Nel cuore dell’Appennino centrale, dove i confini amministrativi sembrano dissolversi tra boschi e altopiani, il Cammino dei Briganti disegna un anello di circa 100 chilometri tra Abruzzo e Lazio. È un itinerario che non nasce per caso: segue territori che per secoli sono stati linea di frontiera, terra di passaggio, rifugio e resistenza.
Qui la montagna non è solo paesaggio, ma memoria. Le vallate tra la Marsica e il Cicolano raccontano storie di pastori, comunità isolate e gruppi di briganti che nell’Ottocento si muovevano tra questi sentieri difficili da controllare. Oggi quei percorsi sono diventati un cammino breve, dove il tempo sembra dilatarsi tra borghi in pietra e silenzi profondi.
Il viaggio si sviluppa in un ambiente sorprendentemente vario: si alternano faggete fitte, altopiani aperti, crinali panoramici e piccoli paesi dove la vita scorre ancora con ritmi essenziali. È proprio questa alternanza a rendere il cammino particolarmente immersivo, più che spettacolare. A differenza di altri itinerari più “iconici”, qui non c’è un unico elemento dominante. Il valore sta nell’insieme: nella solitudine dei sentieri, nella semplicità dei borghi e nella continuità del paesaggio appenninico.
Nota importante per i camminatori: I cammini sono realtà dinamiche. I percorsi possono subire variazioni nel tempo a causa del meteo o di modifiche della viabilità locale. Prima di metterti in viaggio, ti consigliamo di verificare sempre lo stato del sentiero e le tracce aggiornate contattando gli enti locali, i comuni attraversati o i canali ufficiali del cammino.
Scheda tecnica del Cammino dei Briganti
📍 Partenza e Arrivo: Sante Marie (AQ) – Percorso ad Anello
📏 Lunghezza:108 km
📈 Dislivello Complessivo: circa 3.200 m D+ (positivo)
🥾 Numero Tappe: 7 tappe (variabili a seconda del passo)
⛰️ Difficoltà: Media (Escursionistica)
🗺️ Regioni: Abruzzo, Lazio
📅 Periodo consigliato: Da aprile a ottobre
🛡️ Segnaletica: Buona (frecce bianco-rosse e orme del brigante)
🏔️ Ambiente: Appennino centrale, boschi, altopiani, borghi

Un Appennino di confine e storie dimenticate
Il Cammino dei Briganti si sviluppa lungo un territorio che per lungo tempo ha rappresentato una linea di confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie. Questa condizione geografica ha modellato non solo il paesaggio, ma anche la storia delle comunità locali.
Il nome del cammino richiama proprio le vicende ottocentesche del brigantaggio (come la celebre Banda di Cartore), anche se oggi il significato è molto più ampio: non si tratta solo di una narrazione storica, ma di un modo per rileggere l’identità di queste montagne e contrastare lo spopolamento dei piccoli borghi.
Il percorso attraversa aree dove la presenza umana è sempre stata discontinua. Alcuni borghi sono piccoli e isolati, altri quasi sospesi nel tempo. In mezzo, lunghe sezioni di natura incontaminata che danno al cammino una dimensione quasi essenziale. Uno degli elementi più caratteristici è la sensazione di isolamento controllato: nonostante la natura selvaggia, si attraversano comunque paesi e punti d’appoggio che rendono il viaggio accessibile, ma senza togliere il senso di immersione.
Le tappe del Cammino dei Briganti
Il cammino si sviluppa in un ambiente sorprendentemente vario e mutevole: nel giro di pochi giorni si passa dall’abbraccio delle foreste di castagni alla severa bellezza dei crinali panoramici all’ombra del Monte Velino, attraversando paesi minuscoli dove la vita scorre ancora con ritmi essenziali e genuini. A differenza di altri cammini più celebrati o commerciali, il Cammino dei Briganti non cerca lo spettacolo a tutti i costi. Il suo vero valore risiede nell’equilibrio perfetto tra natura e storia, nella quiete solitaria dei suoi sentieri e nella straordinaria ospitalità della sua gente, capace di far sentire ogni viandante un ospite atteso, e non un semplice turista.
1ª Tappa: Sante Marie – Santo Stefano
- Distanza: 5,6 km
- Dislivello: +360 m / -130 m
- Tempo medio: 2 ore / 2 ore e 30 minuti
- Terreno prevalente: 20% Asfalto, 80% Sentiero e sterrato.
- Descrizione: La tappa inaugurale è una breve e piacevole introduzione al cammino. Si parte dal borgo di Sante Marie (dove si ritira il Salvacondotto) e si sale progressivamente immergendosi nei boschi di castagno della Marsica. Il percorso, breve ma con una pendenza costante, conduce fino al piccolo e panoramico borgo di Santo Stefano, ottimo per ambientarsi e testare le gambe.
2ª Tappa: Santo Stefano – Nesce
- Distanza: 13,9 km
- Dislivello: +410 m / -650 m
- Tempo medio: 4 ore e 30 minuti / 5 ore
- Terreno prevalente: 15% Asfalto, 85% Sentiero e carrareccia.
- Descrizione: In questa giornata si saluta l’Abruzzo per entrare ufficialmente nel Lazio, attraversando la splendida Valle del Salto. Il sentiero scende inizialmente verso il borgo di Valdevarri per poi risalire dolcemente verso Poggiovalle. Da qui, una discesa panoramica tra boschi e radure conduce a Nesce, un minuscolo e affascinante borgo medievale della Valle del Cicolano dove si respira un’atmosfera d’altri tempi.
3ª Tappa: Nesce – Corvaro
- Distanza: 16,6 km
- Dislivello: +480 m / -320 m
- Tempo medio: 5 ore / 5 ore e 30 minuti
- Terreno prevalente: 30% Asfalto e strade interpoderali, 70% Sentiero e sterrato.
- Descrizione: Una tappa di fondovalle che segue in parte il corso del fiume Salto. Il tracciato unisce diversi piccoli centri rurali come Spedino e Cartore, alternando tratti pianeggianti a brevi strappi in salita. L’arrivo è a Corvaro, adagiato ai piedi delle imponenti pareti rocciose delle Montagne della Duchessa, un paese ricco di storia e dominato dai resti della sua antica rocca.
4ª Tappa: Corvaro – Cartore
- Distanza: 8,3 km (esclusa la variante per il Lago della Duchessa)
- Dislivello: +320 m / -290 m
- Tempo medio: 3 ore / 3 ore e 30 minuti
- Terreno prevalente: 10% Asfalto, 90% Sentiero di montagna e mulatiera.
- Descrizione: Una delle tappe più suggestive ed emozionanti del viaggio. Il percorso si addentra nel cuore della Riserva Naturale Montagne della Duchessa. La meta è lo storico borgo di Cartore, un tempo celebre covo e rifugio dei briganti della Banda Berardino.
🥾 Nota escursionistica: I camminatori più allenati possono allungare la tappa con la variante (impegnativa, +900m D+) che sale fino allo splendido e isolato Lago della Duchessa.
5ª Tappa: Cartore – Rosciolo – Massa d’Albe
- Distanza: 15,3 km
- Dislivello: +620 m / -550 m
- Tempo medio: 5 ore e 30 minuti / 6 ore
- Terreno prevalente: 20% Asfalto, 80% Sentiero montano e single-track.
- Descrizione: Si rientra in territorio abruzzese superando il Passo Le Forche (1.220 m), il punto più alto del tracciato ufficiale, camminando al cospetto del maestoso massiccio del Monte Velino. Superato il valico, il sentiero scende verso il borgo di Rosciolo dei Marsi – dove merita una sosta la splendida chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta – per poi concludersi a Massa d’Albe, porta d’accesso all’area archeologica di Alba Fucens.
6ª Tappa: Massa d’Albe – Magliano de’ Marsi – Casale Le Crete
- Distanza: 14,5 km
- Dislivello: +350 m / -380 m
- Tempo medio: 4 ore e 30 minuti / 5 ore
- Terreno prevalente: 35% Asfalto e strade rurali, 65% Sentiero e sterrato.
- Descrizione: Tappa che si sviluppa prevalentemente lungo i margini della piana del Fucino. Si attraversa l’abitato di Magliano de’ Marsi e si prosegue tra campi coltivati, uliveti e macchia mediterranea. Il paesaggio si fa più dolce e collinare man mano che ci si avvicina a Casale Le Crete (nei pressi di Tagliacozzo), un punto di sosta strategico immerso nella quiete della campagna marsicana.
7ª Tappa: Casale Le Crete – Sante Marie
- Distanza: 21,5 km
- Dislivello: +610 m / -580 m
- Tempo medio: 6 ore e 30 minuti / 7 ore
- Terreno prevalente: 25% Asfalto, 75% Sentiero boschivo e mulattiera.
- Descrizione: La tappa finale è anche la più lunga e impegnativa del cammino, ma regala grandissime soddisfazioni. Il percorso attraversa i bellissimi borghi di San Donato (con i ruderi del suo castello), Scanzano e Tubione. Si cammina immersi in fitti boschi di quercia e castagno prima di affrontare l’ultima salita che riporta a Sante Marie, chiudendo ufficialmente lo splendido anello dei Briganti e dove potrai ritirare l’attestato di avvenuto cammino.
Il Cammino dei Briganti in Mountain Bike (MTB)
Il Cammino dei Briganti non è più un’esclusiva di chi viaggia a piedi. Al tracciato classico si affianca infatti una variante ufficiale interamente dedicata alle due ruote: un grande anello cicloturistico che raddoppia i chilometri e l’avventura. Il percorso per mountain bike (non è fattibile in gravel) si sviluppa per ben 216 chilometri, ampliando gli orizzonti del cammino tradizionale per spingersi a esplorare i territori selvaggi dei Monti Simbruini, nuove aree del Cicolano e le spettacolari pendici del Monte Velino nel territorio di Massa d’Albe.
Si tratta di un itinerario tecnico e sfidante, pensato specificamente per biker allenati e con una buona padronanza del mezzo. Il fondo è estremamente vario e alterna tratti scorrevoli a passaggi decisamente più complessi: la presenza di un 36% di single track e di brevi segmenti in cui è necessario procedere con la bici a spalla esclude categoricamente l’utilizzo di biciclette gravel, rendendo la mountain bike (ammortizzata o biammortizzata) l’unica scelta adatta.
I numeri del percorso MTB
- Partenza e Arrivo: Sante Marie (AQ)
- Lunghezza complessiva: 216 km
- Dislivello totale: 5.630 m D+ / 5.630 m D-
- Quote altimetriche: Minima 580 m / Massima 1.570 m
- Tipologia di fondo: 44% strada bianca, 36% single track, 20% asfalto.
Tempi di percorrenza stimati in MTB
A seconda del proprio livello di preparazione fisica e dell’approccio al viaggio, il percorso può essere modulato in diverse giornate:
- 3-4 giorni: Per ciclisti e biker molto allenati, abituati a grandi dislivelli giornalieri.
- 4-5 giorni: Il ritmo ideale per gli appassionati che vogliono godersi il viaggio senza fretta.
- 5 giorni: Per chi preferisce un approccio più rilassato, riducendo i chilometri giornalieri a favore delle soste nei borghi.
Cosa vedere lungo il Cammino dei Briganti
Questo itinerario è una miniera di piccoli tesori nascosti, dove la storia medievale e le vicende dell’Ottocento si fondono con una natura prepotente. Ecco i punti di interesse più iconici da non perdere durante il viaggio:
- Sante Marie e il Museo del Brigantaggio: Il punto di inizio e fine dell’anello merita una visita approfondita, in particolare per il suo museo ospitato a Palazzo Colelli. È il luogo ideale per comprendere il contesto storico del cammino prima di allacciarsi gli scarponi.
- Il Borgo di Cartore: Un tempo vero e proprio covo della “Banda Berardino”, questo minuscolo villaggio in pietra era stato quasi del tutto abbandonato. Oggi è stato sapientemente recuperato ed è diventato il cuore pulsante e più suggestivo dell’intero cammino.
- La Riserva Naturale Montagne della Duchessa: Un’area protetta di straordinaria bellezza selvaggia. Da Cartore, i più allenati possono fare una deviazione verso lo splendido Lago della Duchessa (1.788 m), un catino glaciale racchiuso tra vette solitarie, raggiungibile attraverso il suggestivo Vallone di Fua.
- La Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta: Situata nei pressi di Rosciolo dei Marsi, proprio ai piedi del Monte Velino, questa chiesa romanica dell’XI secolo è un capolavoro assoluto. Custodisce al suo interno opere in legno e stucco di rara bellezza e un’atmosfera di profonda spiritualità.
- Alba Fucens (Massa d’Albe): Una sorpresa archeologica straordinaria a ridosso del percorso. Si tratta dei resti di un’antica città romana magnificamente conservati, con tanto di anfiteatro, foro e mura poligonali, dominati dalla silhouette imponente del Monte Velino.
- I Borghi del Cicolano e della Marsica: Paesi come Nesce, Poggiovalle, San Donato e Scanzano offrono uno spaccato d’Italia autentico e lontano dal turismo di massa, dove l’architettura in pietra racconta secoli di vita contadina e pastorale.
Difficoltà del Cammino dei Briganti: a chi è adatto?
Il Cammino dei Briganti è classificato con una difficoltà media (E – Escursionistico). Non presenta passaggi esposti, tratti alpinistici o difficoltà tecniche che richiedano l’uso delle mani o di attrezzatura specifica. I sentieri, le mulattiere e le carrarecce sono generalmente evidenti e la segnaletica (contraddistinta dalle scritte e dalle orme dei briganti) è ben posizionata.
Tuttavia, non bisogna sottovalutare l’impegno fisico richiesto:
- I dislivelli: Con circa 3.200 metri di dislivello positivo distribuiti sui 108 km del percorso, le gambe saranno messe alla prova da salite costanti, in particolare nella seconda metà del cammino (come il superamento del Passo Le Forche a 1.220 metri).
- La lunghezza delle tappe: Sebbene le prime giornate siano più brevi e graduali, le ultime tappe superano i 15 e i 20 chilometri.
- La variante del Lago della Duchessa: Se si decide di salire al lago durante la quarta tappa, la difficoltà passa da “Media” a “Impegnativa” (EE – Escursionisti Esperti) a causa del sentiero ripido e del forte dislivello aggiuntivo (+900 m in una sola escursione).
In conclusione, è un cammino perfetto per chi ha già un minimo di allenamento alla camminata in salita e sa gestire uno zaino sulle spalle per più giorni consecutivi. Per i principianti assoluti, il consiglio è quello di affrontare il percorso senza fretta, sfruttando la possibilità di spezzare le tappe più lunghe grazie alla fitta rete di accoglienza locale.

Quando partire per il Cammino dei Briganti
Il periodo migliore per percorrere il Cammino dei Briganti va da maggio a ottobre. Essendo un percorso che si sviluppa interamente in media montagna (tra i 600 e i 1.600 metri di quota), le stagioni intermedie e l’estate offrono le condizioni climatiche ideali.
Ecco cosa aspettarsi nei diversi mesi dell’anno:
- Primavera (Maggio – Giugno): È forse il momento più spettacolare. La natura si risveglia, le faggete si tingono di un verde intensissimo e i prati degli altopiani si riempiono di fioriture. Le temperature sono perfette per camminare, anche se le piogge primaverili possono essere frequenti.
- Estate (Luglio – Agosto): Le giornate sono lunghe e il meteo è generalmente stabile. Nelle ore centrali della giornata, specialmente nei tratti di fondovalle o esposti al sole, può fare molto caldo. È fondamentale partire presto al mattino, proteggersi dal sole e fare scorta d’acqua nei borghi.
- Autunno (Settembre – Ottobre): Un altro periodo magico, caratterizzato dal fenomeno del foliage. I boschi di castagno e le faggete virano verso tonalità calde come l’oro e il rosso. Le temperature iniziano a rinfrescare, specialmente la sera, regalando l’aria frizzante ideale per il trekking.
- Inverno (Novembre – Aprile): Fortemente sconsigliato a chi non ha esperienza di escursionismo invernale. Alle quote più alte (come il Passo Le Forche o la variante del Lago della Duchessa) la neve e il ghiaccio possono coprire interamente la segnaletica e rendere il percorso pericoloso. Inoltre, molte strutture ricettive locali potrebbero essere chiuse.
Attrezzatura consigliata per il cammino
Trattandosi di un trekking itinerante di 7 giorni in ambiente appenninico, la regola d’oro è: viaggiare leggeri, ma preparati a ogni cambio repentino di meteo. Lo zaino ideale non dovrebbe superare il 10-12% del tuo peso corporeo (circa 7-8 kg per la maggior parte dei camminatori).
Ecco la lista dell’equipaggiamento essenziale da mettere nello zaino:
Abbigliamento (sistema a strati)
- Calzature: Scarpe da trekking (o da trail running strutturate) già collaudate e con un buon grip. Evita assolutamente calzature nuove per scongiurare le vesciche.
- Calze tecniche: Almeno 2 o 3 paia di calze specifiche da trekking, traspiranti e rinforzate nei punti critici.
- Pantaloni: Un paio di pantaloni lunghi leggeri (o modulabili) e un paio di pantaloncini corti.
- Magliette tecniche: 2 o 3 t-shirt in tessuto sintetico o lana merino che si asciugano rapidamente.
- Strato termico: Un pile leggero o un piumino compatto per le serate fresche nei borghi o per le soste in quota.
- Guscio impermeabile: Una giacca antivento e antipioggia (tipo Gore-Tex) fondamentale in caso di temporali improvvisi.
Accessori e attrezzatura tecnica
- Zaino: Un modello da 35-45 litri con un buon fascione ventrale per scaricare il peso sui fianchi, completo di coprizaino impermeabile.
- Bastoncini da trekking: Altamente consigliati. Aiutano a distribuire il carico e salvaguardano le ginocchia sia durante le pendenze positive che nelle discese sterrate.
- Borraccia o sacca idrica: Almeno 1,5 o 2 litri di capacità. Troverai fontane nei paesi, ma ci sono lunghe tratte isolate in mezzo alla natura.
- Cappello e occhiali da sole: Indispensabili per le tappe più esposte, insieme a una crema solare protettiva.
Kit personale e orientamento
- Sacco lenzuolo: Obbligatorio se decidi di dormire nei rifugi o nelle strutture della microscopica accoglienza che lo richiedono.
- Kit di pronto soccorso: Cerotti per vesciche, disinfettante, bende elastica, antidolorifici e una pinzetta per le zecche.
- Powerbank: Fondamentale per mantenere carico lo smartphone, specialmente se lo utilizzi per seguire la traccia GPS.
- Mappa cartacea o Traccia GPX: Non affidarti solo alla segnaletica; avere la mappa ufficiale o la traccia caricata sul telefono garantisce la massima sicurezza in ogni momento.

Traccia GPX e Segnaletica: come orientarsi
Un’attenta pianificazione dell’itinerario è il primo passo per un viaggio sicuro e piacevole. Il Cammino dei Briganti si sviluppa su sentieri di montagna e strade sterrate che richiedono strumenti affidabili per l’orientamento, specialmente in caso di nebbia o maltempo a quote più elevate.
La segnaletica sul percorso
La rete sentieristica del cammino è generalmente ben tracciata e facile da seguire. Lungo l’intero anello troverai cartelli in legno e i classici segni di vernice bianco-rossi, spesso accompagnati da un simbolo inconfondibile: la sagoma stilizzata del brigante o l’orma stilizzata del suo cammino.
Anche se la segnaletica nei pressi dei borghi e sui sentieri principali è frequente, in alcuni passaggi all’interno delle faggete fitte o sugli altopiani più aperti i segni possono risultare meno visibili. Per questo motivo, non bisogna mai affidarsi esclusivamente alla segnaletica visiva.
Visualizza la mappa interattiva
Per farti un’idea chiara dell’itinerario, delle distanze e del profilo altimetrico prima di metterti in marcia, puoi consultare la mappa interattiva di Komoot che trovi qui sotto: uno strumento utilissimo per studiare a colpo d’occhio la forma dell’anello ed esplorare in anteprima i borghi del viaggio, ricordando però che questa mappa digitale funge da riferimento visivo di orientamento generale e che per la navigazione sul campo è sempre fondamentale fare affidamento esclusivo sulle tracce GPX ufficiali e aggiornate scaricabili dal sito del Cammino dei Briganti.
Mappa e tappe interattive a cura della community di Komoot (Raccolta pubblica aggiornata).
Come scaricare la traccia GPX ufficiale
Trattandosi di un percorso che attraversa territori montani e riserve naturali a cavallo tra due regioni, le tracce possono subire leggere variazioni o deviazioni temporanee nel corso dell’anno (dovute a manutenzione dei sentieri o eventi naturali).
📍 Per garantirti la massima sicurezza e camminare sempre sul tracciato più aggiornato, ti consigliamo di scaricare i file GPX aggiornati direttamente dal sito ufficiale del Cammino dei Briganti. In questo modo avrai la certezza di caricare sul tuo smartphone o dispositivo GPS la versione ufficiale, comprensiva di tutte le varianti attive.
Dove dormire lungo il Cammino dei Briganti
L’ospitalità lungo questo percorso è uno degli aspetti più autentici dell’intera esperienza. Qui non troverai grandi catene alberghiere o resort di lusso, ma una rete diffusa di microscopica accoglienza: piccoli B&B, stanze messe a disposizione dai residenti nei borghi, agriturismi a gestione familiare, ex scuole ristrutturate e tappe-posto. Dormire nelle strutture del cammino significa sostenere direttamente l’economia di questi piccoli paesi dell’Appennino, contrastandone lo spopolamento.
Come funziona l’accoglienza e la prenotazione
Il Cammino dei Briganti è diventato molto frequentato, soprattutto nei periodi di alta stagione (primavera, ponti festivi ed estate). Poiché la disponibilità di posti letto nei borghi più piccoli è limitata, è assolutamente indispensabile prenotare con largo anticipo, anche diversi mesi prima della partenza.
Le opzioni per il pernottamento si dividono principalmente in tre tipologie:
- Strutture convenzionate e B&B: Case private e piccoli alloggi dove l’accoglienza è calorosa e familiare. Spesso i gestori offrono anche la cena o la colazione a base di prodotti tipici locali.
- Tappe-posto e Rifugi: Soluzioni più spartane ed economiche, ottime per i camminatori che cercano l’essenziale. In alcune di queste strutture è obbligatorio l’uso del proprio sacco lenzuolo e degli asciugamani.
- Tenda (Campeggio libero): Per chi ama l’avventura, il campeggio libero è tollerato solo dal tramonto all’alba e fuori dalle aree protette dove è espressamente vietato (come il nucleo della Riserva delle Montagne della Duchessa, dove vigono regole molto rigide). Lungo il percorso ci sono comunque alcune aree sosta attrezzate per le tende nei pressi delle strutture ricettive.
Come arrivare a Sante Marie e tornare al punto di partenza
Uno dei grandi vantaggi del Cammino dei Briganti è la sua struttura ad anello: il percorso inizia e si conclude esattamente nello stesso luogo, il borgo di Sante Marie (in provincia dell’Aquila, in Abruzzo). Questo rende la logistica del viaggio estremamente comoda, sia che si decida di muoversi in automobile sia con i mezzi pubblici (treno o autobus).
In Automobile (Dove lasciare la macchina)
Raggiungere Sante Marie in auto è molto semplice, grazie alla vicinanza con l’autostrada A24 (Roma-L’Aquila-Teramo) e la A25 (Torano-Pescara).
- Da Roma: Prendi l’autostrada A24, imbocca l’uscita in direzione Carsoli/Oricola e prosegui lungo la strada statale Tiburtina Valeria seguendo le indicazioni per Sante Marie (circa 15-20 minuti dal casello).
- Da Pescara/Chieti: Prendi la A25, esci ad Avezzano e prosegui sulla superstrada del Liri (SS690) in direzione Tagliacozzo, per poi raggiungere Sante Marie tramite la viabilità locale.
- Dove parcheggiare: Nel borgo di Sante Marie sono presenti diversi parcheggi pubblici gratuiti e non custoditi dove è possibile lasciare l’automobile in totale sicurezza per tutta la durata del cammino (solitamente 7 giorni). Molti camminatori lasciano l’auto nei pressi della piazza principale o vicino all’ufficio del cammino.
In Treno e Autobus (Mezzi pubblici)
Se preferisci viaggiare in modalità sostenibile e senza auto, i mezzi pubblici sono un’ottima opzione grazie ai collegamenti ferroviari.
- In Treno: Sante Marie è dotata di una propria stazione ferroviaria (Stazione di Sante Marie), situata sulla linea ferroviaria Roma-Avezzano-Sulmona-Pescara. I treni regionali partono regolarmente dalla stazione di Roma Tiburtina o Roma Termini. Dalla stazione di Sante Marie al centro del borgo (punto di partenza effettivo) c’è una camminata in salita di circa 1,5 km, ottima come riscaldamento prima del cammino.
- La variante Tagliacozzo: Poiché non tutti i treni regionali veloci fermano alla piccola stazione di Sante Marie, una validissima alternativa è scendere alla vicina e più grande stazione di Tagliacozzo (linea Roma-Pescara). Da Tagliacozzo puoi raggiungere Sante Marie in pochi minuti utilizzando i bus locali (linee TUA Abruzzo) oppure, se arrivi di domenica quando i bus sono meno frequenti, prendendo un taxi locale.
Come tornare al punto di partenza a fine cammino
Poiché la settima e ultima tappa si conclude a piedi esattamente a Sante Marie, una volta tagliato il traguardo ti troverai già al punto di partenza. Non avrai bisogno di navette, taxi o transfer: riprenderai la tua auto direttamente dove l’hai lasciata o potrai incamminarti verso la stazione ferroviaria per il rientro a casa.
L’acqua lungo il cammino: fonti e fontane
Gestire correttamente le proprie scorte d’acqua è un aspetto fondamentale per la sicurezza e il comfort di ogni escursionista, in particolare durante le calde giornate estive. Il Cammino dei Briganti attraversa un territorio montano in cui la presenza di acqua potabile è strettamente legata all’attraversamento dei centri abitati.
Nei piccoli borghi in pietra che toccano le varie tappe la presenza di fontane pubbliche è quasi sempre garantita. Tuttavia, una volta usciti dai paesi per addentrarsi nelle faggete, negli altopiani o lungo i crinali della Riserva delle Montagne della Duchessa, la possibilità di rifornirsi si riduce drasticamente o si azzera del tutto.
Consigli pratici per i viandanti
- Capacità minima: Non partire mai al mattino con meno di 1,5 o 2 litri d’acqua a persona (da aumentare a 3 litri in piena estate).
- Fai il pieno nei borghi: Prendi l’abitudine di riempire borracce e sacche idriche in ogni paese che attraversi, anche se pensi di averne ancora a sufficienza.
- Attenzione alle sorgenti isolate: Lungo i sentieri di montagna potresti incontrare vecchi fontanili o abbeveratoi per il bestiame. Non sempre quest’acqua è controllata o batteriologicamente pura, quindi è preferibile consumare solo l’acqua delle fontane di paese.
Poiché la disponibilità di alcune fonti montane può variare in base alla stagione e ai periodi di siccità, per consultare la mappa e l’elenco aggiornato e dettagliato di tutti i punti di approvvigionamento attivi sul percorso, ti invitiamo a visitare la sezione dedicata a fonti e fontane sul sito ufficiale del Cammino dei Briganti.
Il Salvacondotto: la credenziale del Cammino dei Briganti
Come ogni grande itinerario che si rispetti, anche questo percorso ha il suo “passaporto del camminatore“. Nel caso del Cammino dei Briganti, la credenziale ufficiale prende il nome storico di Salvacondotto.
Il nome non è affatto casuale: nell’Ottocento, il salvacondotto era un documento reale o pontificio indispensabile per attraversare indenni le terre di frontiera tra lo Stato della Chiesa e il Regno delle Due Sicilie, evitando di essere arrestati dalle guardie o assaltati dai fuorilegge. Oggi, questo documento cartaceo è diventato il simbolo del viaggio e il testimone dei tuoi passi.
A cosa serve e perché è importante
Il Salvacondotto non è essenziale, ma ha una sua funzione simbolica:
- La raccolta dei timbri: In ogni borgo in cui ti fermerai a dormire, a mangiare o semplicemente a bere un caffè, potrai richiedere il timbro (la “gufa”) da apporre sul tuo documento. Saranno i negozianti, i baristi e i gestori delle strutture a certificare il tuo passaggio, trasformando il Salvacondotto nel ricordo più prezioso del tuo viaggio.
Dove e come richiedere il Salvacondotto
Il Salvacondotto viene rilasciato ufficialmente a Sante Marie, il punto di partenza dell’anello.
Prima di metterti in cammino lungo la prima tappa, dovrai recarti presso l’Ufficio della Rete dei Cammini nel centro del borgo. Qui, oltre a ricevere il documento cartaceo, i volontari ti forniranno le ultime informazioni aggiornate sullo stato dei sentieri, sul meteo e sulla disponibilità delle fonti d’acqua.
Nota per i viandanti: Al termine dei 100 chilometri, una volta completato l’anello e tornati a Sante Marie, mostrando il Salvacondotto completo di tutti i timbri delle tappe riceverai l’attestato ufficiale di avvenuto cammino.
Domande Frequenti (FAQ) sul Cammino dei Briganti
L’itinerario a piedi classico si sviluppa in 7 tappe ed è pensato per essere percorso in 7 giorni. Tuttavia, i camminatori più allenati e con un passo veloce possono accorpare le prime tappe (che sono più brevi) e completare l’anello in 5 o 6 giorni. Se decidi di percorrerlo in mountain bike (MTB), sono necessari dai 3 ai 5 giorni a seconda del livello di allenamento.
Sì, il cammino è accessibile ai cani, ma con alcune importanti avvertenze. Durante l’attraversamento della Riserva Naturale Montagne della Duchessa vigono regole molto rigide per la tutela della fauna selvatica (tra cui la presenza dell’orso e del lupo), quindi è obbligatorio tenere il cane al guinzaglio. Inoltre, lungo il percorso è frequente l’incontro con cani da guardiania a protezione delle greggi: è importante sapere come comportarsi. Ricorda infine di verificare in anticipo che le strutture ricettive dove deciderai di pernottare accettino gli animali.
No, la variante cicloturistica del Cammino dei Briganti non è adatta alle biciclette gravel. Il tracciato presenta una percentuale molto alta di single track montani (circa il 36%), pietraie, tratti sconnessi e pendenze importanti che richiedono obbligatoriamente una mountain bike (MTB), preferibilmente ammortizzata o biammortizzata, e una buona tecnica di guida.
Sì, il percorso è assolutamente adatto anche a chi viaggia in modalità bikepacking o trekking con la propria tenda, ma ci sono regole precise da seguire. Per garantire la massima igiene e il rispetto del territorio, l’organizzazione del cammino ha predisposto degli spazi tenda dedicati e gestiti, provvisti di servizi igienici.
Poiché la disponibilità di questi spazi è a numero chiuso per evitare ingorghi e sovraffollamenti nei piccoli borghi, è fortemente consigliato (e quasi indispensabile nei periodi di alta stagione) pianificare le soste e dormire esclusivamente all’interno di queste aree attrezzate. Si ricorda inoltre che il campeggio libero è severamente vietato all’interno della zona di riserva integrale delle Montagne della Duchessa (compreso lo splendido scenario del Lago della Duchessa).
Conclusione
Il Cammino dei Briganti è uno di quei percorsi che non si raccontano solo per i panorami, ma per l’atmosfera che riescono a creare. Un Appennino più intimo, fatto di silenzi, passaggi lenti e comunità piccole ma presenti, dove il cammino diventa soprattutto esperienza di spazio e tempo.
Tra storia di confine e natura essenziale, questo itinerario rappresenta una delle espressioni più autentiche dell’Appennino centrale.
CREDITS IMMAGINE DI COPERTINA: Panorama del Cicolano di Feanor 981


