L’Alta Via dei Monti Liguri è uno dei trekking più spettacolari e sottovalutati d’Italia. Attraversa tutta la Liguria da ovest a est seguendo i crinali montuosi che separano il mare dalle Alpi e dall’Appennino.
Il percorso collega Ventimiglia a Ceparana per oltre 400 km tra panorami sul Mediterraneo, faggete, antiche strade militari e piccoli borghi di montagna.
Rispetto ad altri cammini italiani, l’Alta Via dei Monti Liguri offre una forte componente escursionistica ma con tappe generalmente meno tecniche rispetto ai trekking alpini più impegnativi.
Nota importante per i camminatori: I cammini sono realtà dinamiche. I percorsi possono subire variazioni nel tempo a causa del meteo o di modifiche della viabilità locale. Prima di metterti in viaggio, ti consigliamo di verificare sempre lo stato del sentiero e le tracce aggiornate contattando gli enti locali, i comuni attraversati o i canali ufficiali del cammino.
Scheda tecnica dell’Alta Via dei Monti Liguri
Un viaggio in tre atti: dalle Alpi agli Appennini
Affrontare l’Alta Via dei Monti Liguri significa attraversare un intero ecosistema in continuo mutamento. Anche se la Liguria è famosa per le sue spiagge, questo percorso ti catapulterà in una dimensione parallela e selvaggia, dove il paesaggio cambia radicalmente chilometro dopo chilometro:
- Il tratto occidentale (Alpi Liguri): La prima parte del viaggio è la più alta, aspra e montanara. Qui si cammina su vette che superano i 2.000 metri, tra antiche fortificazioni militari di confine e fitti boschi di conifere.
- Il tratto centrale (I Piani di Praglia e il Beigua): Il sentiero si addentra in altipiani erbosi e parchi naturali unici, dove la roccia scura e i prati sembrano quasi scozzesi, ma con la costante presenza del mare azzurro che brilla poche centinaia di metri più in basso.
- Il tratto orientale (Appennino e Val di Vara): L’ultima parte scivola dolcemente verso la Toscana. Il paesaggio si ammorbidisce tra immense faggete, storici passi appenninici e storici borghi medievali in pietra.
Ufficialmente il percorso è suddiviso in 44 tappe istituzionali, pensate per essere modulate in base al proprio allenamento. Di seguito trovi la struttura della prima parte del cammino, quella che si snoda nel cuore delle Alpi Liguri.

Il Percorso dell’Alta Via: Guida Tappa per Tappa
L’itinerario istituzionale dell’Alta Via dei Monti Liguri è suddiviso ufficialmente in 44 tappe. Questa frammentazione così dettagliata è nata storicamente per permettere a chiunque di trovare un punto di appoggio, una locanda o un rifugio al termine di ogni sezione, evitando chilometraggi eccessivi.
Se hai un buon allenamento o viaggi in totale autonomia con la tenda, puoi facilmente accorpare più tappe tra loro. Per comprendere al meglio la geografia e i cambiamenti di paesaggio di questo lunghissimo viaggio, il cammino viene suddiviso ufficialmente in 3 grandi Settori.
1. Settore Occidentale: Le Alpi Liguri (Tappe 1 – 7)
È la sezione prettamente “alpina“, la più alta, aspra e impegnativa dell’intero cammino. Partendo dal livello del mare di Ventimiglia, il sentiero sale rapidamente superando i 1.500 metri di quota e toccando il punto più alto dell’intera Alta Via: la vetta del Monte Saccarello (2.201 m). Il paesaggio è dominato da praterie d’alta quota, fitti boschi di conifere e imponenti fortificazioni militari ottocentesche lungo il confine francese.
2. Settore Centrale: Dal Savonese al Genovesato (Tappe 8 – 23)
È il settore più lungo del cammino. Al Colle di Cadibona si consuma lo storico passaggio dalle Alpi agli Appennini. Le quote si fanno più dolci (stabili tra gli 800 e i 1.300 metri) ma i panorami diventano spettacolari: attraversando il Beigua Geopark e i Piani di Praglia, si cammina su praterie erbose sospese direttamente sopra il mare, con la costa savonese e il porto di Genova visibili a occhio nudo proprio sotto i piedi.
3. Settore Orientale: Il Levante e la Val di Vara (Tappe 24 – 44)
L’ultimo atto si sviluppa interamente nell’Appennino di Levante. Il tracciato assume un carattere decisamente isolato e selvaggio, immergendosi in immense foreste demaniali (come la Foresta delle Lame) e aggirando l’imponente barriera di roccia del Monte Zatta. Superati i valichi d’alta quota che guardano verso l’Emilia e le Alpi Apuane, il sentiero scende progressivamente lungo i crinali della verdissima Val di Vara per terminare definitivamente nella piana di Ceparana, al confine con la Toscana.

L’Alta Via dei Monti Liguri in MTB: Una sfida epica su due ruote
L’Alta Via dei Monti Liguri non è solo un paradiso per i trekker, ma rappresenta anche uno dei percorsi cicloturistici montani più spettacolari e impegnativi d’Europa. Percorrerla in Mountain Bike (o in sella a una moderna E-MTB con una buona scorta di batterie) significa vivere un’avventura totale lungo una linea di cresta che unisce mulattiere storiche, ex strade militari dell’Ottocento, single track tecnici e praterie d’alta quota.
Tuttavia, gli organi ufficiali e il CAI sottolineano che l’Alta Via in bici richiede un ottimo allenamento fisico e una solida tecnica di guida. Il terreno varia repentinamente e sa essere severo. Nel Settore Occidentale, la verticalità delle Alpi Liguri impone tratti di vero e proprio portage (bici in spalla). In particolare, il celebre Sentiero degli Alpini (tappa 4) è tassativamente vietato alle biciclette a causa della sua forte esposizione e del fondo sconnesso. Per i ciclisti, l’itinerario ufficiale della Regione Liguria prevede una Variante Ciclabile che aggira i punti critici alpini sfruttando le spettacolari rotabili militari ex-francesi e il Colle di Tenda.
Le cose cambiano marcia a partire dal Settore Centrale e Orientale: qui il percorso diventa quasi interamente ciclabile, molto più scorrevole e divertente, sviluppandosi su ampie piste forestali e strade carrabili sterrate (meravigliose quelle che attraversano la faggeta del Melogno e i forti della Barbottina). Se decidi di affrontarla in E-Bike, la pianificazione dei punti tappa diventa cruciale per la ricarica delle batterie: l’Associazione ufficiale dell’Alta Via segnala sul proprio portale i rifugi e i punti di sosta attrezzati per il cicloturismo. In ogni caso, completare l’Alta Via in sella è un’esperienza unica che unisce in poche pedalate l’aria frizzante delle vette alpine al profumo della macchia mediterranea.
Cosa Vedere lungo il Cammino: I tesori dell’Alta Via
Camminare (o pedalare) lungo l’Alta Via dei Monti Liguri significa attraversare un immenso museo a cielo aperto dove la geologia, la storia e la natura si fondono su ogni crinale. Ecco le attrazioni e i punti d’interesse ufficiali più straordinari segnalati lungo il viaggio:
- Le Fortificazioni Militari e le Linee di Confine: Lungo quasi tutto l’itinerario, con picchi monumentali nel Ponente e nel Savonese, incrocerai i giganti di pietra del passato. Forti ottocenteschi perfettamente conservati (come i Forti del Melogno o le casermette di Colle di Nava) e trincee della Seconda Guerra Mondiale testimoniano l’importanza strategica di queste creste, offrendo passaggi escursionistici carichi di atmosfera.
- Il Beigua Geopark (UNESCO): Nel Settore Centrale attraverserai un altopiano roccioso unico al mondo. Il Monte Beigua è un geoparco globale protetto dall’UNESCO, famoso per i suoi blockfield (immense distese di massi millenari originati dalle glaciazioni), le sue brughiere ventose e i canyon selvaggi. È il punto in cui la montagna si avvicina di più al Mar Ligure: si cammina a più di 1.000 metri di quota con lo sguardo rivolto direttamente sul porto di Genova e sul Golfo Ligure.
- Le Antiche Neviere dell’Appennino: Nelle tappe che costeggiano il Genovesato e il Levante, in prossimità dei vecchi valichi (come il Passo della Bocchetta e la Colla di Praglia), potrai scorgere le neviere. Si tratta di profonde cavità circolari scavate nel terreno e rivestite di pietra. Nei secoli passati, gli abitanti dell’entroterra vi stipavano la neve invernale per trasformarla in blocchi di ghiaccio, che venivano poi trasportati a dorso di mulo di notte fino a Genova per rifornire i mercati e le navi della Repubblica.
- Le Foreste Monumentali (Melogno, Barbottina e Zatta): L’Alta Via attraversa polmoni verdi di valore inestimabile. Incontrerai la Foresta della Barbottina (all’interno del demanio del Melogno, Savona) e la monumentale faggeta del Monte Zatta (a Levante), dove crescono faggi secolari altissimi che creano delle vere e proprie cattedrali verdi naturali, famose per i colori spettacolari del foliage autunnale.
- I Borghi dell’Ospitalità Alta Via: Sebbene il sentiero resti in quota, l’Alta Via è collegata da una fitta rete di mulattiere a piccoli paesi medievali arroccati. Luoghi come Realdo (il paese brigasco arroccato sulla roccia nel Ponente), Zuccarello o i borghi di pietra della Val di Vara meritano una deviazione per scoprire l’autentica accoglienza ligure, spesso certificata dalle strutture che espongono il marchio ufficiale di qualità del cammino.
Difficoltà e Sicurezza: Cosa sapere prima di partire
L’Alta Via dei Monti Liguri non è una semplice passeggiata collinare: è un vero trekking di montagna che richiede consapevolezza e preparazione. Sebbene la maggior parte del tracciato si sviluppi su comode mulattiere, piste forestali e sentieri ben tracciati, il livello di impegno varia notevolmente a seconda del settore.
- La classificazione ufficiale: La quasi totalità delle 44 tappe è classificata dagli organi ufficiali con difficoltà E (Escursionistico). Tuttavia, ci sono eccezioni importanti. Il Settore Occidentale (Alpi Liguri) presenta tratti con pendenze severe e passaggi classificati EE (Escursionisti Esperti), in particolare nei passaggi più esposti e aerei a ridosso del Monte Toraggio.
- L’insidia meteo della “Nebbia della Maccaja”: È uno dei pericoli maggiori e più sottovalutati, tipico del Settore Centrale (Savonese e Genovesato). A causa dello scontro tra l’aria calda del mare e le correnti fredde di montagna, sul crinale può salire in pochi minuti una nebbia fittissima (la maccaja) che azzera completamente la visibilità. In questi momenti, orientarsi senza una traccia GPS o una mappa fisica diventa estremamente difficile.
- Innevamento e ghiaccio: Nei mesi invernali e all’inizio della primavera, il Settore Occidentale (sopra i 1.500-2.000 metri) è soggetto a forti nevicate. Affrontare il tratto alpino o i massicci dell’Appennino di Levante (come il Monte Aiona) in inverno richiede attrezzatura alpinistica (ramponi e piccozza) e ottime capacità di lettura del manto nevoso.
- La segnaletica ufficiale: Il percorso è interamente marcato dal segnavia ufficiale: un rettangolo rosso con una scia bianca centrale (bandierina rosso-bianco-rosso), spesso accompagnato dalla sigla “AV” in vernice o su cartelli metallici. La manutenzione è costante, ma nei tratti di prateria d’alta quota i paletti segnaletici possono essere abbattuti dal vento o coperti dalla vegetazione estiva.
Quando Partire: La stagione ideale per l’Alta Via
La Liguria gode di un clima mediterraneo sulla costa, ma l’Alta Via si sviluppa interamente sui crinali montani, dove le condizioni sono prettamente alpine o appenniniche. Questo significa che l’itinerario può essere percorso quasi tutto l’anno, ma cambiano drasticamente i settori accessibili.
Inverno (Novembre – Aprile): Per escursionisti esperti. Il cammino integrale in inverno è sconsigliato a causa della neve e del ghiaccio sulle Alpi Liguri. Tuttavia, le tappe collinari del primo Ponente (vicino Ventimiglia) e del basso Levante (vicino La Spezia) restano fattibili e offrono splendide camminate invernali scaldate dal sole costiero.
Primavera (Maggio – Giugno): La stagione perfetta. È in assoluto il periodo migliore per mettersi in cammino. Le giornate sono lunghe, le temperature sono ideali per camminare senza soffrire il caldo e la natura dell’entroterra ligure è in piena fioritura.
Attenzione: A maggio, nel Settore Occidentale, potrebbero essere ancora presenti accumuli di neve dura nei canaloni esposti a nord sotto il Monte Saccarello.
Estate (Luglio – Agosto): Attenzione a caldo e acqua. L’estate è ottima per il Settore Occidentale (Alpi Liguri), dove l’aria resta frizzante grazie alla quota elevata. Diventa invece molto faticosa nei settori Centrale e Orientale: camminare sui crinali appenninici sotto il sole battente, con temperature elevate e una forte umidità, aumenta il rischio di disidratazione (reso ancora più critico dalla scarsità di fonti d’acqua). Se parti in estate, evita le ore centrali e monitora i temporali pomeridiani, che in quota sanno essere improvvisi e violenti.
Autunno (Settembre – Ottobre): Il fascino del foliage. Settembre e la prima metà di ottobre offrono giornate limpide (con una visibilità eccezionale sul mare) e temperature fresche. È il momento magico per attraversare le grandi foreste demaniali del Melogno e dello Zatta, che regalano uno spettacolo di colori incredibile. Da fine ottobre, però, aumentano sensibilmente le giornate di pioggia e le temperature in quota scendono rapidamente.

Attrezzatura Consigliata: Cosa mettere nello zaino
L’Alta Via dei Monti Liguri richiede un equipaggiamento leggero ma estremamente versatile. Ricorda la regola d’oro del trekking itinerante: il peso dello zaino non dovrebbe mai superare il 10% del tuo peso corporeo. Muovendoti su crinali esposti a repentine variazioni meteo, l’organizzazione del materiale è la chiave per camminare in sicurezza.
Abbigliamento e Calzature
- Scarpe da trekking: Scegli uno scarpone da escursionismo leggero o una scarpa da trail/approach con una suola dal grip eccellente (Vibram o similari). Il fondo ligure è spesso composto da pietre smosse e rocce calcaree o argillose che diventano scivolose con l’umidità.
- Vestizione a strati: Anche in piena estate, porta sempre con te un guscio impermeabile antivento (tipo Gore-Tex), uno strato termico leggero (piumino compatto o pile) e una maglia termica di ricambio. Sul crinale il vento marino può abbassare la temperatura percepita in pochi minuti.
- Pantaloni: Lunghi o modulari. La vegetazione in alcune tappe meno frequentate (specie a Levante) può essere fitta di rovi e arbusti spinosi.
Accessori Indispensabili
- Bastoncini da trekking: Altamente raccomandati. Ti salveranno le articolazioni nelle lunghe e ripide discese che caratterizzano i passaggi dai crinali ai valichi stradali.
- Powerbank capiente (almeno 10.000 mAh): Fondamentale per mantenere carico lo smartphone, che userai per l’orientamento GPS. In molti rifugi isolati o se decidi di bivaccare in tenda, non avrai accesso alla rete elettrica per ore.
- Sacca idrica o borracce: Come abbiamo visto nella sezione dedicata, la gestione idrica è cruciale. Attrezzati per poter trasportare almeno 2,5 litri d’acqua nei settori più aridi.
- Filtro per l’acqua o pastiglie potabilizzanti: Un salvavita nel Settore Orientale e Centrale per attingere in sicurezza dalle sorgenti secondarie nei pressi dei pascoli.
Segnaletica e Tracce GPX
Orientarsi sull’Alta Via è generalmente semplice grazie al lavoro costante dei volontari, ma la prudenza non è mai troppa, soprattutto quando cala la nebbia o ci si ritrova su pianori erbosi dove il sentiero tende a scomparire.
Come seguire il sentiero sul campo
La segnaletica ufficiale dell’Alta Via è tonda e inconfondibile: è composta da un rettangolo rosso con una striscia bianca centrale (rosso-bianco-rosso), spesso accompagnato dalla sigla “AV” stampata in bianco o in nero. Troverai questo simbolo dipinto sulle rocce, sui tronchi degli alberi e sui cartelli indicatori in legno posizionati ai bivi principali, che riportano anche i tempi di percorrenza stimati e i nomi dei posti tappa.
Tracce GPX Ufficiali
Sebbene il percorso sia ben tracciato, avere le tracce sul proprio smartphone o sportwatch è indispensabile. Per evitare errori o percorsi obsoleti modificati di recente a causa di frane o cambi di proprietà, scarica sempre i file GPX esclusivamente dal portale ufficiale.
Dove Dormire lungo l’Alta Via: Rifugi e Ospitalità
La pianificazione dei pernottamenti è l’anima della preparazione di questo trekking. Essendo un cammino che taglia la Liguria da un estremo all’altro, la disponibilità e il tipo di accoglienza variano moltissimo in base al settore che si decide di attraversare.
Rifugi e Strutture Ricettive
L’Alta Via vanta una rete di strutture storiche, posti tappa e affittacamere convenzionati. La logistica dei pernottamenti cambia radicalmente a seconda della zona geografica:
- Settore Occidentale (Alpi Liguri): In questa tratta l’ospitalità è prettamente alpina. I pernottamenti si concentrano nei rifugi storici del CAI o in piccole locande e alberghi situati in prossimità dei valichi stradali. Le distanze tra i punti di sosta sono fisse e i posti letto sono limitati: nei mesi di luglio e agosto è tassativo prenotare con largo anticipo per essere sicuri di trovare posto.
- Settore Centrale (Savonese e Genovesato): È la sezione del cammino che presenta la più alta densità di opzioni ricettive. Lungo il percorso si trova un ottimo mix di rifugi escursionistici regionali, agriturismi, bed and breakfast e alberghi dislocati vicino ai principali passi carrabili. Molti gestori offrono il servizio di mezza pensione, ideale per recuperare le energie e assaggiare la cucina tipica dell’entroterra ligure.
- Settore Orientale (Levante): I crinali in questo tratto diventano più selvaggi, isolati e meno antropizzati. Le strutture posizionate esattamente sulla linea del sentiero sono più rare. Spesso, per raggiungere il punto di pernotto a fine giornata, è necessario scendere di quota tramite brevi sentieri di raccordo segnalati, che conducono verso i caratteristici borghi di pietra della Val di Vara o della Lunigiana.
Come Arrivare e Come Tornare: La logistica dei trasporti
Trattandosi di una traversata lineare da punto a punto di oltre 400 chilometri, la logistica dei trasporti è una delle prime cose da pianificare. Fortunatamente, sia il punto di partenza (Ventimiglia) che quello di arrivo (Ceparana) sono ben collegati alla rete di trasporto pubblico.
Come arrivare alla Partenza (Ventimiglia)
Raggiungere l’inizio del cammino è estremamente comodo:
- In Treno: Ventimiglia è una stazione ferroviaria di confine molto importante, servita frequentemente dai treni Regionali Veloci e dagli Intercity provenienti da Genova, Milano e Torino. Una volta sceso dal treno, puoi raggiungere a piedi il punto di partenza ufficiale dell’Alta Via in pochi minuti.
- In Auto: Sconsigliato se vuoi fare il cammino integrale, poiché dovresti comunque tornare a riprenderla a fine viaggio. Se invece percorri solo i primi settori, l’autostrada di riferimento è la A10 Genova-Ventimiglia.
Come tornare indietro dall’Arrivo (Ceparana)
Il traguardo ufficiale dell’Alta Via si trova a Ceparana, una frazione del comune di Bolano, in provincia di La Spezia al confine con la Toscana. Da qui, per tornare verso casa o recuperare la linea ferroviaria principale, devi muoverti così:
- In Autobus e Treno: Dal centro di Ceparana partono gli autobus extraurbani dell’azienda ATC che collegano regolarmente la frazione con la città di La Spezia. La tratta dura circa 30-40 minuti. Una volta arrivato alla stazione di La Spezia Centrale, avrai a disposizione treni ad alta velocità (Frecciarossa e Intercity) e regionali per rientrare verso Genova, Milano, Pisa, Firenze o Roma.
- Aeroporti vicini: Se viaggi da molto lontano, gli aeroporti di riferimento più comodi per i collegamenti logistici sono l’Aeroporto di Genova e l’Aeroporto di Pisa.
Un consiglio per le frazioni intermedie
Se il tuo obiettivo non è l’integrale ma vuoi percorrere solo un singolo settore, tieni a mente che moltissimi passi dell’Alta Via sono intersecati da strade provinciali. Località come il Colle di Nava, il Colle del Melogno, il Passo del Turchino, i Piani di Praglia o il Passo dei Giovi sono tutti serviti, con frequenze variabili e spesso ridotte nei giorni festivi, dalle linee di autobus delle aziende di trasporto locale. Controlla sempre gli orari aggiornati prima di partire per non rischiare di rimanere bloccato sul valico.
FAQ sull’Alta Via dei Monti Liguri
Il tempo di percorrenza varia in base all’allenamento e al proprio passo. L’itinerario istituzionale è diviso in 44 tappe, pensate per chi vuole camminare poche ore al giorno. Un escursionista mediamente allenato, sfruttando la mezza pensione nei rifugi e nei posti tappa, unisce solitamente più frazioni completando l’intero cammino in circa 15-20 giorni.
Nel complesso l’Alta Via richiede una buona preparazione fisica e attitudine al cammino itinerante. La maggior parte del tracciato si sviluppi su mulattiere e sentieri di difficoltà escursionistica (E). Tuttavia, il Settore Occidentale (Alpi Liguri) presenta caratteristiche tipicamente alpine, con dislivelli importanti e passaggi più tecnici classificati per Escursionisti Esperti (EE), non adatti a chi è alle prime armi.
La traversata integrale in inverno è fortemente sconsigliata a causa della neve e del ghiaccio che coprono le Alpi Liguri e le vette più alte dell’Appennino (come il Monte Aiona). In questa stagione, però, è possibile percorrere le singole tappe collinari a quote inferiori, nel primo Ponente o nel basso Levante, che beneficiano di un clima più mite.
La copertura di rete è discontinua. Muovendosi sulla linea di cresta, il segnale telefonico è spesso presente (talvolta agganciandosi alle reti francesi nel primo settore di Ponente). Tuttavia, nelle valli più strette, nei fitti boschi del Levante o nei passaggi coperti dai massicci montuosi il cellulare può rimanere isolato per ore. Si raccomanda di scaricare le tracce GPX sul telefono per poterle consultare offline.
Come indicato anche dalla guida ufficiale del cammino, alcune delle sorgenti e dei punti d’acqua segnalati non sono controllati, ed è quindi necessario verificarne la potabilità sul momento. Il modo più sicuro per rifornirsi resta quello di sfruttare i rubinetti delle strutture ricettive, i bar di valico e le fontane pubbliche dei paesi situati nei pressi dei passi stradali.
Il segnavia ufficiale dell’Alta Via è molto chiaro e ricorrente. Si tratta di un rettangolo rosso con una striscia bianca centrale, spesso accompagnato dalla sigla “AV” scritta in bianco o in nero. È dipinto su rocce, alberi e paletti indicatori disposti lungo tutto l’itinerario.
Considerazioni finali
Mettersi in cammino lungo l’Alta Via dei Monti Liguri significa accettare la sfida di scoprire una Liguria inedita, lontana dagli stereotipi delle spiagge affollate e dei borghi marinari da cartolina. Questo itinerario è un lungo filo conduttore che unisce mondi apparentemente opposti: il rigore delle vette alpine del Ponente, le brughiere ventose del tratto centrale e il silenzio mistico delle foreste del Levante, il tutto costantemente accompagnato dallo sfondo blu del Mar Ligure che brilla all’orizzonte.
Che si decida di percorrerlo per intero in un’unica grande avventura, o che si scelga di scoprirlo a piccoli passi un fine settimana alla volta, l’Alta Via resta uno dei trekking più selvaggi, storici e affascinanti d’Europa. Una volta tornati a valle, con le ginocchia stanche e lo sguardo pieno di spazi aperti, la sensazione sarà quella di aver attraversato non solo una regione, ma un intero microcosmo sospeso tra la terra e il cielo.
CREDITS IMMAGINE DI COPERTINA:@Bbruno


