Cammino di Sant’Antonio: guida completa da Padova a La Verna

Il Cammino di Sant’Antonio è uno dei percorsi di pellegrinaggio e trekking più affascinanti, ricchi di storia e spiritualità del Nord e Centro Italia. Questo storico itinerario ripercorre i viaggi compiuti da Sant’Antonio di Padova, unendo i luoghi principali della sua vita e della sua predicazione. Il cammino unisce la pianura veneta, attraversa il cuore dell’Emilia-Romagna e scavalca le vette selvagge dell’Appennino Tosco-Romagnolo, fino a raggiungere il mistico Santuario della Verna, immerso nelle foreste casentinesi. Camminare lungo questa via significa immergersi in paesaggi radicalmente mutabili: si passa dal silenzio degli argini fluviali e delle storiche città d’arte della Pianura Padana fino alle vette appenniniche, ai calanchi, ai boschi di castagno e agli eremi medievali in cui si respira la profonda spiritualità francescana.

Nota importante per i camminatori: I cammini sono realtà dinamiche. I percorsi possono subire variazioni nel tempo a causa del meteo o di modifiche della viabilità locale. Prima di metterti in viaggio, ti consigliamo di verificare sempre lo stato del sentiero e le tracce aggiornate contattando gli enti locali, i comuni attraversati o i canali ufficiali del cammino.

Scheda tecnica del Cammino di Sant’Antonio

📍 Partenza: Camposampiero / Padova

🏁 Arrivo: Santuario de La Verna (AR)

📏 Lunghezza: circa 431 km (itinerario classico completo)

🥾 Tappe: da 21 a 23 (22 tappe sul tracciato classico da Camposampiero)

⛰️ Difficoltà: media nel tratto di pianura, impegnativa sull’Appennino

🗺️ Regioni attraversate: Veneto, Emilia-Romagna, Toscana

🛤️ Tipologia: cammino storico, spirituale e naturalistico

📅 Periodo consigliato: primavera e autunno

🚶 Percorrenza: a piedi

🔖 Segnaletica: freccia marrone su sfondo giallo (e viceversa), simboli del giglio e delle 12 ghiande, integrata con segnaletica CAI

🏔️ Dislivello: circa 11.000 metri D+ complessivi (concentrati nella sezione appenninica)

Camposampiero Sant'Antonio percorso

Basilica di Sant’Antonio [Geobia]

Cos’è il Cammino di Sant’Antonio: storia, percorso e varianti

Il Cammino di Sant’Antonio ripercorre i luoghi legati alla vita, alla predicazione e alla morte di Sant’Antonio di Padova, attraversando scenari naturalistici straordinari che cambiano radicalmente volto chilometro dopo chilometro.

Intorno a questo itinerario c’è spesso un po’ di confusione su tappe e lunghezze. Questo accade perché la rete antoniana ufficiale include numerose varianti geografiche e storiche (come i collegamenti verso Venezia, Bassano del Grappa, i Colli Euganei o la costa di Rimini).

In questa guida ci concentreremo esclusivamente sul Cammino Classico, l’asse portante che si snoda attraverso tre macro-aree geografiche:

  • La pianura fluviale e le città d’arte: una prima sezione completamente pianeggiante che costeggia canali storici e il fiume Po, toccando Ferrara e Bologna.
  • I parchi naturali e i calanchi: la prima fascia collinare emiliana e romagnola, dove il paesaggio si fa più selvaggio tra il Parco dei Gessi Bolognesi e la Vena del Gesso Romagnola.
  • I grandi crinali appenninici: le tappe di vera montagna all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, tra fitti boschi di faggio ed eremi millenari.

Le tappe dettagliate del Cammino Classico

Lo stradario ufficiale del percorso principale varia dalle 21 alle 23 tappe a seconda del punto di partenza scelto dal camminatore. Di seguito la suddivisione definitiva per tratte geografiche:

Tratto 1: L’Ultimo Cammino

Segmento pianeggiante che rievoca il viaggio finale del Santo verso Padova.

  • 1ª Tappa: Camposampiero – Padova | 23,5 km (Pianeggiante)
    • Percorso: Dai Santuari lungo l’argine del Muson dei Sassi fino alla Basilica del Santo a Padova.

Tratto 2: La Pianura Padana (Da Padova a Bologna)

Tratta fluviale e rurale di quasi 160 km interamente pianeggiante, da coprire in 7-8 giorni.

  • 2ª Tappa: Padova – Monselice | 22,2 km (Pianeggiante) – Lungo i canali veneti ai piedi dei Colli Euganei.
  • 3ª Tappa: Monselice – Rovigo | 32,0 km (Pianeggiante) – La tappa più lunga della sezione di pianura.
  • 4ª Tappa: Rovigo – Polesella | 21,3 km (Pianeggiante) – Attraverso le campagne polesane fino alle sponde del Po.
  • 5ª Tappa: Polesella – Ferrara | 22,6 km (Pianeggiante) – Ingresso in Emilia-Romagna superando il grande fiume.
  • 6ª Tappa: Ferrara – Malalbergo | 21,7 km (Pianeggiante) – Tra le idrovie e i canali di bonifica della pianura.
  • 7ª Tappa: Malalbergo – Castel Maggiore | 25,8 km (Pianeggiante) – Tratto rurale tra i campi coltivati.
  • 8ª Tappa: Castel Maggiore – Bologna | 21,2 km (+50 m) – Ingresso nel capoluogo emiliano seguendo il Canale Navile.

Tratto 3: La Traversata Appenninica (Da Bologna a La Verna)

Tratto escursionistico di 109 km tra calanchi e foreste sacre, con 11.000 metri di dislivello complessivi.

  • 9ª Tappa: Bologna – Settefonti | 19,1 km (+620 m / -280 m)
    • Percorso: Salita ai colli bolognesi attraverso i calanchi del Parco dei Gessi. (Aggiornamento giugno 2026: traccia GPX e descrizione verificate; segnaletica in corso di revisione).
  • 10ª Tappa: Settefonti – San Martino in Pedriolo | 19,7 km (+510 m / -610 m) – Sentieri di cresta tra la Val di Zena e la Val Sillaro.
  • 11ª Tappa: San Martino in Pedriolo – Tossignano | 16,7 km (+590 m / -420 m) – Ingresso nella suggestiva Valle del Santerno. (Aggiornamento giugno 2026: traccia verificata; segnaletica in revisione).
  • 12ª Tappa: Tossignano – Parco Naturale del Carnè | 22,0 km (+910 m / -710 m) – Tappa esigente nel cuore della Vena del Gesso Romagnola. Prevedere +4 km per scendere a Brisighella. (Aggiornamento giugno 2026: traccia verificata).
  • 13ª Tappa: Parco Naturale del Carnè – Modigliana | 17,0 km (+620 m / -750 m) – Discesa dai boschi di gesso all’antico borgo.
  • 14ª Tappa: Modigliana – Montepaolo – Dovadola | 16,0 km (+710 m / -690 m) – Si tocca l’Eremo di Montepaolo, prima dimora di Sant’Antonio in Italia.
  • 15ª Tappa: Dovadola – Rocca San Casciano | 19,0 km (+680 m / -610 m) – Crinali dell’Appennino forlivese. (Nota: seguire solo tracciati da inizio 2025; la vecchia segnaletica sul campo è obsoleta).
  • 16ª Tappa: Rocca San Casciano – Portico di Romagna | 11,7 km (+390 m / -250 m) – Breve e suggestivo fondovalle fino al borgo medievale.
  • 17ª Tappa: Portico di Romagna – San Benedetto in Alpe | 16,3 km (+720 m / -410 m) – Salita selvaggia verso le cascate dell’Acquacheta.
  • 18ª Tappa: San Benedetto in Alpe – Castagno d’Andrea | 21,6 km (+1.050 m / -810 m) – Ingresso in Toscana superando dure pendenze tra fitti boschi di faggio.
  • 19ª Tappa: Castagno d’Andrea – Prati della Burraia | 12,7 km (+980 m / -150 m) – Alta montagna sul crinale Tosco-Romagnolo vicino al Monte Falterona.
  • 20ª Tappa: Prati della Burraia – Camaldoli | 13,4 km (+180 m / -920 m) – Discesa nel silenzio delle foreste fino al millenario Eremo.
  • 21ª Tappa: Camaldoli – Cancellino | 16,0 km (+610 m / -520 m)
    • Percorso: Traversata forestale nel Parco Nazionale. In inverno è attiva la variante per Badia Prataglia. (Aggiornamento giugno 2026: traccia verificata).
  • 22ª Tappa: Cancellino – Santuario de La Verna | 20,9 km (+720 m / -610 m)
    • Percorso: Tratto finale lungo la mulattiera forestale fino allo sperone roccioso de La Verna.

Cosa vedere lungo il percorso

Questo cammino offre una ricchezza monumentale e naturalistica fuori dal comune:

  • I Santuari Antoniani: I Santuari del Noce e dell’Arcella a Camposampiero e la maestosa Basilica di Sant’Antonio a Padova, scrigno d’arte gotica e rinascimentale che custodisce la tomba del Santo.
  • Le città d’arte padane: Le storiche mura e i vicoli medievali di Ferrara (patrimonio UNESCO) e il centro storico di Bologna con i suoi famosi portici e le torri medievali.
  • Il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola: Uno spettacolare e unico affioramento di gesso lungo decine di chilometri, caratterizzato da calanchi, grotte ed imponenti pareti grigie (tappe 11-13).
  • L’Eremo di Montepaolo: Situato nel comune di Dovadola, è il santuario antoniano più importante dell’Emilia-Romagna, dove il Santo visse in totale raccoglimento tra il 1221 e il 1222.
  • Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi: Una delle foreste più antiche e incontaminate d’Europa, con i suoi faggi secolari e un’atmosfera di pace assoluta.
  • I complesses monastici della Toscana: L’antico Monastero di Camaldoli (con la sua storica farmacia dei monaci) e il monumentale Santuario della Verna, abbarbicato sulla roccia e circondato da una foresta sacra.
Ultimo Cammino di Sant'Antonio
Le Foreste Casentinesi [@Alessandra La Ruffa]

Difficoltà del cammino

Il Cammino di Sant’Antonio presenta una difficoltà doppia e ben distinta:

  • Da Camposampiero/Padova a Bologna: La difficoltà è bassa. Il percorso è completamente pianeggiante. Le uniche insidie sono rappresentate dalla lunghezza di alcune tappe (anche oltre i 25-30 km) e dalla monotonia del terreno duro (asfalto o sterrato compatto) che può affaticare le articolazioni ed i piedi.
  • Da Bologna al Santuario de La Verna: La difficoltà diventa medio-alta/impegnativa. Si entra in territorio di media e alta montagna appenninica. I dislivelli giornalieri superano spesso i 700-1000 metri di salita, il fondo diventa il classico sentiero di montagna (fango in caso di pioggia, roccia sconnessa, pendenze ripide) e i centri abitati si diradano. Richiede un buon allenamento fisico, ginocchia abituate alla discesa e una discreta capacità di orientamento in ambiente montano.

Quando partire

I periodi migliori in assoluto sono la primavera (aprile – giugno) e l’autunno (settembre – ottobre).

  • Estate (luglio – agosto): Fortemente sconsigliata per il tratto di pianura a causa del caldo afoso intenso, delle zanzare e della totale assenza di ombra sugli argini dei fiumi. Diventa invece piacevole nel tratto appenninico montano grazie alle altitudini e alle fitte ombre delle foreste toscane.
  • Inverno (novembre – marzo): Praticabile in pianura (salvo nebbia o piogge torrenziali), ma del tutto sconsigliato o impraticabile nel tratto appenninico a causa della presenza di ghiaccio e neve sui crinale (le tappe 18 e 19 sfiorano e superano i 1.400-1.500 metri di quota).

Attrezzatura consigliata

Considerando la natura mista (pianura e alta montagna) del percorso, lo zaino deve essere leggero ma estremamente versatile:

  • Zaino: Un 35-40 litri è più che sufficiente se si dorme nelle strutture ricettive. Peso massimo consigliato: 10% del proprio peso corpo.
  • Calzature: Scarpe da trail running ben ammortizzate o scarponcini da trekking leggeri con un ottimo grip (fondamentali per le discese appenniniche). Evitare scarponi rigidi invernali nei tratti di pianura.
  • Accessori indispensabili: Bastoncini da trekking (salva-ginocchia nelle tappe montane), cappello per il sole e crema solare (per i lunghi tratti scoperti in pianura), lampada frontale e una borraccia capiente.
  • Abbigliamento a strati: Magliette tecniche traspiranti, un pile leggero, un guscio antivento/antipioggia impermeabile di ottima qualità (il meteo sull’Appennino può cambiare repentinamente).

Cammino Sant'Antonio
L’eremo di Camaldoli (@Giordano Giacomini)

Segnaletica e tracce GPX del Cammino di Sant’Antonio

Per affrontare il Cammino di Sant’Antonio in sicurezza è fondamentale capire come orientarsi sul sentiero, combinando la segnaletica fisica sul campo con gli strumenti di navigazione digitale.

Come riconoscere la segnaletica sul percorso

La segnaletica ufficiale del Cammino di Sant’Antonio è generalmente ben riconoscibile, anche se presenta caratteristiche grafiche differenti a seconda dei territori e delle regioni attraversate:

  • I simboli ufficiali: Il percorso è identificato da frecce e cartelli di colore giallo e marrone, spesso accompagnati da riferimenti iconografici legati alla vita del Santo, come il giglio antoniano o il simbolo delle dodici ghiande.
  • Integrazione con il CAI: Nel tratto appenninico e montano, la segnaletica ufficiale del cammino si integra e si sovrappone frequentemente ai classici segnavia CAI bianco-rossi, rendendo la navigazione generalmente intuitiva.

📌 Nota per il camminatore: Poiché la segnaletica sul terreno è in fase di continuo aggiornamento (con revisioni e riposizionamenti di cartelli ancora in corso in alcune tappe), non affidarti mai solo ai segnali visivi, specialmente nelle tratte montane e nei punti di variante.

Dove scaricare le tracce GPX ufficiali per il Cammino

Le associazioni e i gestori dell’itinerario mettono a disposizione i file di navigazione ufficiali, che rappresentano il punto di riferimento più affidabile per non perdere la traccia.

Evita file obsoleti: Il percorso subisce modifiche nel tempo a causa di frane, nuove varianti logistiche o aggiornamenti del tracciato. È fortemente consigliato scaricare sempre i file più recenti direttamente dal sito ufficiale del Cammino di Sant’Antonio, evitando GPX datati o reperiti su fonti non verificate.

Dove dormire

L’accoglienza lungo il cammino è ben organizzata e si divide in due tipologie:

  1. Accoglienza Pellegrina / Religiosa: Presso parrocchie, monasteri, conventi e santuari (come a Camposampiero, Padova, Montepaolo, Camaldoli e La Verna). Spesso l’offerta è a “donativo” o richiede un contributo fisso molto basso. È indispensabile avere la credenziale per poterne usufruire. Qui trovi tutte le strutture.
  2. Accoglienza Turistica: B&B, agriturismi, hotel e rifugi appenninici (come il Rifugio Carnè o le strutture ai Prati della Burraia). Nelle stagioni di punta (maggio, giugno e settembre) e soprattutto nelle zone montane dove i posti letto sono limitati, è fortemente raccomandato prenotare con diversi giorni d’anticipo.

Come arrivare (e tornare)

  • Come arrivare alla partenza: Sia Camposampiero che Padova sono perfettamente collegate alla rete ferroviaria. Padova è una stazione principale dell’Alta Velocità. Da Padova partono frequenti treni regionali che in circa 30 minuti portano alla stazione di Camposampiero.
  • Come tornare dall’arrivo: Il Santuario de La Verna si trova sopra il paese di Chiusi della Verna (AR). Da qui è possibile prendere un autobus di linea (autolinee Toscane) per raggiungere la stazione ferroviaria di Bibbiena o di Arezzo. Da Arezzo passano i treni della linea principale che collegano facilmente Firenze, Bologna e l’asse verso il Nord Italia.

Acqua e punti di ristoro

Tratto di pianura

Nel tratto tra Veneto ed Emilia il cammino attraversa zone pianeggianti e aree agricole, con presenza variabile di centri abitati e servizi. In alcuni segmenti più isolati lungo argini e strade secondarie è possibile non incontrare fontane per diversi chilometri.

È quindi consigliabile partire con una riserva di almeno 1,5 litri d’acqua, rifornendosi sempre nei paesi attraversati o nei punti di ristoro disponibili.

Tratto appenninico e Foreste Casentinesi

Nella parte appenninica e all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi la disponibilità di acqua migliora grazie alla presenza di sorgenti naturali e fonti nei borghi.

Tuttavia, lungo alcuni tratti di crinale o tra due località distanti, i punti di rifornimento possono essere assenti. Per questo motivo è consigliabile pianificare bene le tappe e partire con una riserva di almeno 2 litri d’acqua, aumentando la quantità nelle giornate calde o più impegnative.

La Credenziale del pellegrino

La Credenziale è il “passaporto del pellegrino”. È un documento fondamentale che attesta lo status di viandante. Serve per:

  • Accedere alle strutture di accoglienza religiosa e pellegrina a tariffe agevolate.
  • Raccogliere i timbri in ogni tappa presso chiese, uffici turistici o alloggi.
  • Ottenere la “Cartula” a Padova (se si fa il tratto dell’Ultimo Cammino) o il “Testimonium” ufficiale una volta arrivati al Santuario de La Verna, che certifica il completamento del pellegrinaggio (richiesto aver percorso a piedi almeno gli ultimi 100 km o gli ultimi 200 km in bicicletta).

Può essere richiesta online sul sito ufficiale del cammino, selezionando il punto di ritiro convenzionato più comodo dove passare a ritirarla di persona.

FAQ – Domande frequenti sul Cammino di Sant’Antonio

Il cammino è adatto a chi viaggia da solo?

Sì, il percorso è sicuro e molto frequentato, specialmente nei tratti classici e nel periodo primaverile. La comunità di pellegrini e ospitalieri è molto calorosa. Nel tratto appenninico è richiesta la normale prudenza che si ha in montagna (controllare il meteo, avere tracce GPX offline e avvisare qualcuno sugli spostamenti).

È possibile percorrere solo una parte del cammino?

Assolutamente sì. Molti camminatori scelgono di percorrere solo la prima sezione storica (“L’Ultimo Cammino” da Camposampiero a Padova in 1 giorno) oppure scelgono di fare la sezione montana da Bologna a La Verna (tappe 9-22) se preferiscono un trekking prettamente escursionistico e boschivo.

Conclusione

Percorrere il Cammino di Sant’Antonio significa attraversare lentamente alcune delle aree più belle dell’Italia centro-settentrionale seguendo le tracce spirituali e culturali legate al santo francescano.

Questo itinerario rappresenta oggi uno dei cammini religiosi più completi d’Italia grazie alla combinazione di arte, spiritualità, paesaggi collinari e grandi città storiche.


CREDITS IMMAGINI

Immagine di copertina: Modigliana (FC) Ponte di San Donato di Savermac