Il Sentiero dell’Inglese è uno dei cammini storici più suggestivi e selvaggi dell’intero Meridione d’Italia. Questo itinerario a piedi si snoda nel cuore dell’Area Grecanica della Calabria, attraversando il versante meridionale del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Il nome del cammino è un omaggio a Edward Lear, paesaggista inglese che nell’estate del 1847 esplorò a piedi questa terra, rimanendo folgorato dalla sua bellezza aspra e dai suoi borghi sospesi nel tempo.
Nota importante per i camminatori: I cammini sono realtà dinamiche. I percorsi possono subire variazioni nel tempo a causa del meteo o di modifiche della viabilità locale. Prima di metterti in viaggio, ti consigliamo di verificare sempre lo stato del sentiero e le tracce aggiornate contattando gli enti locali, i comuni attraversati o i canali ufficiali del
Scheda tecnica del Sentiero dell’Inglese
📍 Partenza: Pentedattilo (RC)
🏁 Arrivo: Staiti (RC)
📏 Lunghezza: circa 110 km
🥾 Tappe: 6
⛰️ Difficoltà: media (escursionistica)
🗺️ Regioni attraversate: Calabria
🛤️ Tipologia: cammino storico, culturale e naturalistico
📅 Periodo consigliato: ottobre – maggio (da evitare l’estate piena per il caldo)
🚶 Percorrenza: a piedi
🔖 Segnaletica: CAI bianco-rossa e frecce dedicate
🏔️ Dislivello: circa 4.200 metri D+

Perché fare il Sentiero dell’Inglese in Aspromonte: storia e cultura grecanica
Percorrere questo itinerario non significa soltanto fare un’escursione naturalistica, ma vivere un’immersione totale in un’isola culturale unica in Europa. L’Aspromonte greco (noto anche come Bovesia) conserva infatti le tracce vivide di una millenaria presenza bizantina e magnogreca. Oltre ai paesaggi mozzafiato che spaziano repentinamente dalle vette montuose ai grandi letti ciottolosi delle fiumare, fino a perdersi sul vicino Mar Ionio, il vero valore aggiunto del Sentiero dell’Inglese risiede nel contatto umano. Molti dei piccoli borghi arroccati attraversati lungo la via soffrono da tempo l’isolamento e lo spopolamento; tuttavia, proprio in queste comunità è nata un’importante rete di ospitalità diffusa. I camminatori vengono accolti direttamente nelle case dei residenti storici, potendo così assaporare una cucina locale genuina a chilometro zero e ascoltare i racconti degli anziani, ultimi custodi fieri del grecanico, una lingua antica e preziosa che rischia l’estinzione.
Le tappe del Sentiero dell’Inglese
Il cammino si sviluppa in 6 tappe. Il percorso richiede un buon allenamento per via dei continui saliscendi tipici dell’orografia aspromontana, che passa rapidamente dalle fiumare a quote montane.
1ª Tappa: Pentedattilo – Bagaladi
- Distanza: 15,2 km
- Dislivello: +680 m / -620 m
- Tempo medio: 5 ore e 30 minuti
- Terreno prevalente: 25% Asfalto (strade secondarie), 75% Sentiero, sterrato e letto di fiumara.
- Descrizione: Si parte dal borgo fantasma di Pentedattilo, arroccato su una ciclopica roccia a forma di cinque dita. Il sentiero scende verso la fiumara Sant’Elia e risale tra uliveti secolari e macchia mediterranea fino a raggiungere Bagaladi, la “porta d’accesso” della valle dell’olivo.
2ª Tappa: Bagaladi – Amendolea di Condofuri
- Distanza: 16,1 km
- Dislivello: +710 m / -830 m
- Tempo medio: 6 ore
- Terreno prevalente: 15% Asfalto, 85% Sentiero ed ex mulattiere.
- Descrizione: Una tappa panoramica che regala i primi veri scorci sulle imponenti “fiumare” aspromontane. Attraverso crinali e vecchie vie di comunicazione si scende nella spettacolare Valle dell’Amendolea, dominata dall’omonimo castello dei Ruffo che svetta sulla roccia.
3ª Tappa: Amendolea – Bova (passando da Gallicianò)
- Distanza: 21,5 km
- Dislivello: +1.200 m / -600 m
- Tempo medio: 7 ore e 30 minuti
- Terreno prevalente: 10% Asfalto, 90% Sentiero e ciottoli di fiumara.
- Descrizione: Tappa regina del cammino. Si guada il grande greto dell’Amendolea per salire a Gallicianò, il borgo più grecanico d’Italia, dove si respira un’atmosfera d’altri tempi. Da qui si rimonta il versante opposto fino ad arrivare a Bova, la capitale culturale della Bovesia.
4ª Tappa: Bova – Monte Grosso – Bova
- Distanza: 14 km
- Dislivello: +550 m / -550 m
- Tempo medio: 5 ore
- Terreno prevalente: 10% Asfalto, 90% Sentiero e piste forestali.
- Descrizione: Una tappa ad anello dal sapore puramente escursionistico. Si lascia il borgo di Bova per risalire verso l’altopiano fino allo straordinario punto panoramico di Monte Grosso. Da qui lo sguardo spazia a 360 gradi sul Mar Ionio, sull’Etna in lontananza e sulle creste dell’Aspromonte, prima di fare rientro a Bova per la notte.
5ª Tappa: Bova – Palizzi
- Distanza: 16,5 km
- Dislivello: +450 m / -800 m
- Tempo medio: 6 ore
- Terreno prevalente: 20% Asfalto, 80% Sentiero e mulattiere.
- Descrizione: Tappa di transizione che scende dolcemente verso il mare ma rimanendo in quota tra calanchi bianchi e vigne terrazzate. Si arriva a Palizzi Superiore, borgo medievale dominato da un castello imponente e famoso per il suo intenso vino IGT.
6ª Tappa: Palizzi – Staiti (valicando Monte Cerasia)
- Distanza: 18,5 km
- Dislivello: +900 m / -850 m
- Tempo medio: 7 ore
- Terreno prevalente: 10% Asfalto, 90% Sentiero e piste montane.
- Descrizione: L’ultima e memorabile frazione richiede un ultimo sforzo per valicare i boschi di Monte Cerasia. Oltrepassata la sella, si scende verso la solitaria Abbazia bizantina di Santa Maria di Tridetti e si conclude l’avventura a Staiti, la terrazza sullo Ionio.
Cosa vedere lungo il Sentiero dell’Inglese
- Abbazia di Santa Maria di Tridetti (Staiti): Monumento nazionale, è uno dei rari esempi di architettura bizantina-normanna in Calabria, immerso in una vallata solitaria tra ulivi selvatici.
- Pentedattilo: Il borgo fantasma racchiuso nella gigantesca roccia arenaria. Le sue case in pietra abbandonate e le piccole botteghe artigiane riaperte di recente offrono un’atmosfera sospesa nel tempo.
- La Chiesa Ortodossa della Panagìa di Gallicianò: Una piccolissima e curatissima chiesa bizantina ancora attiva, simbolo del legame indissolubile del borgo con l’Oriente.
- Il Sentiero della Civiltà Contadina a Bova: Un vero museo a cielo aperto tra i vicoli del borgo, dove sono esposti gli antichi strumenti di lavoro della tradizione contadina (compresa una locomotiva a vapore monumentale).

Difficoltà del cammino
Il Sentiero dell’Inglese ha una difficoltà escursionistica media. Non presenta passaggi esposti o tecnicamente pericolosi, ma l’Aspromonte è una montagna vera: i dislivelli giornalieri sono costanti e il fondo può essere sconnesso, soprattutto nei greti delle fiumare dove si cammina su ciottoli che affaticano le caviglie.
Un elemento a cui prestare la massima attenzione è il comportamento delle fiumare: questi corsi d’acqua appaiono spesso secchi, ma possono ingrossarsi e subire piene improvvise e violente in caso di maltempo, anche se ha piovuto solo ad alta quota.
⚠️ Avvertenza per i mesi piovosi: Soprattutto durante l’autunno e l’inverno, le precipitazioni abbondanti possono rendere l’attraversamento delle fiumare particolarmente problematico o rischioso. In caso di transito in questi periodi, vi consigliamo caldamente di consultare i referenti delle strutture ricettive o i responsabili del cammino prima di mettervi in marcia; vi sapranno indicare gli eventuali percorsi alternativi e le varianti sicure per evitare i guadi impraticabili.
Inoltre, il territorio è caratterizzato da pascoli attivi e dalla presenza di cani da guardiania. Per questo motivo, prima di mettervi in viaggio da Pentedattilo, è fondamentale contattare il responsabile della prima tappa per segnalare il vostro passaggio e permettere di avvisare il pastore che presidia la zona con le greggi, garantendo così un transito in totale sicurezza.
Quando partire
Sebbene l’itinerario sia teoricamente accessibile durante tutto l’anno, la scelta del periodo richiede particolare attenzione per via di due fattori cruciali: il meteo estremo e il livello dei corsi d’acqua.
I mesi più delicati coincidono con l’estate piena e con le stagioni caratterizzate da forti piogge, che aumentano sensibilmente il rischio di piene improvvise delle fiumare. Se si decide di mettersi in viaggio in questi periodi dell’anno, è indispensabile muoversi con la massima cautela e mettersi preventivamente in contatto con i referenti locali dei vari borghi per verificare lo stato dei sentieri e la reale portata di fiumi e torrenti da guadare.
Durante la stagione estiva le temperature possono diventare torride, specialmente in concomitanza con le grandi ondate di calore che colpiscono la penisola. La prudenza deve essere massima: se si cammina in estate, diventa fondamentale pianificare le partenze all’alba per sfruttare le ore più fresche e programmare lunghe soste all’ombra durante la fase centrale e più calda della giornata.
🥵 Consigli tattici contro il grande caldo: Se vi trovate ad affrontare il cammino in giornate con temperature eccezionalmente alte, ci sono due ottime soluzioni per evitare colpi di calore nella tratta più impegnativa. La prima è optare per una variante ufficiale, raggiungendo Bova attraverso il sentiero numero 152 del catasto del Parco Nazionale dell’Aspromonte (che collega direttamente Amendolea a Bova). La seconda alternativa è spezzare la fatica scegliendo di pernottare a Gallicianò, in modo da rimettervi in marcia verso Bova la mattina successiva molto presto, prima che il sole diventi implacabile.
Attrezzatura consigliata
- Calzature: Scarponi da trekking alti o scarpe da trail con un’ottima suola scolpita (Vibram o similari) per non scivolare sui ciottoli delle fiumare.
- Zaino: Un 35-40 litri è più che sufficiente se si dorme nelle strutture.
- Abbigliamento: A strati. Anche in inverno/primavera, durante le salite sotto il sole può fare caldo, ma sui crinali il vento può essere intenso e freddo. Giacca antivento/antipioggia fondamentale.
- Bastoncini da trekking: Caldamente consigliati per preservare le ginocchia durante i ripidi saliscendi e per mantenere l’equilibrio sui ciottoli delle fiumare.
- Protezione solare: Cappello, occhiali da sole e crema solare sono necessari in ogni stagione.

Segnaletica, Mappa e Tracce GPX
L’orientamento lungo il percorso richiede attenzione: i tracciati non presentano infatti una copertura totale dei segnali. Anche se la maggior parte delle frazioni è provvista dei classici contrassegni bianco-rossi del CAI e di apposite placchette metalliche con il simbolo ufficiale del cammino, è indispensabile non affidarsi esclusivamente alla segnaletica visiva sul terreno.
Prima di mettervi in viaggio, vi raccomandiamo caldamente di scaricare sul vostro dispositivo GPS o sull’applicazione dello smartphone i file delle tracce aggiornate, oltre a portare con voi le mappe, i dettagli logistici e l’elenco dei recapiti delle strutture ricettive.
🗺️ Mappa e orientamento: La mappa Komoot inserita di seguito rappresenta un ottimo strumento per studiare a tavolino lo sviluppo generale del tragitto prima della partenza. Tuttavia, per la navigazione in tempo reale sul campo, è fondamentale fare sempre affidamento solo ed esclusivamente sulle tracce GPX ufficiali, che potrete trovare e scaricare direttamente dal portale web del Sentiero dell’Inglese.
Mappa e tappe interattive a cura della community di Komoot (Raccolta pubblica aggiornata).
Dove dormire
La formula di accoglienza di questo viaggio è una delle sue caratteristiche più autentiche: si basa infatti su una rete locale che offre sia ospitalità nelle strutture ricettive classiche, sia la possibilità di pernottare in case private messe a disposizione dalle comunità dei borghi (la cosiddetta ospitalità diffusa). Questo permette di vivere un’esperienza a stretto contatto con gli abitanti dell’Area Grecanica.
Le strutture disponibili lungo il percorso offrono diverse formule tra cui scegliere:
- Pernottamento e colazione: ideale per chi vuole essere autonomo.
- Mezza pensione o pensione completa: una soluzione molto comoda, che spesso include anche il pranzo al sacco preparato dai gestori per la tappa del giorno successivo.
Dato che molti dei borghi attraversati (come Gallicianò o Palizzi) sono minuscoli e dispongono di un numero di posti letto limitato, la prenotazione anticipata è un requisito tassativo prima di mettersi in cammino. Per consultare l’elenco completo, aggiornato e dettagliato di tutti i referenti, dei B&B e delle case ospitali tappa per tappa, vi rimandiamo direttamente alla sezione dedicata al vitto e alloggio sul sito ufficiale del Sentiero dell’Inglese.
Come arrivare (e tornare)
- Andata (Pentedattilo): Il punto di partenza ufficiale è Pentedattilo. Il modo più semplice è arrivare in treno alla stazione ferroviaria di Melito di Porto Salvo (collegata regolarmente con Reggio Calabria). Da Melito si può raggiungere Pentedattilo a piedi (circa 6 km di cammino extra) o attraverso auto/minibus con servizi NCC.
- Ritorno (Staiti): Da Staiti, punto di arrivo del cammino, non ci sono stazioni ferroviarie dirette. È necessario scendere a fondo valle fino alla stazione di Brancaleone (da cui passano i treni regionali per Reggio Calabria o Taranto). Molti camminatori usufruiscono dei servizi di navetta messi a disposizione dalle associazioni locali per il rientro a Melito o a Reggio Calabria.
Credenziale e Attestato del cammino
La credenziale di questo percorso si chiama Salvacondotto. Non è obbligatoria, non è indispensabile e non dà diritto a sconti: va vissuta semplicemente come un gioco e come un diario cartaceo in cui raccogliere i timbri di strutture, bar, Comuni e Pro Loco.
- Dove ritirarlo: Si può ritirare nelle botteghe artigiane di Pentedattilo. Per assicurarvi di trovarlo e per contattare i referenti locali prima di partire, vi invitiamo a consultare le indicazioni sul sito ufficiale del Sentiero dell’Inglese.
L’Attestato di fine cammino
Per ottenere il certificato ufficiale di conclusione del viaggio è necessario presentare il Salvacondotto regolarmente timbrato e aver camminato di borgo in borgo da Pentedattilo a Staiti. L’unica eccezione concessa è la quarta tappa (l’anello di Monte Grosso), che può essere saltata senza perdere il diritto all’attestato.
FAQ – Domande Frequenti
Sì, ma con prudenza. Alcune zone dell’Aspromonte sono isolate e il segnale telefonico può mancare in diverse valli. Se si viaggia da soli, è fondamentale avere le tracce GPX offline e comunicare sempre alla struttura ospitante l’orario di partenza e la tappa del giorno.
La copertura è molto altalenante. Nei borghi principali il segnale è generalmente buono, ma durante le tappe – in particolare quando si scende sul fondo delle fiumare, all’interno dei canyon o nelle vallate più strette dell’Aspromonte – il cellulare risulterà completamente isolato anche per diverse ore. Per questo motivo è fondamentale avere le tracce GPX salvate per la consultazione offline.
Se affrontate il cammino nei periodi consigliati (autunno avanzato o primavera), l’acqua nelle fiumare potrebbe essere presente. È utile avere nello zaino un piccolo asciugamano leggero in microfibra e, se non volete bagnare gli scarponi, dei sandali da trekking leggeri o scarpette da scoglio per attraversare i punti dove l’acqua è bassa senza rischiare di scivolare sui sassi bagnati.
Conclusione
Il Sentiero dell’Inglese è uno dei cammini più affascinanti e meno conosciuti del sud Italia. Attraversare la Calabria grecanica significa scoprire una terra fatta di montagne sul mare, borghi antichi, tradizioni millenarie e paesaggi mediterranei ancora autentici.
Questo itinerario unisce trekking, cultura e natura in un viaggio lento che permette di conoscere uno dei territori più particolari e sorprendenti dell’Appennino meridionale.
Credits immagine di copertina: Jacopo Werther


