Il 2025 è stato un anno di svolta per i cammini in Italia. Il settore, che fino a pochi anni fa veniva considerato una nicchia legata soprattutto al pellegrinaggio o al trekking lento, oggi mostra numeri da comparto turistico maturo, con ricadute importanti sui territori attraversati, in particolare borghi, aree interne e piccoli comuni.
A fotografare questa crescita è la nona edizione del dossier “Italia, Paese di Cammini”, realizzato da Terre di mezzo Editore e presentato nell’ambito della fiera Fa’ la cosa giusta!. L’indagine 2025 si basa sui dati forniti dai cammini italiani, sulle credenziali e sui Testimonium consegnati, oltre che su 4.328 questionari compilati dai camminatori. Per la prima volta, il dossier integra anche il contributo del CAST – Centro di studi avanzati sul turismo dell’Università di Bologna, utile per stimare con maggiore precisione l’impatto economico generato dal settore.

Oltre 300 mila camminatori nel 2025
Il dato più rilevante riguarda il numero di persone che si sono messe in cammino: secondo il dossier, nel 2025 i camminatori in Italia sono stati almeno 300.046. Si tratta di una stima costruita incrociando il numero delle credenziali rilasciate con le risposte ai questionari raccolti da Terre di mezzo.
Il confronto con l’anno precedente mostra una crescita molto forte: nel 2024 i camminatori certificati erano stati 191.465, mentre nel 2025 si registra un aumento di circa +56%. La crescita era già evidente negli anni precedenti: +29% nel 2024 e +24,4% nel 2023, ma il 2025 segna un salto più deciso.
Questo incremento non dipende solo dall’aumento della domanda, ma anche dalla crescita dell’offerta. Nel 2025 sono stati censiti 250 cammini in Italia, contro i 160 del 2024; tra questi, 160 cammini hanno risposto fornendo dati, mentre nel 2024 erano stati 122. Il quadro è quindi quello di un sistema sempre più strutturato, ma ancora in evoluzione.
Quanto camminano i viandanti
Secondo il dossier, la durata media di un cammino nel 2025 è stata di 7,4 giorni, un dato quasi identico a quello del 2024, quando la media era di 7,5 giorni. Terre di mezzo specifica che si tratta di una valutazione prudenziale: un campione più ristretto porterebbe la media a 9,1 giorni, con conseguenze ancora più rilevanti sull’impatto economico.
Partendo dalla media prudenziale di 7,4 giorni, il comparto dei cammini a piedi avrebbe generato nel 2025 almeno 2.476.880 pernottamenti annui. È un dato particolarmente significativo perché i pernottamenti lungo i cammini non si concentrano solo nelle grandi città, ma distribuiscono presenze e spesa lungo piccoli centri, aree rurali, borghi montani e territori spesso lontani dai flussi turistici tradizionali.
La spesa dei camminatori e l’impatto sui territori
Un altro dato centrale riguarda la spesa media giornaliera. Dal questionario emerge che ogni camminatore spende in media 87,29 euro al giorno, esclusi i costi del viaggio per raggiungere il punto di partenza e gli acquisti effettuati prima della partenza. Applicando questa cifra al numero stimato di pernottamenti, la spesa diretta complessiva dei camminatori nel 2025 è stata stimata in almeno 216.206.836 euro.
Grazie al contributo del CAST dell’Università di Bologna, il dossier prova poi a stimare l’impatto economico complessivo, considerando anche effetti indiretti e indotti. Utilizzando un moltiplicatore del reddito di tipo II pari a 1,566, riferito all’Italia nel 2023, l’impatto complessivo generato dai cammini sui territori viene stimato in almeno 336,4 milioni di euro.
Questo dato aiuta a comprendere perché i cammini non siano più soltanto un’esperienza individuale o spirituale, ma anche uno strumento di sviluppo locale. Ogni camminatore dorme, mangia, acquista prodotti, utilizza servizi, visita musei, chiese e aree archeologiche. In molti casi, la sua spesa arriva in territori marginali, dove anche piccoli flussi possono fare la differenza.

Chi sono i camminatori del 2025
Il dossier evidenzia anche alcuni cambiamenti nell’identikit dei camminatori. Nel 2024 le donne rappresentavano la maggioranza, con il 51% del totale. Nel 2025 si registra invece una lieve inversione: gli uomini arrivano al 51,4%. Il dato non indica un cambiamento radicale, ma mostra una distribuzione ormai quasi equilibrata tra uomini e donne.
Un altro dato interessante riguarda l’età: il 27% dei camminatori ha meno di 45 anni. Questo conferma che i cammini non attraggono solo pensionati o persone con molto tempo libero, ma anche adulti più giovani, lavoratori, coppie, gruppi di amici e persone che scelgono viaggi brevi ma intensi.
Quanto alla provenienza, le regioni da cui arrivano più camminatori sono Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. È un dato coerente con la presenza di aree molto popolose, con una forte tradizione escursionistica e con una buona accessibilità ai principali cammini del Nord e del Centro Italia.
Il ruolo del Giubileo e dei cammini verso Roma
Il 2025 è stato anche l’anno del Giubileo, e questo ha inciso sui percorsi che hanno Roma come meta. Il dossier segnala una crescita molto forte dei Testimonium consegnati presso la Basilica di San Pietro ai camminatori arrivati a piedi a Roma, in particolare lungo la Via Francigena e la Via Romea Strata. Nel 2024 erano stati 5.576, mentre nel 2025 sono saliti a 12.038, più del doppio.
Il Testimonium è il documento che certifica il pellegrinaggio compiuto fino a Roma. La Basilica di San Pietro indica che i pellegrini possono richiederlo presso il punto di accoglienza dedicato, dopo aver percorso il tratto richiesto e presentato la credenziale timbrata.
Il dato romano va quindi letto in due modi: da un lato conferma l’effetto trainante del Giubileo, dall’altro mostra come i cammini religiosi e spirituali continuino a essere una componente importante del turismo lento italiano.
Credenziali, dati e limiti della rilevazione
I numeri dei cammini sono importanti, ma vanno interpretati correttamente. Il dato sui camminatori non corrisponde a un censimento assoluto di tutte le persone che camminano in Italia. Molti viandanti, infatti, percorrono cammini senza richiedere una credenziale o senza ritirare un Testimonium finale.
Proprio per questo il dossier incrocia più fonti: credenziali, Testimonium, dati forniti dai cammini e questionari compilati dai camminatori. Alcune analisi del settore sottolineano che i dati basati su credenziali e passaporti del pellegrino devono essere letti come stime, non come valori assoluti.
Questo non riduce l’importanza del dato, ma lo rende più chiaro: i 300.046 camminatori rappresentano una stima minima e ragionata, non necessariamente il totale reale di tutte le persone che hanno camminato lungo itinerari italiani nel 2025.
Un Paese sempre più attraversato dai cammini
Il dossier 2025 mostra una tendenza ormai consolidata: l’Italia è sempre più un Paese di cammini. L’aumento dei percorsi censiti, la crescita delle credenziali, l’incremento dei Testimonium e il valore economico generato indicano che il turismo a piedi è entrato in una fase nuova.
Non si tratta più soltanto dei grandi itinerari noti, come la Via Francigena o i cammini francescani. Accanto ai percorsi più conosciuti crescono anche i cammini minori, spesso legati a territori specifici, borghi, aree interne, parchi naturali, tradizioni religiose o identità locali.
La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa crescita in qualità: segnaletica chiara, accoglienza diffusa, manutenzione dei tracciati, dati aggiornati, accessibilità, tutela ambientale e coordinamento tra enti locali, associazioni e operatori turistici.
Il 2025 conferma dunque che camminare non è più solo una scelta individuale di lentezza e benessere. È anche un fenomeno culturale, turistico ed economico che attraversa l’Italia, porta valore nei territori e racconta un modo diverso di viaggiare: più lento, più consapevole e più vicino ai luoghi.


