1.650 m circa
Terreno prevalente: 25% Asfalto, 75% Mulattiere storiche e sentieri di valico.
Descrizione: Si esce dal centro di Borgotaro attraversando il ponte sul torrente Taro e si risale verso S. Vincenzo e Valdena. Da qui, per sentieri, si sale verso il Passo del Borgallo ed il cippo commemorativo posto sul crinale molto panoramico che divide l’Emilia-Romagna dalla Toscana. Per ampia strada sterrata si scende dolcemente nel versante toscano verso le cascate di Farfarà, il Lago Verde, il paese di Cervara ed infine si arriva nel centro storico di Pontremoli.
Cosa vedere lungo il cammino
La Francigena di montagna racchiude un patrimonio storico e naturalistico inestimabile. I punti di maggiore interesse includono:
- Il Parco del Ticino e l’Oltrepò Pavese: tra paesaggi fluviali, storiche cascine e rinomate colline coltivate a vigneto.
- Bobbio: eletto tra i borghi più belli d’Italia, con l’iconico Ponte Gobbo (o Ponte del Diavolo) e la secolare Abbazia di San Colombano.
- Giardino Alpino di Pietra Corva: un’oasi botanica d’alta quota situata sulle pendici del Monte Penice.
- Torre di Groppallo: solitaria sentinella medievale nel comune di Farini, testimone del controllo del territorio appenninico.
- Castello di Bardi: una delle fortezze difensive più grandi e meglio conservate d’Europa, arroccata su una roccia scura di diaspro rosso.
- I Crinali del Passo del Borgallo: punto di confine storico e geografico tra Emilia e Toscana, immerso in una natura incontaminata.
- Pontremoli: la “chiave e porta” della Toscana, ricca di palazzi barocchi, ponti in pietra e sede del misterioso Museo delle Statue Stele Lunigianesi.
Difficoltà
A differenza della Via Francigena classica o della Via degli Dei, la Via degli Abati è considerata un cammino difficile e impegnativo. Il terreno è spiccatamente montano (fatta eccezione per le prime due tappe) e presenta dislivelli complessivi e giornalieri significativi. Le tappe finali superano abbondantemente i 30 km con oltre 1.500 metri di salita. È richiesta un’ottima preparazione fisica, abitudine a camminare in salita con lo zaino in spalla e fermezza di passo su sentieri sconnessi, fango o pietre. È caldamente consigliato frazionare le frazioni più lunghe se non si è camminatori esperti.
Quando partire lungo la Via degli Abati: clima e periodo migliore
Il periodo ideale per percorrere la Via degli Abati va da maggio a ottobre, ma è fondamentale conoscere la grande varietà climatica che caratterizza questo itinerario. Sviluppandosi dalla pianura fino ai crinali montani, il cammino attraversa zone con microclimi molto differenti tra loro:
- Pianura Padana e Oltrepò: Nella prima parte del percorso, all’interno della Pianura Padana, si incontra un clima temperato umido, caratterizzato da inverni freddi e stagioni estive decisamente calde. Man mano che ci si addentra verso le colline dell’Oltrepò Pavese, le temperature tendono a farsi più miti e gradevoli.
- Appennino e Lunigiana: Salendo verso le tappe di montagna, il clima cambia radicalmente. La Lunigiana è una zona montana in cui l’inverno si presenta rigido, mentre l’estate offre un clima fresco, ideale per camminare. In quest’area le precipitazioni sono piuttosto frequenti, concentrandosi soprattutto durante l’inverno e la primavera.
- Le valli finali: Scendendo nuovamente di quota verso la parte finale dell’itinerario, il clima ritorna progressivamente più mite e dolce.
A causa delle altitudini raggiunte, nel periodo invernale sono frequenti le nevicate lungo tutte le tappe di montagna del percorso. Per questa ragione, i mesi primaverili avanzati (maggio e giugno) e l’inizio dell’autunno (settembre e ottobre) offrono il compromesso migliore tra temperature piacevoli, ore di luce e sicurezza sui sentieri.

Attrezzatura consigliata: cosa mettere nello zaino
Affrontare i forti dislivelli e l’isolamento dell’Appennino richiede una scelta meticolosa dell’equipaggiamento. Ecco la lista dei materiali immancabili per viaggiare in sicurezza:
- Zaino e calzature: Scegli uno zaino da trekking leggero con schienale traspirante (capacità consigliata 35-45 litri). Ai piedi sono indispensabili scarponi da trekking già collaudati alti alla caviglia o scarpe da trail con suola ben scolpita (Vibram o mescole simili) per non scivolare sulle pietre sconnesse o sul fango dei tratti montani.
- Abbigliamento tecnico (“a cipolla”): T-shirt traspiranti in tessuto sintetico o lana merino (evita il cotone che resta bagnato), un pile leggero per le serate in quota e pantaloni da trekking robusti ed elastici.
- Protezione dalle intemperie: Il meteo in montagna può cambiare rapidamente. Porta sempre una giacca impermeabile in Gore-Tex (o guscio hardshell), un coprizaino impermeabile e un paio di guanti leggeri.
- Accessori di supporto fondamentali: I bastoncini da trekking sono vitali per scaricare il peso della schiena e proteggere le ginocchia durante le discese più ripide (come quella della Sella dei Generali o del Passo del Borgallo). Non dimenticare una lampada frontale cariche, occhiali da sole, crema solare e un cappello.
- Emergenza e tecnologia: Un kit di primo soccorso completo (con cerotti per vesciche e disinfettante), un powerbank capiente per lo smartphone, i sali minerali e una borraccia o sacca idrica che possa contenere almeno 2 litri d’acqua.
Come orientarsi lungo il percorso: segnaletica e tracce gpx della Via degli Abati
Seguire l’itinerario corretto richiede attenzione a causa dei diversi tipi di indicazioni che si alternano lungo le varie sezioni della via.
- I segnali ufficiali del cammino: La traccia principale è contrassegnata dalle classiche bandierine bianco-rosse del CAI, che in alcuni tratti sono accompagnate dalla sigla specifica VA.
- Le indicazioni tra Bobbio e Pontremoli: In questa porzione di territorio si possono notare delle frecce di colore bianco che presentano un cerchio pieno al loro interno. Questa segnaletica secondaria è legata alla manifestazione sportiva Abbots Way, ma va seguita con cautela poiché l’itinerario della gara può subire modifiche di anno in anno rispetto al percorso escursionistico tradizionale.
- La prosecuzione da Pontremoli a Lucca: Se si sceglie di continuare il viaggio lungo l’antico tracciato del Volto Santo, i cartelli di riferimento diventano quelli di colore azzurro-blu, sebbene la loro presenza non sia sempre uniforme e continuativa lungo i sentieri.
Per superare queste possibili interruzioni visive e camminare senza incertezze, il supporto digitale è uno strumento indispensabile. Per garantire la massima sicurezza e avere a disposizione i sentieri e le varianti storiche più recenti, rimando alle tracce GPX ufficiali scaricabili direttamente sul sito ufficiale della Via degli Abati. Caricare questi file sui propri dispositivi di navigazione prima della partenza rappresenta la soluzione ideale per evitare di smarrire la strada.
Dove dormire
L’ospitalità lungo la Via degli Abati è un mix di strutture ricettive convenzionali (alberghi, B&B, agriturismi) e accoglienze di tipo “pellegrino” o parrocchiale/comunale. Data la natura varia del territorio e il numero limitato di posti letto in alcuni piccoli borghi montani, è assolutamente obbligatorio prenotare con largo anticipo tutte le notti, specialmente nei fine settimana e nei mesi di alta stagione escursionistica.
Come arrivare (e tornare)
- Per raggiungere la partenza: Pavia è perfettamente collegata alla rete ferroviaria nazionale e facilmente raggiungibile in treno. Chi volesse iniziare l’itinerario direttamente dalla sezione montana a Bobbio, deve raggiungere la stazione di Piacenza e da lì utilizzare i bus di linea extraurbana (compagnia SETA).
- Per il ritorno: Pontremoli dispone di una propria stazione ferroviaria situata sulla linea Parma-La Spezia (Pontremolese). Da qui è estremamente facile prendere un treno regionale per tornare a Parma, Milano, Piacenza o proseguire verso la costa toscana e l’alta velocità.
Acqua e rifornimenti
L’acqua è presente lungo il cammino nei centri abitati, ma ci sono lunghi tratti di crinale isolati in cui non incontrerete fontane per diverse ore (in particolare nelle tappe d’alta quota). È fondamentale partire ogni mattina con almeno 2 litri d’acqua a persona. Anche i punti di ristoro e gli alimentari sono rari fuori dai borghi principali; consigliamo di fare scorta di barrette, frutta secca o pranzo al sacco alla partenza di ogni singola tappa.

La credenziale del cammino
Anche la Via degli Abati ha il suo “passaporto del pellegrino”. La Credenziale ufficiale può essere richiesta direttamente sul sito dell’Associazione della Via degli Abati o ritirata presso i punti d’infoturismo abilitati alla partenza. Questo documento permette di raccogliere i timbri lungo il cammino (nei bar, chiese, strutture ricettive) e garantisce l’accesso alle tariffe agevolate nelle accoglienze convenzionate. Arrivati a Pontremoli, esibendo la credenziale timbrata, si può richiedere il “Testimonium” del pellegrino.
Domande frequenti sulla Via degli Abati: tutto quello che devi sapere prima di partire
No, la Via degli Abati non è consigliata come primo cammino a causa delle lunghezze e dei dislivelli montani significativi. Meglio iniziare con cammini più graduali come la Via degli Dei o la Via Francigena classica.
Per coprire l’intero itinerario ufficiale da Pavia a Pontremoli a piedi sono necessari mediamente 8 giorni, calcolando una tappa al giorno. I camminatori più allenati possono ridurre i tempi a 4-5 giorni, mentre chi preferisce un ritmo più rilassato può scegliere di frazionare le tratte più lunghe (come la Pavia-Colombarone o la Bardi-Borgotaro) allungando l’itinerario a 10 giorni.
Sì, il cammino è sicuro, ma l’isolamento di alcuni tratti appenninici richiede prudenza. A differenza di itinerari molto frequentati, sulla Via degli Abati è possibile camminare per ore senza incontrare nessuno. È fondamentale avere sempre con sé lo smartphone carico (con powerbank), le tracce GPX offline e avvisare la struttura ricettiva dell’orario di partenza, specialmente in caso di maltempo nelle tappe d’alta quota.
Dipende dalla tipologia di accoglienza scelta. Se si pernotta in alberghi, B&B o agriturismi, le lenzuola sono sempre incluse. Se invece si opta per le accoglienze “pellegrine” o parrocchiali, è quasi sempre necessario portare con sé un sacco a pelo leggero o un sacco lenzuolo, oltre al proprio asciugamano. Si consiglia di verificare questo dettaglio al momento della prenotazione obbligatoria.
Conclusione
La Via degli Abati è uno dei cammini storici più affascinanti dell’Appennino settentrionale. Attraversando vallate, abbazie, castelli e antiche mulattiere, questo percorso permette di riscoprire una parte d’Italia ancora poco turistica ma estremamente ricca di storia e paesaggi.
Più impegnativa rispetto alla Francigena classica, la Via degli Abati rappresenta un itinerario ideale per chi cerca un cammino autentico, immerso nella natura e profondamente legato alle radici medievali del territorio.
CREDITS IMMAGINE DI COPERTINA Pavia, Ponte Coperto di Konki


